Da sempre le terme sono considerate luogo di benessere, di prevenzione e di riabilitazione.

La terapia termale contribuisce a favorire la salute dell’intero organismo, in particolare si è dimostrata efficace nel trattamento dei disturbi respiratori.

Oggi questa efficacia è confermata da solide basi scientifiche ed è riconosciuta dal Ministero della Salute.

Le Terme dell’Emilia Romagna hanno evidenziato la valenza terapeutica e i benefici che le acque termali hanno sul nostro organismo, con un focus particolare sull’apparato respiratorio, in occasione dell’incontro dedicato alla stampa nazionale, intitolato “ACQUE DA RESPIRARE…E DA BERE”.

Lino Gilioli, Presidente COTER, Consorzio del Circuito Termale dell’Emilia Romagna, insieme a Daniela Camboni – giornalista ATP Emilia Romagna – come moderatrice, hanno dialogato con il Professor Alessandro Zanasi, specialista in pneumologia e idrologia medica, Presidente della Società Italiana per lo Studio della Tosse e Direttore Sanitario delle Terme di Cervia.

Tanti i temi affrontati durante l’incontro, a partire dall’impiego delle acque termali nel trattamento del Long-Covid. Tematica sempre più trattata e attuale, a seguito del crescente numero di persone che accusano deficit funzionali che permangono fin dopo la guarigione dall’infezione e che possono trascinarsi per mesi.

“Senso di difficoltà a respirare, tosse, affanno dopo sforzi modesti, disturbi del sonno, sono questi i sintomi più diffusi che si manifestano con il Long-Covid e che non devono essere in alcun modo trascurati” ha dichiarato il Professor Zanasi.

“Per tutti questi pazienti occorre definire un programma riabilitativo che deve essere di tipo combinato respiratorio-muscolo-scheletrico e le terme rappresentano il luogo ideale per stabilizzare il quadro clinico del paziente” prosegue il Professor Zanasi.

A questo proposito, ha affermato il Presidente Lino Gilioli “le Terme dell’Emilia Romagna offrono percorsi di fisioterapia respiratoria con personale esperto pensati per garantire le migliori cure a chi presenta i sintomi legati al Long-Covid”.

La terapia inalatoria è la metodica elettiva per la cura delle vie respiratorie. “La terapia inalatoria, indicata sia in età adulta che pediatrica, è riconosciuta scientificamente nella cura delle patologie dell’apparato respiratorio e nella prevenzione delle riacutizzazioni infettive.

Grazie alla loro composizione chimico-fisico, le acqua termali svolgono un’azione diretta di tipo antinfiammatorio, antiossidante, battericida e mucolitica sulla mucosa delle alte e basse vie respiratorie, sia ad un’azione indiretta di potenziamento dei naturali meccanismi immunitari. Si tratta di una cura naturale che non sostituisce il trattamento farmacologico, ma che lo affianca e lo rafforza”, ha confermato e precisato il Professor Zanasi.

Respirata sotto forma di vapore, l’acqua termale è preziosa nella cura e nella prevenzione delle malattie respiratorie, ma la sua azione e i suoi benefici non si limitano a questo.

“Partiamo dal presupposto che l’acqua è la nostra principale fonte di vita ed è l’unico alimento davvero indispensabile per il nostro organismo.

Tra le principali funzioni che svolge vi è il trasporto dei principi attivi, l’eliminazione delle tossine, la regolazione della temperatura corporea. Inoltre, favorisce i processi digestivi e il corretto funzionamento del metabolismo.

Tuttavia, l’acqua non è tutta uguale e l’assunzione di una specifica tipologia dovrebbe variare in base allo stile di vita, all’alimentazione, all’attività fisica e alla presenza di situazioni patologiche che coinvolgono ognuno di noi,” ha spiegato il Professor Zanasi, tra l’altro autore del libro “Acque italiane minerali in bottiglia. Un mondo da conoscere”, Hoepli Ed.

L’acqua termale, grazie alla sua particolare composizione, favorisce il corretto funzionamento dell’organismo. L’assunzione di acqua termale, come bibita, ove questa metodica di cura sia stata validata dal Ministero della Salute, e secondo i dosaggi prestabiliti dal medico, è una terapia scientificamente provata che prende il nome di idropinoterapia e aiuta il corpo a ritrovare l’equilibro.

Tra le patologie trattate con la cura idropinica vi sono principalmente le malattie gastro-intestinali, i disturbi al fegato e i problemi ai reni e alle vie urinarie. “La cura idropinica insegna come anche bere l’acqua termale favorisca il benessere dell’intero organismo.

L’acqua che sgorga da sorgenti termali svolge infatti un’azione diuretica, depurativa e disintossicante, oltre ad avere un effetto remineralizzante”, ha sottolineato il Professor Zanasi.

L’incontro organizzato dalle Terme dell’Emilia Romagna, è stato inoltre occasione per analizzare i dati dell’Osservatorio sul Termalismo e Turismo della salute in Emilia Romagna per il primo semestre del 2022.

Il Presidente del Coter, Lino Gilioli ha sottolineato come “i dati al 30 giugno 2022 del sistema termale nel suo complesso indicano da una parte un deciso e pronunciato recupero sia in termini di arrivi di clienti che di fatturato rispetto al 2021 e dall’altra, un ritardo ancora significativo sul 2019”.

Il Presidente ha poi approfondito: “entrando nel merito il 2022 fa segnare +72% sul fatturato di competenza SSN, con gli arrivi che si posizionano a + 78%.

Il fatturato complessivo arriva a + 83% e gli arrivi corrispondenti a +95%”. Il fatturato SSN Emilia Romagna cresce del 66% sul 2021 e gli arrivi segnano +70%, mentre il fatturato extra regione che è stato quello più colpito nel periodo pandemico, arriva a +93% e gli arrivi a +102%.

Se osserviamo gli andamenti in relazione al 2019 i dati ci dicono che il fatturato complessivo è ancora sotto del 32% e quello convenzionato segna -39% mentre gli arrivi complessivi segnano una flessione del 35% e quelli SSN del 39%.”

Una situazione di ripresa quella del primo semestre 2022 su cui però pesa il caro energia, come evidenzia Gilioli: “Le 24 strutture termali della Regione, si trovano oggi a far fronte a costi insostenibili con bollette in alcuni casi quintuplicate rispetto al 2021. Un dato che dopo un biennio difficile a causa del Covid potrebbe rallentare la ripartenza, con spese destinate a lievitare ulteriormente nel periodo invernale.”

a cura della redazione

Written by giovanni47

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