Francesco Mutti durante la presentazione del bilancio ambientale 2020 dell’azienda Mutti al Cibus 2021. Parma, 02 Settembre 2021. ANSA / ELISABETTA BARACCHI

• Permetterà di definire la roadmap strategica e le azioni migliorative nell’ambito della sostenibilità ambientale dell’azienda. Nel documento le testimonianze di importanti attori che hanno collaborato con Mutti, come la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e WWF Italia.
• Previsto un investimento pluriennale (2022/2024) di partenza di 1,5 milioni di euro interamente dedicato all’avvio di progetti ambientali.

L’importante crescita dell’azienda, che vede raddoppiati i volumi di pomodoro trasformati negli ultimi cinque anni, e la forte spinta a rafforzare la sua
presenza a livello internazionale hanno portato Mutti a proseguire il percorso di sostenibilità ambientale con nuove forze e nuovi stimoli. In questo contesto, negli ultimi anni il Gruppo ha avviato varie iniziative volte a identificare i tratti caratteristici dell’impronta ecologica associata alle sue
attività e a monitorare gli effetti delle misure di mitigazione adottate nel suo agire quotidiano.

Da queste premesse nasce il primo Bilancio Ambientale di Mutti, presentato durante la 20esima edizione di Cibus – Salone Internazionale dell’Alimentazione.

Questo lavoro non rappresenta né un punto di arrivo né un punto di partenza, piuttosto vuole essere una tappa in grado di mettere a sistema le importanti azioni già attuate in passato e, anche attraverso uno schema di monitoraggio progettato insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, aiutare a definire un quadro delle performance aziendali in questo periodo di grande espansione.

Il Bilancio Ambientale è l’ultima di una serie di iniziative messe in atto da Mutti nell’ambito della sostenibilità ambientale: nel 1999 infatti è stata la prima azienda ad adottare il Disciplinare di Produzione Integrata Certificata, a garanzia di una produzione agricola volta a pratiche più sostenibili, senza compromettere la qualità del pomodoro e mantenendone la tracciabilità fino al prodotto finito; nel 2001 ha raggiunto la dichiarazione “NON OGM”; e ancora, nel 2010 ha avviato una importante collaborazione, tuttora in corso, con WWF Italia, volta alla riduzione dell’impronta idrica e di carbonio dell’azienda e della filiera e alla tutela della biodiversità.

“In un momento in cui il mondo è a un punto di svolta ambientale è importante che le imprese accelerino il proprio impegno nell’ambito della sostenibilità, intervenendo con azioni migliorative nelle aree di maggior impatto. Noi abbiamo un rapporto diretto con l’ambiente, il cui stato di salute è collegato indissolubilmente alla qualità dei nostri prodotti – dichiara Francesco Mutti, Amministratore Delegato di Mutti SpA. È da queste premesse che nasce il nostro primo Bilancio Ambientale, il frutto di un lavoro di monitoraggio che, congiuntamente a un investimento iniziale di
1,5 milioni di euro nel periodo 2022-24 dedicato esclusivamente a progetti di sostenibilità ambientale, ci permetterà ora di accelerare il passo e di proiettarci in avanti.

Questo documento, che redigeremo ogni anno ed evolverà insieme all’azienda, ci consente ora di individuare le aree di intervento strategiche, le leve su cui agire a vari livelli di responsabilità, gli obiettivi e i target trasparenti. Monitoreremo e interverremo continuamente per restituire alla natura almeno una parte di ciò che da sempre ci dà.”

Per la rendicontazione delle performance ambientali sono state impiegate apposite informative dei GRI Sustainability Reporting Standards, definiti dal GRI (Global Reporting Initiative), che rappresentano uno dei framework più conosciuti e impiegati a livello internazionale. Il Bilancio Ambientale possiede inoltre una caratteristica particolare: è partecipativo, ossia costruito attraverso il contributo degli stakeholder che con Mutti hanno progettato e implementato iniziative specifiche in grado di migliorare gli indici ambientali del Gruppo. Ad essi è stato infatti affidato il racconto di queste azioni ideate e realizzate a quattro mani. CNR, Scuola Sant’Anna di Pisa, WWF Italia, Hort@ – Spin Off dell’Università Cattolica, Ente Parchi del Ducato, sono solo alcuni dei compagni di strada che hanno messo a fattor comune il proprio spirito innovatore in ambito ambientale.

Proprio il lavoro portato avanti assieme agli stakeholder ha consentito al Gruppo di raggiungere importanti consapevolezze, da cui avviare la definizione di target ambiziosi. Partendo dagli elementi naturali di Acqua, Terra, Aria e Sole, che sono alla base del business e la cui salvaguardia rappresenta oggi una sfida imprescindibile per l’agri-food, con implicazioni sulla quantità e qualità dei prodotti della Terra per un verso e sulla biodiversità dall’altro. Alcune delle azioni che hanno visto coinvolta l’azienda insieme a molti stakeholder – da WWF Italia a Ente Parchi del Ducato – hanno proprio l’obiettivo di far leva su pratiche agricole virtuose per rigenerare il terreno, evitando il processo di desertificazione e, contemporaneamente, salvaguardare l’ecosistema attraverso progetti di riforestazione e ‘corridoi della biodiversità’.

Tutte le altre variabili – dall’utilizzo dell’acqua alle emissioni climalteranti – acquistano ulteriore si- gnificato proprio partendo dal valore del suolo:

I consumi energetici, considerando l’incremento della produzione, hanno avuto una crescita che però si rivela men che proporzionale rispetto all’aumento del numero delle tonnellate di prodotto finito: da 1,76 GigaJoule per tonnellata nel 2019 a 1,72 nel 2020.

Da non omettere la presenza di impianti fotovoltaici in due degli stabilimenti del Gruppo, che nel periodo dal 2018 al 2020 hanno garantito un risparmio di 1.500 tonnellate di CO2.

Venendo all’impronta idrica, a seguito della riduzione del 4,6% tra il 2010 e il 2015 lungo una vasta porzione della catena del valore, resa possibile anche dalla fattiva collaborazione di oltre 60 aziende conferenti, non sono mancati interventi di efficientamento negli stabilimenti, volti in gran parte
all’aumento dei quantitativi di acqua riutilizzata e depurata, in modo da ricorrere sempre meno al prelievo di acqua di superficie e da falda.

Il tema della produzione dei rifiuti e del loro riciclo e riutilizzo è particolarmente significativo nel settore dell’agri-food. Oggi, in Mutti, l’81% viene recuperato o riciclato. Nel 2020, il rapporto tra rifiuti e prodotto finito è stato del 4,1%, migliore quindi rispetto al 4,7% del 2019. Il pomodoro fresco non idoneo alla trasformazione viene impiegato in zootecnia o per la produzione di biogas, in un’ottica di economia circolare.

In riferimento alla biodiversità, Mutti nel 2019 ha sostenuto il progetto di riforestazione denominato ‘KilometroVerdeParma’ e, in questo contesto, nel 2020 ha lanciato un’iniziativa di piantumazione denominata “Mille Querce”.

Il progetto ha già visto la messa a dimora, a oggi, di 1.100 piante, di cui 130 querce, in un’area di 50.000 metri quadrati in aree demaniali dei Comuni di Montechiarugolo, Traversetolo e Sissa Tre Casali e proseguirà con l’inclusione di ulteriori comuni interessati.

Infine, un importante lavoro – che è ancora in divenire – è stato realizzato sul packaging.

Nel 2020 risulta riciclabile il 99% degli imballaggi primari e secondari – con obiettivo 100% per l’anno in corso e circa 1/4 del totale risulta derivato da materiale riciclato.

L’impegno del Gruppo non si ferma qui: nei prossimi mesi l’azienda lavorerà a diversi progetti, come quello di rinaturalizzazione del fiume Po attraverso la creazione di boschi, siepi e filari e ambientimacchia-radura, e si impegnerà con i propri partner a definire nuove iniziative volte a migliorare ulteriormente quanto già di positivo è stato fatto in passato.

Un impegno, non solo economico, che permetterà a Mutti di avviare attività sempre più capillari e concrete e quindi di migliorare progressivamente il proprio impatto sull’ambiente e le cui evidenze saranno rese note anche grazie allo strumento della rendicontazione.

MUTTI SPA – Storica azienda di Parma, è leader in Europa nella lavorazione del pomodoro. É il 1899 quando Marcellino e Callisto Mutti danno avvio alla prima campagna di trasformazione del pomodoro.

Da allora, facendo leva sui valori chiave di qualità e tradizione italiana assieme al rispetto per la filiera e il territorio, la famiglia Mutti si dedica esclusivamente al pomodoro 100% italiano, realizzando concentrato, passata e polpa di pomodoro, prodotti che oggi sono apprezzati in tutto il mondo. Il desiderio di innovazione, che fin dalla fondazione è nel DNA dell’azienda, hanno portato ad ampliare man mano la gamma con un’ampia offerta di sughi e salse pronte. Oggi il Gruppo Mutti, con 120 anni di storia, è leader in Europa nel mercato dei derivati del pomodoro ed è presente in 96 Paesi al mondo, con un fatturato netto nel 2020 di 465 milioni di euro, in crescita del 23% rispetto all’anno precedente.

I volumi realizzati dal Gruppo Mutti nel 2020 hanno raggiunto le 285,6 tonnellate, dati in aumento rispetto all’anno precedente (243,2 tonnellate nel 2019).

L’export pesa attualmen- te per il 41% del fatturato e cresce di anno in anno a doppia cifra. Parma, Montechiarugolo, è la sede storica e commerciale del Gruppo che si è man mano ampliato per poter rispondere a tutte le esigenze di gusto. Nel 2016 è terminato il processo di acquisizione di Fiordagosto, uno stabilimento con sede a Oliveto Citra (Salerno) dedicato alla produzione delle varietà tipiche del Sud Italia, come il pomodoro lungo e il ciliegino. Nel novembre 2017 Mutti ha acquistato lo stabilimento CO.PAD.OR di Collecchio, costituendo prima la nuova società Pomodoro 43044 Srl fusa per incorporazione poi a Mutti SpA dal 1° gennaio 2021, con una capacità produttiva di 300.000 tonnellate.

a cura della redazione

Written by giovanni47