La pandemia ha plasmato la vita di coppia e le relazioni sentimentali in generale. In principio, dopo la prima ondata del 2020, analisti, sociologi e psicologi si sono occupati di interpretare tassi di divorzi, percentuali di natalità pre e post Covid, situazioni estremizzate dalla condivisione forzata di spazi ridotti o separazioni affettive causate dalla lontananza e dal lockdown.

 

Stando alla cronaca più recente, continua a crescere anche nella seconda ondata pandemica il numero di coppie che vanno in crisi per divergenze varie. Oggi, prima tra queste, incide notevolmente la posizione rispetto al vaccino anti covid-19 per se stessi e per i figli. Un dibattito insanabile che ha portato i coniugi alla risoluzione della relazione per vie legali[1].

 

Lo conferma anche una survey di Ashley Madison[2], piattaforma leader internazionale per chi è alla ricerca di love affaire[3], che ha chiesto ai suoi iscritti come stiano vivendo le loro relazioni coniugali ed extraconiugali dall’inizio della pandemia nel 2020 ad oggi.

 

Interrogati a proposito del vaccino, l’85% dei rispondenti ha dichiarato di essere vaccinato e il 57% di loro ha già fatto la dose booster (o terza dose), a riprova dell’importanza che questo fattore rappresenti per loro. La posizione nei confronti della vaccinazione è un punto cruciale per decidere con chi intraprendere una relazione extraconiugale. Infatti il 67% degli intervistati preferisce avere relazioni solo con chi è vaccinato e il 40% prima di incontrare di persona un potenziale partner extraconiugale chiede lo status vaccinale.

 

Tornando all’andamento dei rapporti di coppia e dei love affaire in generale, Christoph Kraemer, Managing Director di Ashley Madison per l’Europa ha dichiarato: “Poco dopo il primo allentamento dei blocchi a maggio 2020, Ashley Madison aveva iniziato a vedere un significativo aumento delle iscrizioni (+30%) sulla piattaforma. Dato che riconferma un maggiore interesse per le relazioni extraconiugali come via di fuga dalla costrittiva routine con il proprio partner primario in tempi di lockdown. Per quanto riguarda l’Italia, basti pensare che il 38% delle persone attualmente attive sulla piattaforma si sono iscritte solo negli ultimi 30 giorni[4] e l’83% degli utenti attivi si sono iscritti nell’ultimo anno.”

 

I risultati delineati dalla ricerca indicano una verità controversa: il matrimonio rimane in definitiva un accordo pragmatico che offre un valore intrinseco, nonostante il partner primario spesso non riesca a fornire costantemente l’amore, il sostegno e il desiderio necessari. Il 67% dei rispondenti ha dichiarato che non è cambiata la natura della relazione con il proprio partner primario durante la pandemia.

 

Tuttavia, la survey conferma l’andamento negativo dei rapporti all’interno delle coppie, sposate e non solo. Infatti solo il 10% degli intervistati afferma che la propria relazione coniugale sia migliorata e il 79% pratica meno sesso con il proprio partner primario rispetto al 2020.

 

Per il 19% dei rispondenti la situazione generale si è deteriorata, ma solo il 4% è ricorso alle vie legali per una rottura definitiva. Mentre un 25% sta cercando un’alternativa cyber, impegnandosi in relazioni virtuali, tendenza in crescita del 9% rispetto al 2020.

 

Anche lo stato emotivo è peggiorato per il 25% degli intervistati e per il 78% di loro pensare di avere una relazione extraconiugale è un modo per prendersi cura di se stessi, senza implodere all’interno della relazione primaria. Inoltre, sebbene l’88% degli iscritti non abbia considerato di avere una relazione coniugale aperta in accordo con il proprio partner, il 7% ha iniziato a parlarne.

a cura della redazione

 

 

 

Written by giovanni47