Prende il via la lunga pedalata di OGGI al fianco del 105° Giro d’Italia che partirà venerdì 6 maggio da Budapest, in Ungheria, e si concluderà domenica 29 maggio a Verona.

Media partner della Corsa Rosa, il settimanale degli italiani diretto da Carlo Verdelli offrirà a lettori e appassionati una cronaca esclusiva delle 21 tappe della corsa ciclistica più importante e amata d’Italia: ogni settimana sul giornale e, dal 6 maggio, sul sito oggi.it con lo speciale Il nostro Giro d’Italia, www.oggi.it/giroditalia.

Un racconto quotidiano delle curiosità, del territorio, delle persone e dei personaggi che giorno dopo giorno caratterizzeranno la corsa, attraverso articoli e video in loco del giornalista di OGGI Andrea Greco.

Nel numero di OGGI in edicola da giovedì 5 maggio, il racconto dedicato alla Corsa Rosa inizia invece con le parole di Walter Veltroni che in un lungo articolo celebra il Giro d’Italia e i suoi personaggi.

Un Giro, scrive Veltroni, che “è mito, leggenda, fatica, grandezza”, che dal 1909 ha attraversato da protagonista la storia e molte volte coinciso con i grandi fatti che hanno scosso l’Italia, fatto da “eroi di un sacrificio di pace, fatto per dimostrare solo dove l’essere umano può arrivare.

Non dove può retrocedere, come succede in una guerra. Fatica compiuta per superare limiti e confini, per mettersi alla prova nella propria capacità di sopportare la fatica, il dolore, la sconfitta”. Non solo ciclismo, ma un evento che “ha unificato il Paese”, tanto che, conclude: “forse, ormai, sarebbe più giusto chiamarlo il Giro degli italiani”.

Il racconto prosegue con Francesco Moser, il ciclista italiano con più vittorie in assoluto, tra cui il Giro d’Italia nel 1984, campione nello sport e nella vita, che nell’intervista ricorda con nostalgia e un sorriso i tempi nei quali correva e fame, fatica e rivalsa erano compagne di vita: “Era una lotta. I tifosi avversari ti venivano addosso, ti insultavano. Se erano a tiro gli mollavo un ceffone al volo. Ma le prendevo anche.” – ricorda Moser – “Eravamo ruvidi, ignoranti. Se volevi il rispetto del gruppo non dovevi tirarti indietro.

E Il trattamento era modesto.”, mentre oggi “girano più soldi, ma non li invidio: ai miei tempi si iniziava tardi.

Io addirittura inforcai una bici da corsa che ero maggiorenne, e fu una mia scelta. Oggi iniziano ad allenarsi a 7 anni. Quando ne compiono 18 ne hanno passati 11 sui pedali. Abbastanza per averne piene le scatole prima ancora di iniziare davvero. E poi sono disciplinati, ligi agli ordini di scuderia, mai una parola di troppo. Io me ne fregavo: dicevo quello che pensavo”.

E ancora oggi, a 70 anni, lo spirito non cambia, e mentre parla della rivalità con Saronni (“Non mi è mai piaciuto. Non era un uomo di parola.

Ho provato a fare dei patti con lui, ma non li rispettava”) e di Pantani (“Lo conoscevo, in salita era un fenomeno.

Avrebbe dovuto accettare la sospensione e poi risalire in sella. Invece si comportò come se fosse vittima di un complotto”), prova gli scarpini nuovi, offre lo spumante che produce e sulle tre vittorie alla durissima Parigi-Roubaix minimizza: “Non è complicato: bisogna non aver paura, guardare lontano e capire in anticipo dove mettere le ruote”.

Oltre che in edicola, il settimanale OGGI sarà disponibile gratuitamente per i visitatori del 105° Giro d’Italia nel Villaggio di partenza e di arrivo di ogni tappa: un’area aperta al pubblico ricca di attività e animazioni per grandi e piccini.

Il numero di OGGI in edicola dal 5 maggio dedica la copertina all’étoile Roberto Bolle ed è sostenuto da una campagna sulle testate RCS e da uno spot, realizzato da HI! Comunicazione, sulle reti RAI.

a cura della redazione

Written by giovanni47