ECOSISTEMA CITTA’
IX EDIZIONE – 25 e 26 maggio 2024

Torna il week end più sorprendente di Milano per scoprire una città aperta, interconnessa e accessibile con 100 siti in programma.

Open House Milano celebra l’architettura milanese mostrando i luoghi, i progetti e le idee che stanno rivoluzionando il nostro modo di fare città.

 

 

Giunta alla nona edizione, Open House Milano promuove un accesso ampio e senza precedenti alla città, ai luoghi, alle persone, ai progetti, ai sistemi e alle idee che definiscono Milano e il suo futuro.

Attraverso la sua programmazione annuale, OHM è diventata, negli anni, una piattaforma cittadina per l’esplorazione dell’ambiente urbano, sotto il segno dell’architettura, con l’apertura di oltre 550 siti dalla sua nascita.

Lo scopo del lavoro svolto in questi anni è stato garantire il pieno accesso ad una delle città più rilevanti su scala globale, permettendo al pubblico di conoscere siti solitamente non fruibili o da riscoprire, grazie alle visite guidate gratuite svolte dalla rete di 200 volontari che ogni anno sono coinvolti.

Sin dalla sua fondazione, infatti, OHM ha sostenuto l’apertura come principio determinante della vita civica. Offrendo uno sguardo dall’interno sulle forze che modellano la città, la manifestazione ha offerto la possibilità di una comprensione più profonda del capoluogo lombardo con la speranza di innescare un circolo virtuoso: un pubblico informato favorisce una maggiore partecipazione cittadina, che a sua volta catalizza una città aperta.

«Open House è uno degli eventi culturali più rilevanti su scala globale che rinsalda il senso di comunità cittadina. A Milano, l’iniziativa promuove uno spirito di incontro per chiunque sia interessato a conoscere la diversità della città e del suo ambiente costruito. Un osservatorio urbano che cresce di anno in anno, fatto di progettualità e condivisione»

ha spiegato oggi durante la conferenza stampa di presentazione Lucia Mannella, co-direttore di OHM

«Da nove edizioni Open House Milano si propone come un evento di partecipazione attiva, fatto dalla città per la città, con il coinvolgimento straordinario di numerosissimi soggetti che, nei vari ruoli di gestori, promotori, sostenitori e volontari lo rendono possibile. La forza e la bellezza di questo progetto è la coralità e l’entusiasmo che è in grado di generare. Una manifestazione che permette di comprendere il senso di una buona progettualità architettonica e accrescere lo spirito critico nel cittadino»
ha riferito , a  sua volta, Maya Plata, co-direttore di  OHM

Parco della Luce, Monte Rosa 91
Tour urbanistica tattica

Sabato 25 e domenica 26 maggio 100 siti spalancheranno le proprie porte per mostrare una città inedita, dai grandi masterplan che stanno riconfigurando Milano alla dimensione più intima di case private e studi rilevanti per l’interior, in un alternarsi di scale progettuali, visioni e dinamiche di cambiamento.

Il tema della nona edizione è ECOSISTEMA CITTA’, una riflessione che vede Milano come luogo di coesistenza dove la componente antropica è solo una parte della biodiversità presente al suo interno.

Un sistema che sta ridefinendo un nuovo equilibrio non solo progettuale – tra circolarità riqualificazione, recupero delle periferie e tecnologia – ma anche sociale, con attenzione all’inclusività e all’accessibilità.Quest’anno, saranno approfondite le tematiche di rigenerazione urbana come l’urbanistica tattica, che ha portato alla riqualificazione di piazze cittadine, oltre a fenomeni di recupero di aree urbane grazie al valore identitario dell’arte; il verde, quale tema progettuale oggi imprescindibile, che permette la nascita di eco-giardini, favorisce la biodiversità e rinsalda il senso di comunità; la riflessione sulle barriere architettoniche che limitano l’accesso ai luoghi e precludono partecipazione.

Open Dot – Dotdotdot
Fornace Curti
La nona edizione vede il consolidamento delle collaborazioni esistenti che arricchiscono il network internazionale della manifestazione.

Tra queste, oltre a Open House Wordwide, l’ultima nata è Open House Europe, iniziativa triennale lanciata nel 2023 e co-finanziata dall’Unione Europea, a cui Open House Milano ha aderito, nata per promuovere l’architettura nel vecchio continente assieme ad altre dieci realtà fondatrici quali Atene, Bilbao, Brno, Dublino, Essen, Lisbona, Slovenia, Stoccolma, Tallinn, Salonicco e Vilnius. Le attività sono organizzate in tutto il continente, tra cui conferenze annuali ed un programma di scambio dei volontari, oltre all’apertura di una piattaforma digitale comune. In un contesto di sfide epocali, l’architettura diviene campo di indagine per nuove configurazioni progettuali. Dopo avere approfondito il tema della sostenibilità nel 2023, di cui si sono discussi gli esiti nel summit annuale tenutosi alla Triennale di Lisbona lo scorso dicembre, quest’anno sarà affrontato il tema dell’accessibilità. Un tema che OHM affronterà sia per quanto riguarda le barriere architettoniche sia da un punto di vista linguistico, offrendo visite guidate adatte anche ad un pubblico internazionale.
Grazie alla collaborazione con WeGlad, startup a forte impatto sociale, verticale in “diversity & inclusion”, il tema dell’accessibilità sarà infatti affrontato in modo concreto e tradotto in un mappathon in fieri che sarà lanciato durante l’edizione di OHM, con conclusione prevista a metà giugno, per dare vita ad una mappatura reale delle barriere architettoniche che impediscono liberi spostamenti in città e gli accessi alle sue strutture. La raccolta di dati socialmente utili offrirà uno strumento che potrà essere implementato anche nelle future edizioni, monitorando una città in evoluzione che sempre più deve essere alla portata di tutti.

ACPV Architects
GLI HIGHLIGHTS dell’edizione

– Si rinnova la collaborazione con AXA Investment Managers, main partner dell’edizione 2024, per comprendere come Milano sia oggetto di pratiche virtuose di riqualificazione che gettano le basi per una città sempre più inclusiva e aperta alla cittadinanza. Dopo avere restituito alla città Monte Rosa 91 nel 2023, dopo un’importante opera di rigenerazione, l’iconico edificio realizzato da Renzo Piano nel 2003 è oggi il primo campus urbano di Milano, un centro multifunzionale integrato nel contesto urbano in cui sorge. Quest’anno il focus è sul Parco della Luce, inaugurato a maggio 2024, una vasta area verde di 10.000 mq che sorge al suo interno. Aperto alla cittadinanza, il parco è un esempio di come il verde sia in grado di generare luoghi e rinsaldare il senso di comunità. Il progetto di riqualificazione del giardino, condotto da AG&P greenscape, ha visto il recupero di oltre 90 alberi già esistenti, 42 nuove alberature, 60 grandi arbusti di progetto e altro 13.800 piccolo arbusto e piante perenni di progetto. L’area è oggi il fulcro di un palinsesto culturale multidisciplinare e, grazie al programma Prima Luce, è oggetto di interventi di public art, con opere site specific collocate al suo interno a firma di di Mario Airò (Ottava d’oro, ottava di piombo, 2023), Stefano Arienti (Filari di pioppi, 2023) e Loris Cecchini (The orbital promenade, chorus of solstices, 2023). Il Parco della Luce sarà visitabile in anteprima il 18 maggio con un tour dedicato.

– Assieme a FS Sistemi Urbani prosegue la narrazione di uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana su scala europea, Scali Milano,che sta traghettando a nuova vita, e verso nuove funzioni, sette ex scali ferroviari dismessi: Farini, San Cristoforo, Porta Romana, Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo e Porta Genova. Il modello Scali Milano, fondato sui driver della sostenibilità, dell’ascolto della cittadinanza e della sinergia tra pubblico e privato, rappresenta una best practice nell’ambito della rigenerazione urbana, scalabile ed applicabile anche ad altri contesti urbani per restituire valore condiviso.Quest’anno esploreremo con contenuti video realizzati ad hoc l’avanzamento dei lavori delle aree interessate per comprendere come ognuna di esse avrà una funzione strategica nella futura configurazione urbana di Milano.

– La rigenerazione dei luoghi pubblici può assumere diverse forme, talvolta innescata da programmi istituzionali, in altri casi generata da interventi che partono dal basso, dalle associazioni di quartiere e dagli stessi cittadini che quelle aree le vivono in prima persona. Un fil rouge è comune: l’arte e la creatività come motore di cambiamento e valore identitario per luoghi spesso in condizioni di degrado. 1) ABITARE, il magazine di riferimento del mondo del design, dell’arte e dell’architettura, ha curato per OHM un itinerario di scoperta di alcune tra le realizzazioni più riuscite di Piazze Aperte, tra Porta Venezia e il quartiere Nolo. 2) In via Reni, invece, sarà possibile conoscere da vicino l’iniziativa Colora la strada, un progetto di comunità, voluto e promosso dal Municipio 3, con lo scopo di restituire qualità urbana e incoraggiare nuovi usi nel tratto pedonale di via Reni di fronte alla Scuola materna situata nella via. 3) Tunnel Boulevard è un processo di co-progettazione per la rigenerazione dello spazio pubblico di Via Pontano con azioni di design sociale e arte pubblica che promuovano relazioni di rete e coesione sociale. Il progetto nasce dall’idea di creare uno spazio pubblico inclusivo nell’area che unisce Via Pontano ai cinque tunnel ferroviari che ora sono in stato di abbandono. 4) Il reportage fotografico Local Girls, realizzato dalla fotografa Nicole Carrion e a cura di Perimetro, arricchisce questa sezione tematica. La scenografia urbana è quella della Stazione Centrale, una delle piazze più importanti della scena skate, dove persone di diverse generazioni e provenienti da più culture si incontrano per condividere questo spazio. Il repertorio fotografico, che allarga anche ad altre zone cittadine, enfatizza come i fenomeni spontanei di aggregazione, spesso dettati dalla condivisione di un hobby o di uno sport, come in questo caso, possano generare nuove percezioni dei luoghi e nuove prospettive di utilizzo.

– Si accende un riflettore anche sugli spazi produttivi, dalle ex aree manifatturiere ai fablab contemporanei, dall’artigianato all’innovazione. Sarà possibile visitare la Fornace Curti e i suoi atelier creativi, un luogo suggestivo nel quartiere della Barona, un’antica fornace, fondata dalla famiglia Curti nel 400 e trasferitasi nella location attuale ad inizio 900.

Un piccolo e fascinoso borgo del cotto, ancora in piena attività, frequentato nel tempo da nomi che vanno da Bianca Maria Visconti, consorte del duca Francesco Forza a Giò Ponti, fino a Keith Haring ma è rimasto nel tempo un indirizzo segreto, da intenditori.

Si ritorna al futuro con OpenDot e Dotdotdot, due realtà nate in un contesto post-industriale riconvertito a spazio creativo. OpenDot è un hub di ricerca e innovazione fondato da Dotdotdot, uno studio di progettazione multidisciplinare nato a Milano nel 2004, che celebra il suo ventennale con l’apertura del suo nuovo studio, spazio innovativo dedicato all’industrial design. Parte di OpenDot è un FabLab dedicato alla prototipazione rapida e alla manifattura digitale, che offre un ambiente per la produzione accessibile a tutti.

– Quest’anno, grazie alla collaborazione con Maria Chiara Virgili, architetto e autrice del podcast Dannati Architetti – format audio che ha rivoluzionato la divulgazione dell’architettura come fatto culturale ripercorrendo le vicende meno note, gli aneddoti e le curiosità che riguardano progettisti e progetti – sarà possibile scoprire, attraverso brevi video narrazioni, le storie sottese dietro a una selezione di siti in programma: Monte Rosa 91, Garage Italia, Sant’Ildefonso, Casa Rustici e Monte Amiata.
Il programma si sviluppa con diversi percorsi tematici che permettono letture trasversali del palinsesto di aperture, con una mappatura che coinvolge i sei sestieri in cui la città era anticamente divisa.

openhousemilano.org

a cura della redazione

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Written by giovanni47