• Servier ha ricevuto il Prix Galien Italia 2024 per ivosidenib nella categoria ‘Farmaco di sintesi chimica’, un riconoscimento paragonato al ‘Nobel’ della farmaceutica
  • Ivosidenib è la prima e unica terapia target diretta contro la mutazione del gene IDH1 approvata dall’EMA con doppia indicazione per la Leucemia Mieloide Acuta e il Colangiocarcinoma, in grado di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti che presentano questa mutazione
  • Un riconoscimento prestigioso che conferma l’impegno di Servier in oncologia e onco-ematologia, in particolare nei tumori rari e con forti unmet medical needs, a cui dedica il 70% degli investimenti R&D.

Il Gruppo Servier in Italia è orgoglioso di annunciare che ivosidenib è stato premiato nella categoria ‘Farmaco di sintesi chimica’ in occasione della cerimonia del Prix Galien Italia 2024: il più importante riconoscimento in ambito biomedico e farmacologico del nostro Paese, organizzato da Springer Healthcare Italia. Istituito nel 1970 e riconosciuto a livello internazionale con edizioni in diversi paesi, il Prix Galien è considerato dagli addetti ai lavori come il ‘Nobel’ della farmaceutica, che valorizza farmaci e dispositivi medici innovativi con un apporto significativo sulla salute umana e premia le eccellenze tra i giovani ricercatori.

“Ringrazio tutti i membri della Giuria che hanno valutato in modo assolutamente indipendente i numerosi dossier di terapie innovative nonché le candidature delle migliori ricercatrici e ricercatori italiani nel campo della ricerca farmacologica (pre-clinica, traslazionale e clinica), candidati all’edizione 2024 del Prix Galien Italia, un faro di eccellenza per la ricerca farmacologica” – dichiara Pier Luigi Canonico, Presidente della Giuria – “Per la categoria ‘Farmaco di sintesi chimica’, il Premio è stato assegnato a ivosidenib, una nuova target therapy indicata per due neoplasie orfane: la leucemia mieloide acuta e il colangiocarcinoma con mutazione IDH1. Una grande conquista della ricerca oncologica, in grado di migliorare gli esiti clinici e preservare, nel contempo, la qualità di vita dei pazienti”.

Ivosidenib è una nuova terapia orale a bersaglio molecolare, inibitore potente e selettivo dell’enzima Isocitrato Deidrogenasi 1 (IDH1) mutato, responsabile del blocco della differenziazione cellulare e dello sviluppo di neoplasie ematologiche e non ematologiche.

 

Primo e unico inibitore di IDH1 attualmente approvato in Europa, ha ottenuto dall’EMA la designazione di farmaco orfano per il trattamento in due indicazioni:

  • in monoterapia, di pazienti adulti con colangiocarcinoma (CCA) localmente avanzato o metastatico con mutazione IDH1, precedentemente trattati con almeno una linea di terapia sistemica.
  • in associazione con azacitidina, di pazienti adulti con nuova diagnosi di leucemia mieloide acuta (AML) con una mutazione IDH1 che non sono idonei per la chemioterapia di induzione standard;

Le mutazioni di IDH1 sono presenti in circa il 15% dei casi di colangiocarcinoma intraepatico: un tipo di tumore primitivo del fegato, che fa registrare ogni anno circa 5.400 nuove diagnosi in Italia. Il 70% dei pazienti presenta alla diagnosi una malattia già in fase avanzata e la sopravvivenza a 5 anni è bassa, pari al 17% negli uomini e al 15% nelle donne[1].

 

“Ivosidenib è un farmaco altamente innovativo che agisce con un meccanismo d’azione completamente nuovo ed è l’unico farmaco a bersaglio molecolare disponibile per i pazienti con colangiocarcinoma in fase avanzata o metastatica con mutazione di IDH1” – commenta Lorenza Rimassa, Professore Associato di Oncologia Medica presso Humanitas University e IRCCS Humanitas Research Hospital, Rozzano (Milano). “Lo studio registrativo di fase 3 ClarIDHy ha infatti dimostrato che in pazienti con mutazione di IDH1, già trattati con terapia standard, la terapia con ivosidenib ha consentito di ottenere un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione e globale, associato a un buon profilo di tollerabilità e una buona qualità di vita[2].”

La profilazione molecolare è una parte fondamentale della diagnosi anche nella leucemia mieloide acuta (AML), un tumore del sangue che colpisce ogni anno in Italia circa 2.100 persone con una sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di circa il 30%1.

“Fino al 50% dei pazienti con leucemia mieloide acuta presenta almeno una mutazione genica che potenzialmente costituisce un bersaglio per una terapia mirata. Tra queste, le mutazioni dei geni IDH sono quelle per le quali sono stati sviluppati farmaci specifici. Le mutazioni del gene IDH1 sono presenti in circa il 10% dei casi, quelle di IDH2 nel 10-15%” – dichiara Adriano Venditti, Direttore della Ematologia della Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma. “La leucemia mieloide acuta è una malattia ematologica insidiosa e ancora difficile da trattare, la ricerca sta però progredendo in modo rapido e nuovi farmaci sono disponibili per la cura di questa malattia. Un esempio paradigmatico è quello dello studio AGILE, pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’, nel quale una terapia di prima linea con ivosidenib (farmaco che bersaglia la mutazione nel gene IDH1) in combinazione con azacitidina ha triplicato la sopravvivenza globale mediana rispetto a placebo e azacitidina, 24 mesi contro 7,9 mesi.[3]

Negli ultimi anni Servier ha compiuto un importante passo in avanti nell’oncologia e onco-ematologia, diventate per il Gruppo priorità strategiche. Grazie al suo impegno, Servier dispone ora di un portfolio di terapie innovative per tumori ‘hard-to-treat’ e una promettente pipeline.

“Siamo onorati e orgogliosi di ricevere questo Premio prestigioso: un importante traguardo nel nostro percorso verso l’innovazione in oncologia, che dimostra la solidità della nostra strategia R&D. Con 36 progetti in fase di sviluppo clinico e 25 in fase di ricerca, Servier sta concentrando i propri sforzi R&D in tutte le aree terapeutiche in cui si riscontrano esigenze cliniche importanti. Ad oggi, più del 50% dei progetti di ricerca del Gruppo ha il potenziale per diventare farmaco “first in class” – conclude Gilles Renacco, Presidente Gruppo Servier in Italia.

Per maggiori info sul Premio: https://www.prixgalien.it/

 

Servier

Fondato per essere al servizio della salute, Servier è un Gruppo globale governato da una fondazione che aspira ad avere un impatto sociale significativo, sia per i pazienti che per un mondo sostenibile. Grazie al suo modello di governance unico, può seguire appieno la sua vocazione con una visione a lungo termine: impegnarsi nel progresso terapeutico per rispondere alle esigenze dei pazienti. I 21.900 dipendenti del Gruppo sono impegnati in questa vocazione condivisa, fonte di ispirazione quotidiana.

Da leader mondiale in cardiologia, Servier ha l’ambizione di diventare un’Azienda riconosciuta e innovativa, impegnata in oncologia, focalizzandosi sui tumori difficili da trattare. Per questo motivo il Gruppo destina oltre il 70% del suo budget in R&D allo sviluppo di terapie mirate e innovative in oncologia. Le neuroscienze e le malattie immuno-infiammatorie sono il futuro motore di crescita.

In questi settori, Servier si concentra su un numero limitato di patologie in cui un’accurata profilazione del paziente consente di offrire una risposta terapeutica mirata attraverso la medicina di precisione.

Per promuovere l’accesso a cure di qualità per tutti a un costo inferiore, il Gruppo offre anche una gamma di farmaci generici di qualità che coprono la maggior parte delle patologie in Francia, Europa orientale, Brasile e Nigeria. In tutte queste aree, il Gruppo tiene conto della voce del paziente in ogni fase del ciclo di vita di un farmaco.

Con sede centrale in Francia, Servier conta su una forte presenza geografica in oltre 150 Paesi e ha raggiunto un fatturato di 5,3 miliardi di euro nel 2023.

 

Per maggiori info sul Gruppo: www.servier.it; www.servier.com

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a cura della redazione

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Written by giovanni47