

ConquistaMi cresce: per il nuovo anno scolastico più del doppio degli studenti e un progetto dedicato alla scuola media
Dopo un anno pilota che ha rafforzato il senso di appartenenza, le relazioni tra pari e
l’inclusione l’Associazione riparte con quasi 300 studenti.
Nuove classi coinvolte e, grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo, un’estensione alla scuola secondaria di primo grado
Con l’avvio del nuovo anno scolastico 2025/26, ConquistaMi, il progetto educativo che promuove inclusione, cittadinanza attiva e senso di appartenenza nei bambini e
nelle bambine, in particolare con origine migratoria o provenienti da contesti periferici, annuncia una significativa crescita, sia in termini di partecipazione che di iniziative.
Dopo il successo del primo anno pilota, che ha coinvolto circa 100 alunni di seconda elementare degli Istituti Comprensivi Cappelli e Arcadia, nel 2025/26 saranno quasi 300 i bambini e ragazzi coinvolti, con l’ingresso dell’Istituto Comprensivo Marcello Candia e l’estensione del progetto anche a un nuovo ciclo scolastico, la prima media.
Ideato da un gruppo di donne con esperienza nel terzo settore, sostenuto da un comitato scientifico e da una rete educativa multidisciplinare, ConquistaMi propone un modello innovativo di educazione dal vivo: la città diventa una scuola a cielo aperto dove ogni spazio è un contesto di apprendimento.
Tre scuole, tre percorsi personalizzati
Nel nuovo anno, il progetto sarà attivo in tre istituti scolastici milanesi con percorsi distinti per ogni fascia d’età, sempre a cura di ADMaiora e con la collaborazione scientifica della Fondazione Valter Longo, che proseguirà nella divulgazione dei fondamenti sul corretto stile di vita.
Seconda elementare, 100 studenti. Il percorso punta sul movimento e l’esplorazione, attraverso 4 missioni nei luoghi simbolo della città (GAM, Museo della Scienza, Gallerie d’Italia, Acquario Civico). Ogni uscita è accompagnata da attività interattive, psicomotorie, laboratori esperienziali e un lavoro in classe svolto con le insegnanti che saranno dotate di materiali specifici, tra cui mappe da completare, e un “passaporto” simbolo di inclusione e appartenenza.
Prima media, novità 2025. 75 studenti – I.C. Marcello Candia. Da quest’anno sono coinvolti anche gli adolescenti. Il percorso prevede uscite tematiche su arte e natura (Brera) sostenibilità e scienza (Museo della Scienza) – a cura di ConquistaMi. Educazione alla consapevolezza economica e finanziaria (Gioia 22), e mestieri della cultura (Galleria d’Italia – Milano), a cura di Intesa Sanpaolo tramite Intesa Sanpaolo per il Sociale.
Terza elementare, 100 studenti. Le attività si arricchiscono di nuovi temi: passato (Museo di Storia Naturale), cittadinanza attiva (Palazzo Marino e museo della Scala), intercultura (MUDEC) e cura del patrimonio (Duomo). L’obiettivo è rafforzare spirito critico e senso civico attraverso l’incontro con luoghi, persone e narrazioni.
Le attività si svolgono durante l’orario scolastico, in piena sinergia con le insegnanti, e includono momenti di progettazione condivisa, riflessione in classe e restituzione dei contenuti attraverso strumenti grafico-espressivi (mappe, disegni, giochi). La partecipazione è completamente gratuita per le famiglie e le scuole.
L’impatto sociale: cosa è cambiato nei bambini
I risultati del primo anno di attività sono stati monitorati attraverso una rigorosa valutazione d’impatto* condotta da Alice Recine, esperta di progettazione educativa e valutazione sociale con una lunga esperienza in Save the Children e attualmente all’università Luiss di Roma.
La valutazione è partita da una raccolta di dati a ottobre 2024, prima di iniziare le attività, sulle 5 classi prime dei due Istituti di Istruzione Primaria.
Dai dati preliminari emergeva che la maggior parte dei bambini, posti davanti a una mappa di Milano, si percepiva ai margini della città (il 45,9%), mentre un numero inferiore si sentiva fuori dal perimetro del centro città (il 34,7%). Solo una piccola parte dei bambini si posizionava nel centro città (il 14,3%).
Questo ha dimostrato come i partecipanti avessero un’esperienza quotidiana della città prevalentemente legata alle zone periferiche o semicentrali, il che avrebbe
potuto influenzare il loro senso di appartenenza e il riconoscimento dei luoghi simbolo o culturali della città.
Solo il 53,1% riconosceva il Castello Sforzesco, il 36,7% la GAM e il 17,3% il Museo
di Storia Naturale.
Le risposte alla domanda sulle preferenze in viaggio hanno poi rivelato che i bambini attribuivano grande valore alla compagnia, confermando il risultato individuato dallo studio relativo al rafforzamento delle relazioni.
La maggioranza (l’83,7%) ha infatti indicato che stare con gli altri è l’aspetto più importante del viaggio. Anche l’apprendimento gioca un ruolo significativo: il 62,2%
dei bambini considera fondamentale imparare e/o scoprire cose nuove, sottolineando così la rilevanza del progetto. Sorprendentemente, la scoperta di nuovi luoghi è stata scelta dal 43,9%, segnalando un interesse anche per l’esplorazione.
Alla fine dell’anno, i dati raccolti grazie ai questionari, alle schede gioco e alle indagini che gli insegnanti hanno svolto con i bambini durante tutto l’anno scolastico e dopo ogni attività, hanno certificato un aumento della partecipazione attiva, un rafforzamento delle relazioni tra pari e con gli adulti di riferimento, e un maggiore coinvolgimento culturale.
I cambiamenti significativi possono essere riassunti in quattro ambiti chiave:
1) Senso di appartenenza e orientamento urbano. Alla fine del progetto, il 100% dei partecipanti è stato in grado di orientarsi sulla mappa di Milano e riconoscere i principali luoghi simbolo.
I bambini hanno mostrato una maggiore consapevolezza spaziale, sviluppata grazie all’uso sistematico della mappa della città, che ha favorito l’autonomia, la capacità di orientarsi e la pianificazione di percorsi alternativi, nonché una conoscenza concreta dei luoghi simbolici come il Duomo, il Castello Sforzesco o l’Acquario, diventati oggetti di narrazione spontanea anche in contesti familiari.
2) Cultura e curiosità. I laboratori hanno generato discussioni spontanee e approfondimenti in aula, con bambini che riproponevano contenuti appresi o chiedevano di sapere di più. A seguito delle uscite, alcuni hanno espresso desideri legati a possibili professioni future, segnalando una rielaborazione profonda dell’esperienza vissuta.
3) Relazioni e integrazione nel gruppo. Si confermano i dati sull’aggregazione e l’importanza dell’apprendimento, ma le insegnanti hanno osservato un miglioramento nella coesione generale della classe e nella partecipazione, anche tra i bambini più timidi o con difficoltà relazionali.
4) Inclusione e cittadinanza. Anche i bambini con fragilità linguistiche o relazionali si sono sentiti coinvolti e valorizzati, grazie alla natura esperienziale e accogliente delle attività. In particolare, il passaporto educativo è stato descritto come uno strumento efficace per esprimere emozioni, rafforzare la memoria dell’esperienza e creare ponti relazionali attraverso disegni e racconti condivisi.
“Leggere sui volti dei bambini la trasformazione del loro sguardo verso la città è stato il segno più tangibile di quanto questo progetto stia facendo del bene” ha dichiarato Maria Beatrice Garagnani, Presidente dell’Associazione ConquistaMi. “Abbiamo visto crescere in loro il desiderio di conoscere, esplorare, raccontare. Non sono cambiati solo gli indicatori: è cambiato il modo in cui quei bambini si muovono nello spazio urbano, si relazionano tra loro, parlano della propria città”.
Un progetto sostenibile e replicabile
Con l’obiettivo di raggiungere almeno 1000 studenti nei prossimi tre anni, ConquistaMi sta strutturando un modello scalabile che possa essere replicato in altri quartieri e in altre città italiane, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni locali e fondazioni attive nel contrasto alla povertà educativa e più in generale nella crescita e l’educazione “Abbiamo un obiettivo ambizioso, perché abbiamo toccato con mano il valore di questo progetto. Lo immaginiamo come una proposta educativa stabile, che accompagni le scuole pubbliche nel riscoprire la città come risorsa viva. Vogliamo che ogni bambino, in ogni quartiere, possa avere la
possibilità di camminare dentro la propria città con occhi curiosi e sentirsi, finalmente, a casa” conclude la Presidente Garagnani.
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* La ricerca e la valutazione d’impatto perseguita da ConquistaMi si basa su un approccio children-centred, che riconosce i bambini e le bambine come soggetti attivi, competenti e affidabili nella costruzione della conoscenza. Questo paradigma metodologico mira a garantire loro un ruolo significativo nella definizione delle domande di ricerca e nella costruzione di processi euristici, affinché possano
esprimere i propri vissuti, percezioni e idee in modo autentico.
La valutazione d’impatto della ricerca si articola quindi attraverso un processo inclusivo e partecipativo, volto a misurare non solo gli effetti delle attività educative sui bambini e bambine, ma anche il modo in cui la loro percezione della città, delle relazioni sociali e del proprio ruolo all’interno della comunità si trasforma nel tempo.
a cura della redazione
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