

Gli attacchi recenti a sistemi informatici come quelli agli aeroporti e alle principali istituzioni nazionali e regionali, stanno alimentando un forte senso di vulnerabilità negli italiani che percepiscono queste attività come gravi intrusioni della privacy.
Secondo una ricerca condotta dalla testata Spot and Web su un panel di 800 cittadini, le minacce informatiche sono quelle più temute (73% del panel) perché violano l’intimità delle persone, molto più di altri attacchi come quelli dei droni (21%).
A sentirsi più minacciati sono gli uomini: lo ha ammesso il 48% degli intervistati, mentre le donne hanno meno paura (il 42% è spaventato).
Tra gli attacchi hacker che intimoriscono di più, in testa quelli verso i sistemi informatici dei mezzi di trasporto (58%), al secondo posto troviamo la violazione dei sistemi domestici, come le telecamere delle case o negli hotel (52%); a seguire quelli ai sistemi privati, in primis i social network con numerosi dati personali (47%) e subito dopo a quelli aziendali, tra i casi ritenuti più pericolosi la violazione del pc di lavoro (40%).
Più protette le carte di credito/debito ma comunque la loro eventuale violazione preoccupa ancora il 36% degli intervistati. Infine, le cyber-offensive alle caselle di posta elettronica, forse perché più facili da identificare (23%) e ai siti web di proprietà (19%).
“Il nostro Paese dovrà investire almeno 10 milioni di euro in cybersicurezza nei prossimi 12 mesi per prevenire gli attacchi hacker. Essi aumenteranno ancora del 50% entro un anno”, ha dichiarato Matteo Adjimi, Presidente di Argo Spa, azienda leader nel settore dell’intelligence specializzata in consulenze strategiche per imprese.
Secondo la ricerca del Politecnico di Milano il mercato della cybersecurity in Italia è cresciuto del 15% nel 2024 rispetto all’anno precedente, ma la strada da fare è ancora tanta, specialmente in questo momento storico.
Pochi giorni fa un attacco hacker ha paralizzato alcuni tra i principali snodi aeroportuali europei come Londra Heathrow, Bruxelles e Berlino. Ma non è stato il primo degli ultimi mesi. La cybersicurezza appare sempre più in pericolo e anche nel nostro Paese fuoriescono le falle del sistema.
Qualche ora fa è stato riconosciuto un attacco hacker nei confronti del sito di Autorità portuale e Regione Liguria: i relativi siti web sono stati vittima di un tentativo di intrusione da parte di pirati informatici riconducibili a Russia e Cina.
Il problema sta dilagando sempre di più: gli interventi sospetti nei server dei comuni italiani sono all’ordine del giorno ed è quindi necessario prevenire.
Secondo lo studio condotto da Argo Spa, azienda leader nel settore dell’intelligence specializzata in consulenze strategiche per imprese guidata dal Presidente del Cda Matteo Adjimi, le offensive di questo tipo aumenteranno ancora del 50% entro un anno e lo Stato dovrebbe stanziare una cifra vicina ai 10 milioni di euro per prevenirle.
Secondo Adjimi, inoltre, ci dev’essere un’attività capillare e che inizi molto tempo prima per provare a porre un freno ad attacchi hacker: “Ovviamente non è un’attività che può essere svolta solo per qualche giorno, ma va avviata con anticipo, gestita adeguatamente da esperti del settore e deve essere oggetto di continuo monitoraggio. Il cuore pulsante dell’intelligence richiede che tutti gli elementi scoperti ed emersi siano posti in correlazione, affinché il decisore abbia elementi concreti per garantire la tutela di persone, luoghi fisici e digitali particolarmente sensibili”.
E si potrebbero prevenire anche le manifestazioni violente, come quelle che hanno avuto luogo lunedì scorso nelle principali città italiane da parte degli attivisti pro-Pal: “L’attività investigativa che precede le manifestazioni dev’essere di vera e propria intelligence. L’analisi che dev’essere svolta richiede che siano mappati i principali gruppi antagonisti, individuati i loro referenti, così come le chat su cui condividono contenuti. Sicuramente anche in questo caso può essere fatta prevenzione grazie ai sistemi informatici e un’azienda come la nostra può collaborare per fornire informazioni importanti qualora necessario. In questo caso stimiamo una spesa di 500.000 euro in un anno per prevenire le manifestazioni violente nel nostro Paese”, ha concluso Matteo Adjimi, Presidente del Cda di Argo Spa.
a cura della redazione
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