

Lunedì 28 luglio, il Palazzo Abbaziale di Loreto a Mercogliano ha ospitato la quinta tappa di “Praesentia, Gusto di Campania. Divina”, format ideato dalla Regione Campania. Un viaggio immersivo tra storia, sapori e saperi di una terra che si racconta attraverso il vino e la memoria.
Un palcoscenico di storie e vigne secolari
Il Palazzo Abbaziale di Loreto a Mercogliano, silenzioso custode di antiche memorie, ha accolto il respiro profondo dell’Irpinia. In quella giornata di luglio le sue pietre hanno vibrato al ritmo di un racconto che si snodava tra colline ornate da vigne antiche e l’eredità millenaria di un territorio. La quinta tappa di “Praesentia, Gusto di Campania. Divina”, promossa dalla Regione Campania e coordinata dall’Agenzia Campania Turismo, ha trasformato questo luogo in un crocevia di esperienze sensoriali e culturali, dove il vino e l’olio sono emersi come colonne portanti di una civiltà che si rifiuta di perdere la propria identità.
Radici profonde e uno sguardo verso l’avvenire
Con una narrazione avvincente e densa di significato, Elisabetta Moro, antropologa e docente di Storia della gastronomia mediterranea, ha tracciato un filo invisibile che lega il passato al presente, mostrando come il cibo diventi linguaggio e memoria di un popolo. Felice Casucci, assessore al Turismo della Regione Campania, ha sottolineato con passione: «In Irpinia il vino non solo conserva il sapore del passato, ma accende la scintilla di un futuro possibile. È un patrimonio che preserviamo con attenzione e raccontiamo affinché le nuove generazioni e chi giunge da lontano ne percepiscano la forza». Al suo fianco, Rosanna Romano, direttore della Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo; Alessandro Fimiani, commissario dell’Agenzia Campania Turismo; padre Riccardo Luca Guariglia, 106° Abate Ordinario di Montevergine, e Vittorio D’Alessio, Sindaco di Mercogliano, hanno intrecciato le loro parole in un tessuto narrativo ricco di speranza e impegno.
Il talk con l’esperto: il vino come parola d’arte e simbolo d’identità
Al centro della serata, “Il Nettare di Bacco. L’Irpinia di Campania Divina” ha spalancato uno scrigno di storie racchiuse nelle bottiglie dei grandi vini irpini. Luigi Moio, luminare dell’enologia ed ex presidente dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV), fondata nel 1924 e oggi composta da 50 Stati membri in tutto il mondo, ha incantato con il racconto e la maestria di chi conosce il vino come un codice universale, capace di raccontare uomini e terre.
Daniela Mastroberardino, special guest e presidente nazionale delle “Donne del Vino”, ha narrato le vicende delle pioniere che hanno spezzato catene invisibili, dando nuova linfa a un mondo capace di rinnovarsi senza rinunciare alle proprie radici. Ha raccontato le diverse anime dell’Associazione, nata nel 1988 e oggi composta da oltre 1000 donne provenienti da tutta Italia.
La tavola: un poema di sapori e tradizione
In cucina si è riconosciuta la firma della chef stellata Michelina Fischetti, del ristorante Oasis Sapori Antichi di Vallesaccarda (Avellino) — insignita di una Stella Michelin e della Stella Verde, conferita ai ristoranti particolarmente impegnati in una cucina sostenibile — in un raffinato raviolo di ricotta con salsa di noci e aglio bruciato, dove la delicatezza della farcia si univa alla ricchezza aromatica della salsa.
In parallelo, Sabino Alvino ha proposto un intenso mezzo pacchero avellinese del Pastificio Graziano, arricchito da variazioni di pomodori irpini, basilico fresco e Pecorino bagnolese, un vero omaggio ai sapori autentici dell’Irpinia. Entrambe le portate, accompagnate dai grandi bianchi — Fiano di Avellino DOCG e Greco di Tufo DOCG — e dall’olio EVO Irpinia Colline dell’Ufita DOP, presentato da Antonio Tranfaglia, frantoiano e sindaco di Taurasi, hanno completato il racconto di un terroir che parla con gusto e profumi inconfondibili.
Formazione e turismo: le radici della rinascita
A tessere il disegno di un futuro possibile, Carmelina D’Amore, direttrice di Sistema Irpinia, e Ciro Romano, rettore dell’Università Popolare Cattolica “Eustachio Montemurro-Teresa D’Ippolito”, hanno messo in luce il ruolo strategico della formazione e del turismo come leve imprescindibili per un riscatto che parte dal profondo, rigenerando il territorio e la sua gente.
Un invito a un rito collettivo di partecipazione
Il momento conclusivo ha visto Bernard Bédarida, giornalista francese nato a Napoli e attuale segretario del Consiglio Direttivo dell’Associazione Stampa Estera in Italia, trasformare lo showcooking in una sinfonia di creatività e tradizione agricola.
Con una consolidata esperienza nel raccontare l’enogastronomia italiana sui principali media francesi, Bédarida intreccia durante gli showcooking storie di chef e produttori, dando vita a un racconto vivo e autentico. Dal 2020, è anche una voce autorevole all’interno dell’Associazione, dove ha guidato il Premio del Gruppo del Gusto.
Finale in dolcezza e rinascita
Un dolce nato dall’incontro tra tradizione e impegno sociale ha preso vita grazie alla creatività dello chef Arcangelo Gargano, mente e cuore del rinomato ristorante Voria, nel suggestivo Borgo Biologico di Cairano, in provincia di Avellino.
Per l’evento “Praesentia, Gusto di Campania Divina”, Gargano ha ideato un dessert straordinario, fondato su una crema al caffè realizzata con le preziose miscele de Le Lazzarelle, la Cooperativa delle Donne della Casa Circondariale di Pozzuoli (Napoli), insignite del Premio Massimo Solidale.
Ogni cucchiaio porta con sé la forza e la determinazione di chi, attraverso il lavoro, ha trovato riscatto e dignità, trasformando un progetto di cucina in un simbolo di speranza per tutto il territorio campano.
Il quinto appuntamento di “Praesentia” è un invito a riscoprire l’Irpinia attraverso un racconto corale in cui vino, memoria e cultura si intrecciano per continuare a parlare al cuore del mondo.
Tra saperi e sapori il racconto continua
Dopo la tappa del 28 luglio al Palazzo Abbaziale di Loreto a Mercogliano (AV) con “Il nettare di Bacco”, il progetto “Praesentia, gusto di Campania. Divina” prosegue il suo viaggio tra i luoghi simbolo della Campania, unendo storia, paesaggio e cultura gastronomica.
L’8 settembre la Certosa di San Lorenzo a Padula ospiterà “I cibi dell’anima”, riflessione sensoriale e spirituale sulla cucina monastica e le sue influenze odierne. Il 27 ottobre a Sant’Agata de’ Goti si terrà “Il pomo della concordia”, celebrazione dell’agricoltura campana e del valore culturale dei suoi frutti.
Gran finale il 7 dicembre a Napoli con “Maestri e margherite”, omaggio all’arte del pizzaiolo napoletano, riconosciuta dall’UNESCO nel 2017 come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria sul sito ufficiale www.praesentiacampania.it
a cura della redazione
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