Pasqua Vini, ambasciatrice dell’Amarone della Valpolicella e dei vini veneti nel mondo, ha concluso le celebrazioni del suo centenario con un evento esclusivo negli Stati Uniti, presentando al pubblico americano Ode al Futuro, presso il Rizzoli Bookstore di New York.
Pubblicato dalla stessa casa editrice Rizzoli, il libro festeggia i 100 anni dalla fondazione della cantina veronese, indagando il legame tra vino e arte come linguaggi universali di espressione, intuizione e trasformazione.
L’evento, che si è tenuto ieri presso la libreria, è solo l’ultimo capitolo di una strategia di più ampio respiro che Pasqua Vini ha sviluppato per raccontare, in uno dei mercati principali della cantina, il concept di Ode al Futuro, ovvero indagare quanto i processi creativi che innescano la produzione di un vino possano essere accostati a quelli adottati per la nascita di un’opera d’arte.
Il progetto negli USA è stato supportato da una campagna di cinque settimane di promozione fisica sul territorio, attraverso bus shelters e taxi top a Manhattan, e digitale su più piattaforme, grazie anche al contributo dei fondi del piano OCM Vino.
Stampa, wine lovers e appassionati d’arte, sono intervenuti al talk nel quale erano protagonisti Riccardo Pasqua, amministratore delegato di Pasqua Vini, Alessandro Pasqua, presidente di Pasqua USA e Giuseppe Ragazzini, uno dei cinque artisti internazionali che hanno collaborato alla creazione del libro, moderati della giornalista Valeria Robecco.
Con la direzione artistica dello stesso Giuseppe Ragazzini, Ode al Futuro racconta la continua evoluzione stilistica di Pasqua attraverso l’interpretazione delle cinque etichette più iconiche della cantina: Famiglia Pasqua, Mai Dire Mai, 11 Minutes, Hey French e Terre di Cariano Cecilia Beretta. Il libro si avvale del lavoro di artisti di fama internazionale come Michael Mapes (USA), Sofia Crespo (Portogallo), Gaia Alari (Italia), Enzo e Giuseppe Ragazzini (Italia), con una narrazione firmata dallo scrittore e sceneggiatore Filippo Bologna.