


- I dolori muscolo-articolari rappresentano un disturbo molto diffuso, che può essere conseguenza di un trauma, come nel caso degli infortuni o possono derivare da una patologia sottostante
- Non solo chi pratica sport è a rischio di infortuni: anche tra le mura domestiche si nascondono insidie. In Italia si verificano ogni anno circa 4 milioni di incidenti domestici[1], nel 54% dei casi dovuti a cadute accidentali
- Lo sport è un prezioso alleato della salute muscolo-articolare, ma va praticato con moderazione e consapevolezza, evitando allenamenti improvvisati o troppo intensi che potrebbero aumentare il rischio di infiammazioni e traumi.
I dolori muscolo-articolari possono comparire all’improvviso, a seguito di un trauma o di uno sovraccarico eccessivo, oppure svilupparsi lentamente, a causa di una condizione preesistente, come obesità, diabete e malattie reumatiche, fino a diventare persistenti e cronici.
Tra le cause più comuni ci sono gli infortuni, che non riguardano solo chi pratica sport ma anche le normali attività quotidiane. Basti pensare che, secondo i dati ISTAT1, ogni anno in Italia si verificano circa 4 milioni di incidenti domestici, nel 54% dei casi dovuti a cadute accidentali. Episodi spesso sottovalutati, ma che possono provocare lesioni muscolari o articolari anche significative.
A questi si sommano gli infortuni sportivi, frequenti non solo tra i professionisti ma anche tra chi svolge attività fisica a livello amatoriale, complici allenamenti troppo intensi o improvvisati.
“Gli infortuni non avvengono solo sui campi da gioco: spesso capita di farsi male anche in casa, durante attività quotidiane apparentemente innocue” – spiega il dott. Alessandro Quaglia, Ortopedico e Traumatologo dello sport dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e Medico della prima squadra F.C. Internazionale Milano. – “Scivolate, cadute o movimenti bruschi, come accovacciarsi o ruotare il ginocchio per raccogliere un oggetto, possono provocare lesioni anche significative ai menischi o dolori articolari, soprattutto negli anziani.”
Oltre all’età e al livello di allenamento, anche il genere può influenzare il rischio di infortunio. “Nel mondo sportivo è stato dimostrato che le donne, soprattutto le giovani atlete, sono più predisposte a lesioni del legamento crociato anteriore del ginocchio rispetto agli uomini.” – precisa il dott. Quaglia. – “Le cause sono molteplici: fattori anatomici, come una maggiore lassità dei legamenti, e fattori ormonali, legati ad esempio a variazioni nei livelli ormonali durante alcune fasi del ciclo mestruale, che possono predisporre maggiormente al rischio di infortuni”.
Queste problematiche non riguardano solo chi pratica sport: anche chi conduce una vita sedentaria può soffrirne, poiché la mancanza di movimento riduce la forza e la stabilità muscolare, predisponendo a infiammazioni e dolori articolari.
“L’attività fisica rimane una delle forme più efficaci di prevenzione, non solo per le malattie cardiovascolari e metaboliche, ma anche per quelle osteoarticolari e, se praticato in sicurezza, può aiutare a prevenire anche il ripetersi di infortuni frequenti” – sottolinea il dott. Piergiuseppe Tettamanti, Medico chirurgo specialista in Medicina dello sport e Responsabile sanitario della Nazionale Femminile di Basket. – “Negli ultimi anni, la diffusione di discipline ludico-amatoriali e para-sportive, talvolta poco controllate, ha però esposto molte persone a livelli di stress fisico per i quali non erano preparate. Per questo è importante evitare l’improvvisazione: intraprendere un’attività sportiva senza una valutazione preventiva può comportare rischi, soprattutto se non si tiene conto dell’età, del livello di allenamento o di eventuali condizioni fisiche da monitorare, come il sovrappeso. La prima forma di prevenzione è dunque la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie condizioni di partenza.”
Il trattamento varia in base alla gravità del problema. Nei casi di trauma lieve è possibile adottare alcuni interventi immediati, come applicare ghiaccio nelle prime ore, riposare la parte interessata per evitare il peggioramento dei sintomi e chiedere consiglio al farmacista, che può suggerire l’utilizzo di Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) per ridurre dolore e infiammazione.
In presenza di dolore persistente o significativo è fondamentale rivolgersi a uno specialista o al pronto soccorso, per una valutazione accurata della problematica attraverso esami diagnostici approfonditi.
IBSA Institut Biochimique SA
IBSA (Institut Biochimique SA) è una multinazionale farmaceutica svizzera con 20 filiali in Europa, Cina e Stati Uniti.
È presente con i suoi prodotti in oltre 90 Paesi e la sua attività di ricerca e sviluppo si focalizza su 10 aree terapeutiche. Nel 2025 IBSA celebra il 40° anniversario dall’acquisizione da parte dell’attuale Presidente e CEO Arturo Licenziati, che ha trasformato l’azienda in una multinazionale che impiega oltre 2’300 collaboratori nel mondo.
La crescita e lo sviluppo di IBSA sono da attribuire alla capacità di innovare perfezionando molecole già note e alla volontà di guardare al futuro in modo responsabile e trasparente, grazie alla dedizione e al dinamismo delle sue persone.
IBSA Italy
IBSA Italy, fondata nel 1992, è parte di IBSA (Institut Biochimique SA) e ha il suo Headquarter a Lodi, dove è nato anche il primo stabilimento.
Negli anni IBSA Italy è cresciuta rapidamente aggiungendo la sede di Roma e lo stabilimento di Cassina de’ Pecchi (MI) e diventando una realtà economica e scientifica di primo piano nel settore farmaceutico italiano.
Attualmente IBSA impiega in Italia oltre 600 collaboratori ed ha un fatturato di oltre 350 milioni di euro.
Tecnologia e know-how, unitamente agli investimenti in ricerca e sviluppo, hanno permesso all’Azienda di costruire nel tempo un ampio portafoglio prodotti in 10 aree terapeutiche.
Farmaci, dispositivi medici e integratori alimentari, sono sviluppati e prodotti in Italia dalle nostre Persone e venduti in più di 90 paesi in tutto il mondo.
I pilastri su cui IBSA fonda la sua filosofia sono: Persona, Innovazione, Qualità e Responsabilità. Per maggiori informazioni www.ibsa.it
a cura della redazione
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