Portrait of happy retired man and woman in warm clothing walking outdoors on street. Loving senior couple enjoy a walk together on a winter day.

 

Non c’è un’età che sancisce la fine di una vita attiva e piena: lo sottolineano i dati emersi da una recente indagine condotta da Stannah, azienda leader di mercato nella produzione e vendita di montascale, in collaborazione con mUp Research[1], finalizzata a ottenere una panoramica quanto più completa sugli over 64, per comprenderne il livello di autonomia nei momenti di vita quotidiana.

 

I dati rilevati dalla ricerca evidenziano, offrendo un’immagine nuova e più dinamica delle persone anziane, come i Senior mostrino un significativo fermento: oltre sette intervistati su dieci (circa il 73%) si definiscono infatti “molto” o “abbastanza” attivi, mentre più di un quarto (26,4%) svolge ancora un’attività retribuita o di volontariato, confermando come l’età anagrafica non coincida necessariamente con il ritiro dalla vita produttiva o sociale.

 

Come sottolinea Elena Carbone, psicologa, psicoterapeuta e supervisore EMDR, coinvolta da Stannah per conoscere il punto di vista di un esperto in questo settore, «I dati emersi dalla ricerca fotografano una realtà che finalmente sfata stereotipi ormai superati: il 73% degli over 64 si definisce attivo e tre su quattro coltivano hobby e passioni, quindi, è evidente come l’autonomia motoria rappresenti un pilastro fondamentale per il benessere psicologico nella terza età. Quando una persona anziana può muoversi liberamente nei propri spazi, non preserva solo la propria indipendenza fisica, ma mantiene viva la propria identità e autostima».

 

È necessario poi prendere in considerazione anche il contesto domestico in cui gli anziani vivono: un quinto degli intervistati (20,2%) vive da solo, mentre la soluzione più comune rimane la convivenza con il partner (30,7%).

Spicca anche la presenza di un supporto familiare strutturato: il 35% coabita con un caregiver (nella maggior parte dei casi si tratta di un figlio) e un ulteriore 12,2% con altri parenti; solo il 2% ricorre a un/una badante.

Tutti gli interlocutori coinvolti abitano in case a due o più livelli: la scala interna è quindi un elemento centrale della loro quotidianità.

Quando le scale però diventano un ostacolo alla libertà di movimento nella propria abitazione, questo incide inevitabilmente anche sul proprio benessere mentale: il 49,8% degli intervistati ammette infatti di avere difficoltà a fare le scale, nonostante oltre il 95% del campione affermi di muoversi in casa in autonomia. Vi è quindi un gap di consapevolezza che spesso si traduce nella difficoltà di ammettere di avere bisogno di un ausilio.

 

«Le neuroscienze[2] ci hanno insegnato che anche una semplice passeggiata stimola la creazione di nuove connessioni neurali e può persino aumentare il volume dell’ippocampo, l’area cerebrale cruciale per la memoria» – prosegue la dottoressa Carbone – «Quindi, quando una persona anziana sale le scale, anche con un ausilio, non sta solo compiendo un gesto motorio: sta allenando il cervello, mantenendo attive le mappe spaziali mentali e l’attenzione. Ma quando le scale diventano un ostacolo insormontabile la persona anziana non smette solo di salire: smette di vivere interi piani della propria casa, rinuncia a oggetti, ricordi, abitudini riducendo drasticamente il proprio ambiente di vita e con esso la varietà di stimoli cognitivi quotidiani. Questa è la vera minaccia per la neuroplasticità: non l’uso di un ausilio, ma la rinuncia all’autonomia di movimento. Quando un anziano rinuncia a salire al piano superiore della propria casa, non sta semplicemente evitando una fatica fisica: sta riducendo il proprio spazio vitale, limitando le occasioni di stimolazione cognitiva. Studi internazionali[3] dimostrano che sentirsi capaci di gestire autonomamente la propria vita quotidiana rafforza l’autostima e riduce significativamente il rischio di isolamento sociale e di declino cognitivo, ma è importante sottolineare che mantenere l’autonomia non significa dover fare tutto da soli a ogni costo. La vera saggezza sta nel riconoscere quando uno strumento, come un montascale, non rappresenta una resa, ma un alleato intelligente che preserva l’indipendenza decisionale e la libertà di movimento».

 

«Come confermano i dati della ricerca, il 26,4% degli over 64 continua a svolgere attività lavorative o di volontariato, questi numeri testimoniano un desiderio profondo di rimanere protagonisti della propria esistenza. La chiave, quindi, non è negare i cambiamenti del corpo, ma costruire intorno a sé condizioni che permettano alla mente di rimanere vitale, impegnata, autonoma. Abbattere le barriere architettoniche significa abbattere anche le barriere psicologiche che limitano il senso di efficacia personale e la motivazione a rimanere attivi. Investire in soluzioni che preservano l’autonomia motoria significa investire nella salute mentale, nella qualità cognitiva e nel benessere psicologico delle persone anziane», conclude Carbone.

 

Da sempre animata dall’obiettivo di costruire un presente in cui l’indipendenza sia a disposizione di tutti, Stannah prosegue il suo percorso nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni che restituiscano alle persone la libertà di movimento e la possibilità di vivere i propri spazi domestici in modo autonomo.

Tra le proposte presenti nella gamma dell’azienda spiccano senza dubbio i montascale a poltroncina: soluzioni pratiche e funzionali, pensate per integrarsi in ogni spazio abitativo, grazie a un ricco ventaglio di finiture, tessuti e colori.

Con i suoi montascale, Stannah intende contribuire al miglioramento della vita di chi ha difficoltà di movimento, agevolando il superamento delle barriere architettoniche e restituendo il piacere di svolgere le proprie attività quotidiane in libertà e sicurezza.

Semplici e pratici da usare, i montascale sono dotati di joystick ergonomici per guidarne il movimento, sensori di sicurezza per l’individuazione di ostacoli, e seduta pieghevole, così da occupare poco spazio.

a cura della redazione

seguiteci anche con like su Instagram, nome utente: gio.vanni.acerbi

Written by giovanni47