

Negli ultimi anni, l’approccio medico ai pazienti oncologici si è progressivamente evoluto verso la personalizzazione della cura per migliorare la qualità di vita degli ammalati, il loro benessere psicofisico e, in alcuni casi, anche la risposta ai trattamenti convenzionali antitumorali, che restano i punti fermi nella terapia.
In questo contesto, suscita sempre più interesse l’innovativa formula del Synchro Levels, a base di peptidi di pesce, somministrata per migliorare lo stato nutrizionale dei pazienti oncologici sottoposti a interventi chirurgici e a trattamento chemioterapico.
Dopo un primo positivo studio, in doppio cieco con placebo, condotto dal prof. Matteo Donadon all’ospedale Humanitas di Rozzano (MI) in collaborazione con gli ospedali Infermi di Rimini e Cardinal Panico di Tricase (Lecce), era stato annunciato un secondo trial dall’associazione AMOlaVita ODV, attiva negli ospedali SS. Paolo e Carlo di Milano, su pazienti con tumore del pancreas metastatico sottoposti a chemioterapia.
Ora questa seconda sperimentazione è stata effettivamente avviata con l’arruolamento dei primi 7 pazienti. Anche questo studio è condotto secondo criteri di buona pratica clinica, in doppio cieco con placebo, indispensabile per valutare e validare l’eventuale efficacia dei farmaci. Lo annuncia il coordinatore del progetto, Direttore dell’Oncologia dell’ASST Santi Paolo e Carlo, dr. Mauro Moroni, vicepresidente di AMOlaVita OdV, a seguito dell’approvazione da parte del comitato etico.
L’associazione opera da oltre quarant’anni proprio con la mission di migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro caregiver prima, durante e dopo le cure. La ricerca riguarderà complessivamente 51 pazienti, 34 dei quali verranno trattati con Synchro Levels, mentre i rimanenti 17 assumeranno placebo.
Aderiranno pure, dopo la definitiva approvazione da parte dei rispettivi comitati etici e l’espletamento delle procedure amministrative da parte delle direzioni strategiche, l’Oncologia dell’IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Direttore prof. Paolo Pedrazzoli, l’Oncologia della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, Direttore prof. Diego Cortinovis, e l’Oncologia dell’ASST Ovest Milanese Legnano, Direttore dr. Andrea Luciani. Potrebbe successivamente aggiungersi alle istituzioni partecipanti l’Oncologia dell’Ospedale Sacco di Milano.
Era stata la prestigiosa rivista ‘Cancers’ nel 2023 ad annunciare i risultati del primo trial clinico a livello ospedaliero con il Synchro Levels, realizzato dai prof. Torzilli e Donadon.
Spiega ora il dr Moroni: “Alcuni dei primi 7 pazienti oggetto del nostro studio sono trattati con Synchro Levels da un mese. Tutti hanno metastasi al fegato o al peritoneo e sono sottoposti a chemio standard, con due differenti schemi di terapia. A breve la sperimentazione partirà a Pavia, dove il comitato etico si è già pronunciato favorevolmente. Monza e Legnano hanno solo richiesto preventivamente qualche emendamento che stiamo approntando; a Milano, il Sacco ha espresso un iniziale interesse allo studio ed avendo lo stesso nostro comitato etico, non dovrebbero esserci problemi a farlo partecipare in tempi brevi”.
Commenta il prof. Donadon, attualmente Ordinario di Chirurgia Generale e Responsabile del Programma di Chirurgia Oncologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria della Carità di Novara: “Confermo che il nostro studio clinico randomizzato in doppio cieco con Synchro Levels su pazienti operati per tumori epatici, ha dimostrato l’efficacia dell’integratore su alcuni meccanismi di modulazione e regolazione dell’espressione epigenetica delle cellule tumorali, con conseguente beneficio per il metabolismo cellulare e l’attività mitocondriale. Questo ha favorito la ripresa funzionale e la qualità di vita degli ammalati. La medicina integrata deve combinare sempre più le terapie convenzionali dell’oncologia, come la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia, con interventi di medicina che hanno evidenze scientifiche di efficacia e sicurezza. Questi interventi includono la nutrizione oncologica personalizzata e la nutraceutica, ma anche per esempio le tecniche di mindfulness, che servono ad acquisire una piena consapevolezza di sé stessi in condizioni di stress, ansia e depressione, cioè in quelle situazioni emotive tipiche nei pazienti, specialmente quelli oncologici. L’obiettivo non è sostituire le cure oncologiche standard, ma piuttosto integrarle con strategie che migliorino la tollerabilità delle terapie stesse, favoriscano il recupero dell’ammalato e sostengano la persona nel suo complesso”.
Il Synchro Levels è stato messo a punto dalla AuroraBiosearch di Bollate (MI) che da oltre 10 anni collabora con il prof. Mariano Bizzarri, direttore del Laboratorio di Biologia dei Sistemi dell’Università Sapienza di Roma. Si tratta di uno spray sublinguale che agisce come integratore alimentare per supportare persone indebolite da malattie o terapie debilitanti.
Parallelamente agli studi sul Synchro Levels, Aurora Biosearch è in prima linea nel sostenere la ricerca del prof. Bizzarri focalizzata sui microRNA contenuti negli estratti da uova di trota e di zebrafish.
I microRNA (miRNA) sono frammenti di RNA che non codificano per proteine, ma agiscono come dei veri e propri “direttori d’orchestra” dell’espressione genica, accendendo o spegnendo interi programmi cellulari.
Il team del prof. Bizzarri ha lavorato su diverse linee cellulari, da quelle del tumore al fegato a quelle del colon e del seno. Studiando il complesso mix di sostanze contenute nelle uova di pesce, è risultata la loro capacità di sostenere la salute metabolica delle cellule, specialmente quelle tumorali. Tali evidenze hanno quindi portato già qualche anno fa a migliorare la formulazione del preparato Synchro Levels, indicato come supporto per il paziente oncologico quale trattamento integrativo, che agisce sul metabolismo cellulare per migliorare la resilienza dell’organismo e la qualità di vita degli ammalati durante i trattamenti standard.
Oggi, il preparato di AuroraBioSearch è entrato nelle procedure di cura in primari ospedali italiani.
I pazienti con tumore del pancreas, in particolare, hanno spesso una compromissione globale del loro stato nutrizionale, metabolico, immunologico e certamente psicologico e possono giovarsi quindi di un approccio di medicina integrata e funzionale in affiancamento alle cure convenzionali.
“Ancora una volta, – conclude il prof. Donadon– la visione di insieme del paziente oncologico mira al trattamento integrato e funzionale della malattia attraverso il controllo dei sintomi, la gestione delle tossicità da terapia e il mantenimento di una ottimale qualità di vita, fattore sempre più richiesto dai pazienti stessi nell’ottica di una umanizzazione della medicina, senza allo stesso tempo perdere di vista il percorso di trattamento standard, che resta la via da seguire per una potenziale vittoria sul tumore”.
a cura della redazione
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