La prima retrospettiva completa dedicata al movimento fondato nel 1976
“Trasformare il design in qualcos’altro, scomporlo e ripensarlo come in un esoterico processo di mutazione. Corredandolo di pezzi unici, non seriali. Alchimia ci prova e ci riesce. Nasce cosi la collezione Ars Aurica, seguita da Banal Design del 1978 che dà voce e colore agli oggetti ordinari (come una caffettiera). Tocca poi a Redesign, in cui Mendini rilegge in chiave astratta pezzi storici come la poltrona disegnata nel 1925 da Marcel Breuer e, ancora, a Bau Haus del 1979 e Bau Haus 2 (1980-1981) fino a Soli del 1990, l’ultima scintilla, con gli oggetti definiti da un’unica forma: il cerchio. Il tema del kitsch, caro a Mendini, è centrale.
Come quello del decoro, che consegna nuova vita a mobili del passato e oggetti del presente (auto e moto), indifferente al loro stile originario. La contaminazione tra discipline fa il resto: arte — vengono coniati i termini «design pittorico» e «pittura progettata» — moda, architettura, teatro, poesia si mescolano.”
Annachiara Sacchi,
la Lettura del Corriere della Sera