Il Museo Leonardo3 (Piazza della Scala, con ingresso dalla Galleria Vittorio Emanuele II) ha presentato oggi  in anteprima alla stampa il nuovo progetto espositivo “Leonardo e la misura del tempo”, un percorso dedicato a una delle ricerche più affascinanti del genio vinciano: la progettazione di un orologio meccanico capace di scandire con precisione il trascorrere del tempo.

A partire dal 17 dicembre 2025, due nuove macchine entreranno infatti  a far parte della collezione permanente del museo: l’Orologio (dal Codice Madrid I, f.27v) e il Regolatore del Tempo (dal Codice Atlantico, f.754r). Le due straordinarie ricostruzioni, perfettamente funzionanti, sono state realizzate per il Museo Leonardo3 dal maestro artigiano Alberto Gorla, tra i maggiori esperti internazionali di meccanica storica, insieme al suo assistente Angelo Brunoni.

Grazie al nuovo allestimento, il pubblico potrà osservare da vicino il funzionamento degli ingranaggi leonardeschi e ascoltare il “suono del tempo” generato da dispositivi concepiti oltre cinquecento anni fa.

“Non smettiamo di fare cultura. Il Museo Leonardo3 continua a crescere, a studiare e a generare nuova conoscenza. Portare avanti la ricerca e condividerla con il pubblico è per noi un dovere e un privilegio: significa mantenere vivo lo spirito di curiosità e innovazione che fu di Leonardo. A marzo celebreremo i nostri tredici anni di attività e confidiamo che il Comune di Milano voglia riconoscere il valore, per la Galleria, di una realtà culturale che accoglie quasi 300 mila visitatori all’anno, stabilizzandone la presenza anziché metterla in discussione. Rinunciare al Museo e centro studi Leonardo3 sarebbe una perdita irreparabile per la città” ha dichiarato , in conferenza Massimiliano Lisa, direttore di Leonardo3 non senza far rimarcare come “il Comune di Milano abbia già vinto un ricorso al TAR per cedere lo spazio del Museo ad uso dell’accoglienza ristorativa a scapito di quella culturale.

Tra gli interessi meccanici di Leonardo, la misurazione del tempo occupa un ruolo centrale. Alla fine del Quattrocento, durante il soggiorno milanese alla corte degli Sforza, il maestro studia congegni in grado di regolare il moto mediante una forza esterna, come il peso in caduta. La sfida era complessa: nel Cinquecento gli orologi erano ancora soggetti a notevoli imprecisioni, e numerosi sono i progetti di Leonardo dedicati al perfezionamento dello scappamento, il meccanismo che controlla la caduta del peso e ne regola la velocità.

“Pur non conoscendo le leggi fisiche del pendolo, la macchina riprodotta dal Codice Atlantico funziona sorprendentemente bene grazie a un elemento oscillante. Nel disegno, Leonardo evidenzia un piccolo peso applicato alla “ventola”, suggerendo la possibilità di regolarlo in altezza e quindi di modificare il periodo di oscillazione. Un’intuizione che avrebbe potuto correggere gli errori degli orologi del suo tempo” Ha spiegato, a sua volta, Edoardo Zanon, direttore scientifico del museo.

Nel Codice Madrid I, Leonardo studia un modello di orologio con scappamento a verga, introducendo soluzioni innovative come palette, ventole e sistemi oscillanti. Nel Codice Atlantico, invece, elabora un regolatore del tempo azionato da una ventola capace di frenare la caduta di un peso: un principio che anticipa di oltre un secolo il funzionamento del pendolo galileiano.

L’esposizione offre così un’occasione unica per entrare nel “laboratorio mentale” di Leonardo, dove arte, scienza e ingegneria si intrecciano nella ricerca di un ordine perfetto capace di dare forma al ritmo del tempo.

Ad arricchire la presentazione, il professor Martin Kemp, emerito dell’Università di Oxford e supervisore scientifico del Museo Leonardo3, ha tenuto , in esclusiva una lecture in lingua inglese, dal titolo: When TikTok was the big deal, the quest to measure time.

La mattinata si è infine conclusa  con l’intervento della dottoressa Sara Taglialagamba, direttore della Nuova Fondazione Rossana & Carlo Pedretti, dal titolo: Ingranaggi, l’Orbe della Luna e un Putto che suona una campana. Un orologio realizzato da Andrea Verrocchio e dal giovane Leonardo che ha frequentato per molti anni la bottega del grande maestro.

A seguire nel primo pomeriggio un curioso e molto interessante  workshop dal titolo: ” Il disegno al tempo di Leonardo: materiali, strumenti e tecniche ” introdotto da Marco Versiero e condotto da Gleb Shtyrmer.

Il Museo Leonardo3

Il Museo Leonardo3 è una realtà innovativa interamente dedicata a Leonardo da Vinci, che offre un percorso interattivo tra modelli funzionanti delle sue macchine e restauri digitali dei suoi dipinti. Inaugurato nel 2013, accoglie oggi oltre 250.000 visitatori italiani e internazionali ogni anno, configurandosi come uno dei principali poli culturali milanesi.

La collezione permanente comprende più di 200 modelli interattivi in 3D e ricostruzioni fisiche funzionanti – molte delle quali inedite – privilegiando un approccio esperienziale e l’uso di tecnologie multimediali, che consentono al museo un costante rinnovamento.

a cura della redazione

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Written by giovanni47