Giovedì 22 gennaio 2026 il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia ospita l’incontro “Migrazioni di genere nella crisi climatica e ambientale”, un appuntamento che intreccia ricerca scientifica, riflessione civile e linguaggi artistici per interrogare uno dei nodi più urgenti del nostro presente: l’impatto delle crisi climatico-ambientali sui processi migratori e sulle vite delle persone, in particolare delle donne in mobilità.

L’iniziativa, in programma dalle 18.00 nella Sala del Cenacolo, rappresenta l’evento di chiusura del progetto “Le Rotte del Clima”, promosso dal Centro Studi Systasis per la prevenzione e la gestione dei conflitti ambientali, in collaborazione con un’ampia rete di partner e realizzato grazie al supporto di Fondazione Cariplo. L’ingresso all’incontro è libero con iscrizione obbligatoria su eventbrite.

Al centro dell’incontro, i risultati di uno studio che analizza il ruolo delle crisi climatiche e del degrado ambientale nella storia migratoria di donne provenienti da Paesi di quattro continenti, con differenti status giuridici. A partire da questi dati, il dialogo si apre a una riflessione più ampia: come tradurre esperienze, emozioni e dinamiche complesse emerse dalla ricerca in forme artistiche e narrative capaci di parlare a tutti, contribuendo al dibattito pubblico e alla vita democratica?

Accanto alla dimensione scientifica, l’incontro esplora quindi il potenziale del teatro multiculturale e socialmente utile e della scrittura, anche attraverso la relazione tra parola e silenzio, come strumenti per dare voce, corpo e presenza a storie migratorie spesso invisibili, collegate alla crisi climatica alle questioni di giustizia che essa solleva.

A rendere particolarmente emozionante l’avvio della serata sarà il momento musicale introdotto da Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e affidato al violoncellista Issei Watanabe, che suonerà il Violoncello del Mare.

Questo strumento nasce nell’ambito del progetto “Metamorfosi”, che trasforma il legno recuperato a Lampedusa dalle imbarcazioni di persone migranti in archi grazie al lavoro di persone detenute, accompagnate da maestri liutai, in un percorso di formazione, riscatto e reinserimento sociale.  La musica del Violoncello del Mare apre così uno spazio di ascolto e di consapevolezza che dialoga profondamente con i temi dell’incontro.

IN APERTURA

  • Issei Watanabe, violoncellista, suona il Violoncello del Mare. Introduce il momento musicale Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti

INTERVENGONO

  • Mariafrancesca D’Agostino, docente di Sociologia Politica, Università della Calabria
  • Simona Meriano, coordinatrice antitratta, Associazione Idea Donna
  • Tiziana Bergamaschi, fondatrice dell’Associazione Culturale Teatro Utile il viaggio
  • Nicoletta Polla-Mattiot, giornalista e docente IULM
  • Daniela Padoan, presidente dell’Associazione Libertà e Giustizia

Modera l’incontro Veronica Dini, presidente del Centro Studi Systasis

a cura della redazione
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Written by giovanni47