nella foto Franco Mantellassi con i flgli Marco e Matteo

Si è chiusa oggi con un moderato ottimismo sulle positive prospettive per il 2026  la 42ma edizione di Milano Unica che ha visto anche un aumento di partecipazione dei buyers internazionali.

Siamo andati  a visitare  uno  dei brand storici del settore tessile:  Manteco, l’azienda di Montemurlo (PO) fondata da Enzo Anacleto Mantellassi, che ha avviato la produzione di tessuti in lana rigenerata a partire dal recupero di vecchie coperte e uniformi militari e  che con i suoi tessuti di alta qualità ed è attiva nell’economia circolare della lana dal 1943 ( ora giunta alla terza e  quasi alla quarta generazione).

Nello stand A/22/ 24/ B21/25/27/29 del Padiglione 16 di Rho Fiera abbiamo parlato con Ina Nico, project manager Italy  di Gmund Paper che ci ha riassunto, a grandi linee,  il Progetto Gmund che trasforma le fibre di cotone residuali della produzione tessile in una carta premium 100% riciclata, dal carattere tessile e con colori ispirati alle collezioni del brand. I visitatori sono cosi  messi in grado di conoscere il processo di trasformazione attraverso un percorso esplicativo e materico.

Nato da una visione comune di sostenibilità, innovazione e qualità, ci ha raccontato Ina, ” il progetto trasforma le fibre di cotone residuali della produzione tessile in una carta premium 100% riciclata, dal carattere tessile e con colori ispirati alle collezioni del brand.  E’ cosi possibile conoscere il processo di trasformazione attraverso un percorso esplicativo e materico”.

Tutto è  reso possibile dall’utilizzo di fibre tessili di scarto: la carta è infatti composta per il 50% da fibre di cotone residuali Manteco e per il restante 50% da linters di cotone, fibre molto corte che si forma durante il processo di sgranatura del cotone ( un processo non facile dovuto anche alla oleosità di questa fibra ).  Sono entrambi sottoprodotti dell’industria tessile che trovano nuova vita grazie al progetto di Manteco e Gmund Paper.

C’è dunque un filo che corre da Prato fino alla Germania, nella valle del Mangfall. E’ quello che unisce Manteco leader nei tessuti di alta qualità e nell’economia circolare della lana sin dal 1943, a Gmund Paper, realtà tedesca d’eccellenza nella produzione di carte di pregio. E’ un filo che corre sull’autostrada della sostenibilità perché da questo dialogo prende forma una carta 100% riciclata nata dall’eccellenza tessile.

Ed è così che è nata una collezione di carte dal carattere tessile, dalla finitura soft e 100% riciclate. Al di là del prodotto, queste carte raccontano molto altro: parlano della capacità di spingere il valore dei materiali oltre i confini della moda.

E a proposito di Moda  nel proprio stand  Manteco ha presentato  le nuove collezioni primavera-estate, con particolare attenzione al lino certificato, rielaborato in blend innovativi per migliorarne le performance.

Tra le novità figurano Genoa, lino-cotone ispirato alla tradizione marinara, ed Eclipso, un lino-viscosa estremamente morbido caratterizzato da una struttura brevettata ulteriormente perfezionata che ne preserva la sensazione al tatto del fratello “Eclisse”. I materiali uniscono eleganza naturale, comfort e sostenibilità ( un punto cardine nel DNA dell’azienda) e  si distinguono per un drappeggio fluido, elasticità migliorata e una morbidezza eccezionale, in quanto pensati per capi che si adattano al corpo. 

Tra collaborazioni speciali, iniziative e nuove collezioni, il 2026 si annuncia come un anno importante per Manteco, forte di ricerche scientifiche sugli impatti ambientali e di una costante spinta all’innovazione, pronta a presentare nel corso dell’anno nuovi progetti e sviluppi. L’azienda inaugurerà inoltre un’iniziativa inedita di ampio respiro: un racconto originale del proprio patrimonio umano, produttivo e creativo, con novità attese per la prossima primavera.

a cura della redazione

 

Written by giovanni47