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Sette volte vincitore del Tre Bicchieri Gambero Rosso, annata 2007, anteprima 2021: con un gioco di multipli e un pizzico di scaramanzia, Montezovo punta tutto su un numero fortunato, che lega a doppio filo uno stile che non tradisce 14 anni di evoluzione.
All’Amarone Opera Prima, in scena dal 31 gennaio al 1 febbraio presso le Gallerie Mercatali di Veronafiere, l’azienda di Caprino Veronese presenterà in anteprima l’annata 2021, recentemente insignita del premio Tre Bicchieri del Gambero Rosso (per la settima volta consecutiva).
Un’annata delle più equilibrate e promettenti degli ultimi anni: le condizioni climatiche favorevoli del 2021 hanno infatti favorito la maturazione lenta e completa delle uve, offrendo un racconto preciso dai 550 m slm di Tregnano e una nuova finezza al naso, accompagnata da note balsamiche più fresche, spezie dolci e un accenno di viola e prugna matura.
Ma i riflettori della manifestazione saranno puntati sull’annata 2007: sul tavolo quasi 20 anni di storia, passione ed esperienza di un’azienda che non ha mai smesso di portare innovazione in un settore profondamente radicato sul territorio.
Sarà così interessante, per appassionati e operatori del settore, leggere continuità e fine-tuning di due prodotti della stessa terra, proiettandosi in un viaggio di stagioni, temperature ed equilibri delicati. Come in un dialogo tra padre e figlio emergeranno differenze e confronti, ma anche identità e valori senza tempo.
Riavvolgere il nastro per tornare alle origini è un modo per trovare un’ancora in un mare in tempesta. In contesti caratterizzati da estrema turbolenza e mercati difficili da cavalcare, l’annata 2007 dell’Amarone Montezovo rappresenta quella stabilità: un legame con la propria storia, la famiglia e la solidità di una filosofia che non cambia, nonostante tutto.
“Quando il mare si fa grosso, non acceleri: trovi un porto sicuro e getti l’àncora – sottolinea Diego Cottini, CEO dell’azienda – l’Amarone è la nostra: ci tiene fermi alla rotta di famiglia e alla memoria delle vigne. Ogni annata passa, ma ciò che resta è la forza delle nostre basi: il lavoro, la terra, il tempo.”
Il numero sette rappresenta così un comune denominatore nella storia recente dell’azienda: il numero del compimento, della costanza e riconoscibilità. Valori che contraddistinguono l’operato di una famiglia che, partita dalle colline della Valpolicella classica più di un secolo fa, ha raggiunto nel corso di quattro generazioni le pendici del Monte Baldo fino ad estendere i suoi orizzonti alla Valpolicella Orientale e le sponde meridionali del Lago di Garda.
Numerosi sono i riconoscimenti nazionali e internazionali ottenuti nel corso degli anni: testimonianze dell’impegno e della passione che Diego e Annalberta Cottini, assieme ai figli Michele e Mattia, impiegano nell’interpretare i frutti della propria terra in chiave innovativa, volgendo lo sguardo ad un percorso di eccellenza qualitativa nel mondo dei vini italiani.
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