


Dall’8 all’11 aprile si terrà la prima edizione dI Pavia Innovation Week, una nuova manifestazione (a cadenza annuale e gratuita) dedicata all’innovazione scientifica, tecnologica e culturale, diretta da
Massimo Sideri, inviato ed editorialista del Corriere della Sera, pensata per studenti, famiglie, cittadini, imprese, startup e comunità accademica.
L’iniziativa, presentata in Comune, e durante una conferenza tenutasi lo scorso 29 gennaio presso la Sala Buzzati di Via Balzan 3 a Milano si propone come una piattaforma permanente di dialogo e divulgazione, capace di connettere scienza, ricerca, cultura umanistica, informazione e società, valorizzando l’identità storica della città e proiettandola in una dimensione internazionale.
In programma un palinsesto diffuso di oltre 40 appuntamenti, ospitati in varie location di Pavia.
Saranno coinvolti più di 80 ospiti italiani e internazionali, tra incontri, interviste, panel, laboratori, spettacoli e percorsi urbani.
La direzione scientifica ed editoriale dell’evento è affidata a Sideri direttore di Pavia Innovation Weeke, che ha fatto da speaker, moderatore e intervistatore.
All’incontro sono infatti intervenuti infatti Luciano Fontana, Direttore Corriere della Sera, Maria Chiara Carrozza, Professoressa di Bioingegneria, Bicocca, già ministro dell’Università e della Ricerca e Presidente Cnr, Giorgio Metta, Direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e Valentina Sumini, Space Architect, Ricercatrice MIT e Professoressa Polito.
“Pavia Innovation Week – ha spiegato Sideri- nasce con l’idea di riportare l’innovazione al centro della vita quotidiana, sottraendola a una dimensione esclusivamente tecnica o specialistica. Innovazione significa scienza, certo, ma anche cultura, informazione, visione del futuro, responsabilità sociale”.
“Pavia – ha proseguito Sideri – ha una storia scientifica straordinaria, che va da Alessandro Volta, professore di fisica che ha condotto studi fondamentali nell’Ateneo, a Camillo Golgi, di cui si celebrano ben due anniversari nel 2026: primo Premio Nobel per la Medicina nel 1906 e centenario dalla sua morte. Ma oggi la città può tornare a essere un luogo in cui il sapere si intreccia con il mondo imprenditoriale e la comunità universitaria, contaminando le famiglie, i giovani e quanti coltivano la passione per il sapere e la conoscenza”.
a cura della redazione
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