Parigi, 10 febbraio 2026 – Mettere in discussione le categorie consolidate del vino, esplorandone le possibilità espressive più contemporanee, è da sempre nel DNA di Pasqua Vini. La cantina applica questa filosofia non solo alle proprie etichette, oggi considerate pioniere di un modo nuovo di interpretare il territorio e il vigneto, ma anche a progetti enologici che condividono una visione, sensibilità e progettualità affini ai suoi valori.
In questo solco si inserisce il recente investimento dell’azienda veronese in Sangue d’Oro, Passito di Pantelleria DOC prodotto dall’icona di stile Carole Bouquet. Una scelta che nasce da una visione condivisa: tutelare la cultura vitivinicola che ne è all’origine, spingendo al contempo la ricerca oltre i confini del consueto e reinventandone le modalità di consumo.
Si tratta dunque di un progetto di promozione culturale prima ancora che imprenditoriale. Pasqua intende infatti dare nuova voce, visibilità e opportunità a una comunità che unisce gesti antichi e coraggio contemporaneo per dar vita a un vino dall’identità irripetibile. Un vino che oggi, attraverso lo stile che da oltre un decennio costituisce la “firma” Pasqua, diventa protagonista di una rilettura radicale e non convenzionale del proprio rituale di consumo.
È l’Ambasciata d’Italia a Parigi, città da sempre considerata tra le capitali dell’alta cucina e della sperimentazione gastronomica, il luogo in cui la famiglia Pasqua e Carole Bouquet hanno deciso di presentare un approccio nuovo, che suggerisce possibilità di degustazione più ampie per il Passito: nasce il concetto di pairing “Fuori Carta”, che supera il tradizionale confinamento del vino al momento del dessert, per aprirsi a un’esperienza di abbinamento a tutto pasto.
All’interno dei saloni dell’Ambasciata, nella prima serata di apertura di Wine Paris, l’evento Pasqua Vini A Sicilian Interlude ha accolto alcuni rappresentanti della stampa internazionale, del mondo dello spettacolo e delle istituzioni, nella suggestiva cornice di un originale teatrino siciliano del XVIII secolo, trasferito a Parigi da Palermo agli inizi del Novecento.
La ricchezza aromatica e la struttura di Sangue d’Oro dimostrano quanto questo vino sia un attore versatile, estremamente interessante per l’aperitivo e capace di abbinamenti sorprendenti, dall’antipasto al dolce, in differenti cucine e culture gastronomiche.
La nuova “attitudine” di Sangue d’Oro si è così espressa attraverso due distinte modalità di dialogo. Da una parte quella gastronomica, con le annate 2018 e 2022 in abbinamento a una selezione di piatti diversi tra loro, – su tutti la Torta al cioccolato, capperi e caviale proposta dal celebre chef bistellato Bruno Verjus, interprete raffinato di una cucina libera da convenzioni.
Dall’altra quella enologica, che dimostra la perfetta coerenza tra il progetto enologico di Carole Bouquet e la visione complessiva della cantina veronese.
All’Ambasciata d’Italia Pasqua ha portato all’assaggio anche due delle sue etichette più originali e visionarie, Hey French You Could Have Made This But You Didn’t quarta edizione, il primo bianco multivintage italiano, e Fear No Dark 2020, l’espressione più radicale del progetto Mai Dire Mai dedicato all’Amarone della Valpolicella.