Si è svolta stamani a Fiera Milano Rho – Padiglione 5 la cerimonia di apertura della 65a edizione di Filo, dal titolo: “Il Filo della Filiera: sinergie e valore aggiunto per competere nel mercato globale”.

Paolo Monfermoso, responsabile di Filo, ha introdotto i lavori sottolineando l’alta qualità delle aziende presenti in fiera. Tra le novità della 65a edizione di Filo, la più significativa è la sinergia con Lineapelle. “La sinergia con Lineapelle è un esempio di rafforzamento della filiera: consente di offrire ai buyer nazionali e internazionali una visione più completa delle proposte dell’industria tessile”, ha sostenuto Monfermoso. E Fulvia Bacchi, CEO di Lineapelle, gli ha fatto eco, affermando: “In un momento di grandi difficolta, economiche e logistiche, in un momento in cui si dice che le fiere devono reinventarsi, Lineapelle e Filo hanno scelto di lavorare insieme per valorizzare l’impegno dei rispettivi espositori nell’innovazione, nella creatività e nella sostenibilità. È un percorso sinergico che non potrà non avere effetti benefici per il mercato”.

 

La parola è poi passata a Paolo Barberis Canonico, presidente Unione Industriale Biellese: “La cerimonia di oggi, dedicata al tema “Il filo della filiera: sinergie e valore aggiunto per competere nel mercato globale”, richiama l’importanza di collaborare lungo tutta la catena produttiva per rafforzare la nostra competitività internazionale. Biella è un unicum europeo: qui la filiera tessile è ancora integra, un valore straordinario ma anche fragile. Il limite dimensionale condiziona la capacità di fare strategia e investimenti. Dobbiamo perciò favorire modelli di aggregazione che uniscano la visione delle grandi aziende alle competenze distintive delle realtà più piccole. Solo così potremo preservare e potenziare una filiera che rappresenta un patrimonio competitivo per tutto il territorio e per il nostro settore tessile”.

 

Matteo Masini, Dirigente Ufficio Beni di consumo, ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha ricordato il sostegno dell’Agenzia all’internazionalizzazione delle imprese italiane, e il lungo percorso di collaborazione con Filo: “Internazionalizzazione significa oggi anche saper diversificare l’offerta, per adeguarsi alle esigenze di mercati lontani non solo geograficamente dal nostro. Il lavoro di ICE durante l’anno è un lungo lavoro di preparazione che accresce e fortifica la conoscenza di questi mercati, per ottimizzare i risultati nei giorni di fiera. È un lavoro e un impegno che l’Agenzia rafforzerà nel secondo semestre di quest’anno e nel 2027 grazie a un incremento delle risorse a disposizione”.

 

Nel suo videomessaggio di saluto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha ribadito come “Filo sia ormai un imprescindibile occasione di incontro tra operatori. I nostri filati sono un orgoglio per il paese, il filo che unisce arte e manifattura. Oggi la sfida per il tessile Made in Italy è la circolarità, la capacità di unire la qualità del prodotto alla sostenibilità dei materiali. Il governo italiano supporta le imprese le filiere italiane nella transizione verso una produzione più sostenibile, con nove progetti faro, grazie anche ai fondi del Pnrr. L’augurio è che a Filo65 possano nascere idee e sinergie per incrementare l’eccellenza della filiera tessile italiana”.

Presente a Filo con un videomessaggio anche Elena Chiorino, Vicepresidente di Regione Piemonte: “Filo ha un significato importante per Regione Piemonte e tutta la filiera tessile” – ha sostenuto – “Il filato di altissima qualità, attento alla sostenibilità, è infatti alla base di tutto il settore tessile-abbigliamento made in Italy. A Filo65 parteciperanno buyer tutto il mondo: è la dimostrazione che i mercati mondiali guardano con estrema attenzione alla nostra manifattura”.

La seconda parte della Cerimonia di apertura di Filo65 è stata dedicata alla discussione della tavola rotonda moderata da Laura Ricardi, responsabile Ufficio stampa Uib. Nella sua introduzione, Ricardi è partita dai numeri “perché aiutano a fotografare la realtà – ha sostenuto Ricardi – Secondo una recente indagine Sace, stima l’impatto indiretto della filiera tessile in 38 miliardi e in 9 miliardi quello diretto. In altre parole, la forza del settore non sta solo nella produzione diretta, ma nella capacità di attivare valore lungo tutta la catena: dalla materia prima alla trasformazione, alla distribuzione, ai servizi, fino al mercato finale. Il contributo complessivo sfiora così il 3,9% del Pil italiano”.

Il primo intervento della tavola rotonda è stato di Rossano Bisio, Fabric Designer per Filo. Si è soffermato sul valore filiera nel processo creativo: “Avere una visione ampia della filiera significa smettere di pensare al singolo componente e iniziare a disegnare il filato in funzione del capo finito. La nostra collezione di tessuti Made in Filo 65 è la sintesi di questo approccio: un percorso dove l’analisi del trend forecaster non resta teoria, ma si trasforma in materia tangibile attraverso un processo di sintesi e diffusione che attraversa l’intera catena produttiva”. È poi entrato più in dettaglio sul concetto di “Nexus” – espresso nelle proposte sviluppo prodotto di Filo65 – e la sinergia tra distretti industriali”.

 

Marco Bortolini Vice Presidente Uib per lo sviluppo delle filiere industriali ha letto il valore della filiera dal punto di vista dell’industria: “Il tessuto imprenditoriale italiano in generale, e la nostra filiera tessile in particolare, è fatta per la maggior parte da aziende di piccole e piccolissime dimensioni. Ogni azienda è altamente specializzata e contribuisce in maniera unica a creare valore lungo l’intera catena. Qui sta la forza del nostro modello di business, incentrato sulla flessibilità e sul fornire soluzioni in modo rapido e altamente customizzato. Questa, però, è anche la nostra debolezza, data dal limite dimensionale delle aziende più piccole, quindi più fragili, che necessitano del supporto sia all’ interno della filiera stessa che attraverso misure realmente impattanti. Ci serve una filiera tessile forte che sia sana, variegata e giovane, per affrontare al meglio le sfide del settore”.

 

Secondo Dario Casalini, fondatore Slow Fiber, “La filiera tessile italiana è completa e quando è anche buona, sana, pulita, giusta e durevole diventa un modello valoriale che non genera esternalità negative ambientali o sociali né diseguaglianze (profitto di pochi e sfruttamento di molti) ma benessere diffuso e inclusivo anche per le generazioni future nei territori dove è radicata”.

Per affrontare i mercati internazionali, anche una filiera coesa e innovativa ha comunque bisogno del sostegno del sistema-paese.

Vera Veri, Direttore Investimenti Partecipativi Simest, ha spiegato l’attività di Simest a fianco delle imprese: “La competitività del tessile italiano si fonda sulla forza delle filiere, sulla qualità produttiva e sulla capacità di innovare in modo sostenibile. Oggi più che mai, collaborazione, digitalizzazione e valorizzazione delle competenze sono leve decisive per rafforzare il posizionamento del Made in Italy. Simest affianca le imprese lungo tutto il percorso di internazionalizzazione con strumenti finanziari su misura e un approccio di lungo periodo, sempre più orientato al sostegno dell’intera filiera. Attraverso misure dedicate, il coinvolgimento delle imprese capofila e una rete di presìdi esteri in costante rafforzamento, accompagniamo le aziende nei principali mercati strategici, dagli Stati Uniti fino alle economie emergenti. Il nostro obiettivo è sostenere percorsi strutturati di crescita internazionale, rafforzando la competitività del settore e contribuendo alla diffusione del valore del Made in Italy nel mondo”.

 

La 65a edizione di Filo si svolge l’11 e 12 febbraio 2026 a Fiera Milano Rho, Padiglione 5.

 

a cura della redazione

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Written by giovanni47