


Allo stand della Regione è stato presentato il progetto “Dalla Terra alla Tavola: i Cibi dei Centenari”, iniziativa dove si intrecciano alimentazione, longevità e turismo esperienziale.
Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo, ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa nel quadro delle politiche regionali di promozione e destagionalizzazione.
“La Sardegna – ha dichiarato – possiede caratteristiche uniche che la rendono naturalmente vocata a un turismo orientato al benessere e alla qualità della vita. Dobbiamo valorizzare le nostre filiere, la qualità dei prodotti e la nostra identità culturale trasformandole in un motore stabile di sviluppo economico e occupazionale”.
L’approfondimento scientifico è stato affidato al presidente della Comunità Mondiale della Longevità, Roberto Pili, che ha richiamato i contenuti del Bio Quaderno, pubblicazione dedicata al rapporto tra nutrizione funzionale, prevenzione e invecchiamento nel benessere.
“Quando parliamo di alimentazione – ha spiegato Pili – non parliamo solo di calorie, ma di informazione biologica. Ogni alimento è in grado di modulare processi infiammatori, metabolismo e traiettoria dell’invecchiamento. La biodiversità vegetale e la qualità delle filiere locali rappresentano strumenti concreti di prevenzione e salute pubblica”.
Il presidente di Confesercenti Sardegna, Roberto Bolognese ha affermato: “Le nostre imprese sono il ponte tra tradizione e innovazione. Parlare di “Dalla Terra alla Tavola” significa costruire un sistema integrato capace di generare valore diffuso, rafforzare le economie locali e contrastare lo spopolamento delle aree interne”.
Alessandro Pitzianti di Welcome to Sardinia ha ribadito come “la Sardegna abbia le caratteristiche tali da permetterle di posizionarsi in termini di attrattività per il turismo enogastronomico”.
Nelle prossime settimane sono previsti incontri territoriali, workshop per operatori turistici e ristoratori, momenti di approfondimento scientifico e nuove pubblicazioni dedicate alla codifica del modello alimentare sardo, con l’obiettivo di consolidare la Sardegna come laboratorio internazionale di longevità e turismo rigenerativo. Si parte il 24 febbraio a Cagliari, aula convegni Ierfop, con “I Piatti Unici della dieta sardo-mediterranea”.
Ma a proposito di piatti unici anche noi siamo stati a visitare lo stand dell’Isola, dove Ivo Palazzari, Enogastronomo, ci ha accolto con assaggi di Birra artigianale Pozzo 16 del birrificio 4 mori di Andrea Serra, un giovane che – ci ha spiegato -è stato anche in Germania ad imparare l’arte della birra. Ivo ci ha anche proposto un Nuracada Bovale del 2022 Isola dei Nuraghi, un vitigno, il bovale, che fonda le sue radici nella profondità della storia sarda, rintracciato nei terreni che un tempo ospitavano, appunto, il villaggio di Nuracada.
Intenso e complesso al naso con note floreali e di frutti di bosco di more, ribes e frutta in salamoia, note balsamiche e speziate di vaniglia e noce moscata questo vino ha accompagnato, egregiamente: un pane carasau o caraso ( dal verbo “carasare” cioè cuocere due volte per via della transumanza che effettuavano e effettuano, tuttora, i pastori sardi e hanno, quindi, bisogno di un pane che si mantenga nel tempo ) , un ottimo Fiore Sardo, uno dei formaggi più antichi della tradizione della Sardegna, custodito per millenni e tutelato dalla Denominazione di Origine Protetta ed è ancora prodotto secondo le antiche tradizioni negli ovili dei pastori sardi con latte appena munto crudo e non pastorizzato. Sullo stesso piatto, un “Casizolu” un formaggio tipico delle colline centrali della Sardegna, Montiferru, Marghine e altopiano di Abbasanta, a pasta filata, dalle note burrose ,con una stagionatura di 90 gg proveniente da mucche foraggiate con erba fresca e una mungitura unica serale e una Salsiccia di Suino di Michelangelo Salis. Il cui insaccato di carne di maiale piccolo viene affumicato e massaggiato giornalmente con olio di qualità come ci ha spiegato Palazzari.
A seguire una fregola o “Fregua” ci corregge Palazzari, un primo piatto tipico della Sardegna, che di solito viene preparato con le arselle ma oggi ci è stato servito con carciofi e gamberi . Infine una zuppa di legumi con salsiccia fritta e pane pistoccu, un tradizionale pane di farina di grano duro sbriciolato nella zuppa.
Una delizia! L’unicità di questa Regione inizia dalla tavola e ti prende ” per la gola”.
La Sardegna si è presentata comunque alla Bit di Milano con una visione chiara: trasformare la propria identità alimentare e culturale in un modello strutturato di sviluppo turistico esperienziale.
a cura della redazione
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