fino al 22 febbraio 2026

in occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali

Casa Italia Milano Cortina 2026

MUSA

È MUSA il tema che guida Casa Italia Milano Cortina 2026

un luogo d’incontro tra atleti e pubblico che apre

nelle sedi di Milano, Cortina e Livigno.

A Casa Italia Milano Cortina 2026

sport, cultura, arte, architettura, design e ospitalità

raccontano l’identità italiana contemporanea

Casa Italia in Triennale Milano

Casa Italia al Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda Livigno

Casa Italia da Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo

                                                                                                                                                 CASA ITALIA Milano Cortina 2026 – MUSA – ph.Pietro Savorelli (c) CONI


Un successo che cresce giorno dopo giorno: sono migliaia i visitatori e i curiosi che stanno raggiungendo Triennale Milano per vivere l’atmosfera olimpica di Casa Italia – progetto del CONI, Comitato Olimpico Nazionale Italiano – aperta al pubblico fino al 22 febbraio, in un clima di partecipazione e comunità che accompagna i XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 e ne approfondisce il senso attraverso la mostra MUSA.

Un pubblico trasversale per età, provenienza e interessi sceglie di attraversare questi spazi non solo per respirare l’energia dei Giochi, ma per condividere un’esperienza collettiva che rafforza il senso di appartenenza e restituisce allo sport la sua dimensione culturale e simbolica. È in questo contesto che Casa Italia – con cui il CONI, Comitato Olimpico Nazionale Italiano è presente nelle sedi olimpiche di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo – rinnova la propria funzione storica di casa degli atleti e fulcro delle celebrazioni sportive, aprendosi per la prima volta al pubblico e trasformandosi in un luogo di incontro, racconto e condivisione.

Attraverso cultura, innovazione e tradizione, Casa Italia si configura come un sistema integrato di spazi e contenuti, un percorso immersivo nel cuore dei Giochi che valorizza sulla scena internazionale il patrimonio culturale, artistico e umano del nostro Paese. Arte, architettura, design e food diventano così strumenti attraverso cui l’Italia si presenta al mondo non solo come organizzatrice dei Giochi, ma come Paese capace di ispirare e incarnare i più alti valori olimpici: eccellenza, dialogo, rispetto, spirito di squadra.

Per questo appuntamento straordinario, il CONI ha scelto per Casa Italia Milano Cortina 2026 il tema MUSA, un omaggio al ruolo ispiratore che l’Italia esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale, un richiamo alla bellezza, alla storia e alla creatività che rendono l’Italia un punto di riferimento globale.

Nella tradizione classica, le Muse sono simbolo dell’ispirazione che trasforma il sapere in visione. L’Italia, segnata da una storia millenaria e da una profonda varietà culturale e geografica, continua a esercitare una forza ispiratrice riconosciuta a livello internazionale, proponendosi come luogo ideale per accogliere e valorizzare la diversità, tra i valori fondanti del Comitato Olimpico Internazionale. In questa prospettiva, Casa Italia assume MUSA come chiave interpretativa, configurandosi come spazio di racconto capace di restituire la complessità del Paese.

MUSA è il punto di arrivo di un processo avviato nel 2016, che ha progressivamente trasformato Casa Italia da semplice Hospitality House a progetto culturale di rilievo internazionale, capace di raccontare la cultura italiana e il Sistema Paese attraverso le sue eccellenze artistiche, progettuali e valoriali. Edizione dopo edizione, Casa Italia si è affermata come spazio di rappresentanza in cui sport, arte, design e architettura possono dialogare in modo organico: a Rio 2016, con Horizontal, ha introdotto il tema della contaminazione tra culture, valorizzando l’incontro tra identità diverse in un contesto globale, a PyeongChang 2018, con Prospectum, ha riflettuto sul punto di vista italiano nel dialogo tra civiltà, mettendo al centro la capacità di osservare, interpretare e costruire relazioni. A Tokyo 2020, con Mirabiliaha celebrato la meraviglia come tratto distintivo del saper fareitaliano, mentre a Beijing 2022, Millium ha sviluppato il tema del viaggio come metafora di crescita, trasformazione e attraversamento culturale. Infine, a Parigi 2024, con Ensemble, ha posto al centro l’armonia e il dialogo tra linguaggi, discipline e persone, interpretando lo spirito olimpico come esperienza collettiva e corale.

Con Milano Cortina 2026, Casa Italia approda in Italia e, con MUSA, segna il compimento di un cammino decennale che ne consolida il ruolo di piattaforma culturale e istituzionale, complementare allo sport e proiettata in una dimensione internazionale. Un unico progetto si articola in tre sedi — Triennale Milano, Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda Livigno e Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo — dando vita ad ambienti ed esperienze emozionali in profondo dialogo tra loro.

Già Pierre de Coubertin – padre dei Giochi Olimpici moderni e fondatore del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) – aveva concepito lo sport in stretta relazione con l’arte, riprendendo il modello dell’antica Grecia. Dalle Olimpiadi di Stoccolma del 1912 a quelle di Londra del 1948, gli artisti gareggiarono accanto agli atleti e, successivamente, la partecipazione artistica divenne organizzazione di esposizioni. Ancora oggi, le Cerimonie di Apertura Olimpica rappresentano una forma di arte performativa capace di trasmettere l’universalità del messaggio olimpico e alcuni dei più alti valori dall’umanità.

CASA ITALIA A MILANO

Negli spazi di Triennale Milano il percorso espositivo si articola in nove sezioni, ciascuna dedicata alla musa ispiratrice di una disciplina: linguaggio, architettura, arti figurative, paesaggio, gusto, musica, arte drammatica, innovazione e sport. La rappresentazione di ogni musa è affidata a un oggetto iconico delle Olimpiadi proveniente dal Museo Olimpico situato in Svizzera nella città di Losanna, sottolineando come i valori espressi siano condivisi e promossi dal Movimento Olimpico.

Provengono, infatti, dalle collezioni del Museo Olimpico alcuni cimeli che hanno scritto la storia italiana ai Giochi Olimpici e che impreziosiscono l’esposizione: tra gli altri, le racchette usate da Marco Albarello e i guanti di Stefania Belmondo ad Albertville (1992), gli scarponi e la tuta di Manuela Di Centa e la tuta di Deborah Compagnoni a Lillehammer (1994), la divisa di Armin Zoeggeler a Sochi (2014), i guanti e la tuta indossati da Federica Brignone a PyeongChang (2018) e Beijing (2022).

All’ingresso del percorso l’opera neon Welcome di Matteo Attruia dà il benvenuto ai visitatori, celebrando l’ospitalità e l’accoglienza, valori distintivi di Casa Italia sin dalla sua fondazione (Los Angeles, 1984).

Nel corridoio, una scultura sospesa di Brian Hunt Re simboleggia quel respiro delle Muse capace di accendere la creatività e la tensione a imprese straordinarie. Infine, i ritratti fotografici di Claudio Abate documentano il passaggio in Italia degli artisti internazionali Marina Abramović, Joseph Beuys, Joan Jonas, Gilbert & George, Roy Lichtenstein, Jean Tinguely e Robert Smithson.

Con Calliope, musa della parola e del racconto, l’Italia si svela attraverso testi, immagini e segni. I pittogrammi olimpici, in uso a partire da Tokyo 1964, testimoniano il tentativo di costruire un linguaggio universale, mentre le opere di Juan Araujo, Tristano di Robilant, Matta Echaurren, John Giorno, Joseph Kosuth, Susan Kutter, Ugo Rondinone, Cy Twombly e Ben Vautrier intrecciano parola e visione in una narrazione plurale del nostro Paese.

La sezione dedicata a Clio, musa della memoria e della fama, esplora il tema dell’architettura come traccia duratura del gesto umano. Il modello del Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi, realizzato per le Olimpiadi di Roma 1960, e proveniente dalla collezione del Museo Olimpico, dialoga con le opere di artisti come Christo e Jeanne Claude, Chung Eun-Mo, Itamar Gov, Sol Lewitt, Vik Muniz, Denis Oppenheim, Yan Pei-Ming, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, David Tremlett e Lihi Turjeman, componendo un racconto in cui lo spazio costruito diventa archivio di emozioni e visioni.

Con Polimnia, musa della poesia sacra, della pantomima, della retorica, della danza e della memoria, la mostra si apre al territorio italiano e alla sua biodiversità. Il cortometraggio animato giapponese, disegnato a mano nel 2021, Tomorrow’s Leaves, realizzato per le Olimpiadi di Tokyo 2020, introduce una riflessione sul rapporto tra uomo e natura. Le opere di Camilla Alberti, Giulio Bensasson, Ruth Beraha, Jessie Boswell, Fernando Botero, Binta Diaw, Elmgreen&Dragset, Bekhbaatar Enkhtur, Elger Esser, Keith Haring & L.A. II, JR, Gerhard Merz e Sislej Xhafa restituiscono la complessità, la fragilità e la ricchezza dei paesaggi contemporanei. In questa sezione anche i lavori vincitori del Premio CONAI Arte Circolare, che raccontano il valore della sostenibilità.

Talia, musa della festa, celebra l’Italia come luogo di incontro, scambio e trasformazione. Il discorso fondativo di Pierre de Coubertin del 25 novembre 1892 Le Rétablissement des Jeux Olympiques – Discours fondateur fa da contrappunto alle opere di Ai Weiwei, Per Barcley, Ifeyinwa Joy Chiamonwu, Slawomir Elsner, Gelitin, Jonathan Monk, Park Eun Sun, Eva Sajovic, Anri Sala, Thomas Struth e Uwe Wittwer che indagano il corpo sociale, la memoria collettiva e il senso del rito.

In questa sezione, i visitatori possono vivere, inoltre, un’esperienza immersiva in realtà virtuale che li conduce nella Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia. Attraverso una ricostruzione digitale accurata realizzata da Skylab Studios, affreschi e simboli del mondo etrusco si rivelano in un racconto che mette in relazione sport, ritualità e cultura antica. Un avatar digitale accompagna l’esperienza, offrendo chiavi di lettura storiche e simboliche, e trasformando la visita in un viaggio nel tempo che unisce memoria, innovazione e patrimonio culturale italiano.

Con Erato, musa della poesia amorosa, lirica ed erotica, il percorso si concentra su desiderio, gusto e dimensione sensoriale. La divisa olimpica disegnata da Giorgio Armani per Milano Cortina 2026 diventa simbolo di uno stile che unisce eleganza e identità, mentre le opere di John Armleder, Atelier dell’Errore, Wang Haiyang, Craigie Horsfield, Hayv Kahraman, Jannis Kounellis, Daniel Spoerri, Tursic & Mille e Alejandra Varela Perera esplorano il legame tra attrazione, materia e immaginazione.

Nella sezione dedicata a Euterpe, musa della musica, l’opera di Arman, Carousel 1 accompagna un jukebox interattivoche permette di ascoltare tutti gli inni olimpici e nazionali dei Paesi che partecipano ai Giochi, trasformando il suono in esperienza condivisa e ricordando come la musica accompagni, da sempre, i momenti più solenni e collettivi dei Giochi.

Con Melpomene, musa della tragedia, il racconto si fa più intenso, teatro e cinema si intrecciano in una riflessione su sfide, cadute e rinascite nello sport come nella vita. L’immagine di Muhammad Ali che accende il braciere olimpico ad Atlanta 1996, emblema di forza, riscatto e memoria, dialoga con le opere di Carlos Idun-Tawiah, William Kentridge, Davide Monteleone, Shirin Neshat, Adrian Paci e Newsha Tavakolian.

Urania, musa del cielo, apre lo sguardo al futuro e all’innovazione, raccontata attraverso opere di Arman, César e Miltos Manetas, in ambienti immersivi che invitano il visitatore a immaginare nuovi orizzonti in cui tecnologia, energia e visione progettuale si fondono. A parlare di innovazione concorrono due contributi speciali. Enelpresenta “E nel futuro…”, ideato e curato da Gabriele Simongini, l’installazione mette in dialogo arte, luce e tecnologia attraverso le visioni di Giacomo Balla, Fernando Jacopozzi e Alex Braga. Con AUTOMATIC IMPERMANENCE, Alex Braga trasforma il visitatore in suono e luce, guidandolo in un’esperienza immersiva proiettata verso il futuro. Il secondo progetto è del Gruppo FS Italiane che presenta un’esperienza immersiva che intreccia mito, storia e innovazione per raccontare il viaggio come elemento fondante dell’identità collettiva del Paese. Attraverso immagini, suoni e narrazione simbolica, il percorso trasforma il movimento ferroviario in memoria viva e visione del futuro, conducendo il visitatore verso Milano Cortina 2026 come traguardo condiviso di un’Italia in continuo movimento.

Il percorso si conclude con Tersicore, musa della danza, dove lo sport è protagonista assoluto. Grazie ai prestiti del Museo Olimpico situato in Svizzera nella città di Losanna e delle Federazioni Sportive Nazionali Italiane, il visitatore è invitato a vivere un’esperienza che celebra il gesto atletico come sintesi di disciplina, bellezza e valori universali, culmine dell’intero racconto espositivo.

A Milano, il progetto architettonico e di design assume un carattere concettuale, proponendo una lettura astratta della montagna come musa. Nel Salone d’Onore — spazio monumentale alto quasi 12 metri — l’intervento ridefinisce il volume attraverso drappeggi tessili e superfici inclinate che evocano le pendici della montagna. Il bianco, scelto come colore dominante, rafforza questo immaginario richiamando la luce, la neve e la dimensione rarefatta dell’alta quota, trasformando l’ambiente in uno spazio astratto, immersivo e fortemente luminoso. Qui le opere di Pablo Atchugarry, Stefano Cerio, Mario Merz, Alessandro Piangiamore, Laura Pugno e Davide Rivalta restituiscono la forza del paesaggio alpino, luogo fisico e mentale in cui natura e azione umana si incontrano.

a cura della redazione

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Written by giovanni47