Convinta che la lotta contro l’overtourism sia una responsabilità collettiva, Evaneos vede nell’Indonesia il luogo simbolo per studiare la trasformazione dei flussi turistici.
Nel 2025 l’Indonesia ha infatti registrato l’arrivo di 6,3 milioni di visitatori internazionali, di cui quasi il 40% solo a Bali.
Con un punteggio preoccupante di 4,20/5 secondo l’Overtourism Index creato da Evaneos, l’Isola degli Dei incarna suo malgrado le conseguenze del sovraffollamento turistico: spiagge sature e inquinate, aumento della pressione sui mercati immobiliare e alberghiero e ricollocazione della popolazione locale.
Mentre le autorità locali cercano di distribuire meglio i flussi turistici verso le 1.700 isole dell’arcipelago, l’attrattiva e l’immagine di Bali ne risentono: per la prima volta si è registrata una diminuzione delle prenotazioni.
In stretta collaborazione con i partner indonesiani e internazionali, tra cui Wise Steps Consultancy, Good Tourism Institute, EquatorAI, ecollective e le agenzie locali, Evaneos, la piattaforma di viaggi su misura, ha annunciato un piano strutturato in cinque punti per accompagnare la transizione del turismo indonesiano.
1 – Dimezzare il numero di turisti nelle otto località balinesi più esposte entro il 2030
Entro fine 2026, Evaneos fermerà la promozione online delle otto località balinesi identificate come fortemente colpite dall’overtourism. Tra queste, le risaie di Tegalalang, l’Ubud Monkey Forest, le sorgenti sacre di Tirta Empul, le spiagge di Canggu, il tempio degli elefanti di Goa Gajah, così come la Blue Lagoon e le scogliere di Nusa Penida. Secondo l’analisi CrowdShift di EquatorAI, Pura Tirta Empul e le risaie di Tegalalang, diventati virali sui social, fanno ormai parte dei siti meno interessanti a Bali in termini di esperienza per i visitatori, a causa della forte affluenza. Entro il 2030, Evaneos punta a dimezzare la vendita delle visite in questi luoghi a rischio. Il primo passo è ritirare queste località così popolari dall’offerta, grazie anche alla collaborazione con le agenzie partner locali, al fine di sensibilizzare i viaggiatori sui problemi dell’overtourism.
2 – Raddoppiare i visitatori verso regioni e località meno frequentate
Se Evaneos smette di promuovere gli otto luoghi più a rischio dell’arcipelago, situati principalmente a Bali, è per orientare meglio i visitatori verso altre località o isole indonesiane, come Java, Lombok o Sumatra. Basandosi sull’esperienza e la conoscenza del territorio delle sue agenzie partner, Evaneos creerà itinerari “l’Indonesia senza folla” per favorire una migliore ripartizione geografica e stagionale dei flussi turistici, sostenendo al contempo l’economia locale.
“A Bali, il turismo si concentra dal centro al sud. Per distribuire meglio i flussi, la nostra proposta è di valorizzare il sud-ovest (Tabanan), il nord-ovest (Pemuteran) e il nord, meno frequentati e dunque maggiormente preservati. In alta stagione, piuttosto che Bali, perché non scegliere l’Isola di Java?”, ha dichiarato Laurent de Chorivit, Co-CEO di Evaneos.
3 – Lontano dal turismo di massa, verso un turismo più lento
Questo progetto contribuisce alla missione di ridurre del 23% le emissioni di carbonio per viaggiatore e per giorno entro il 2030. Due incentivi dovrebbero essere d’aiuto: il prolungamento della durata del soggiorno, che permette di utilizzare trasporti più sostenibili, e un’attenzione particolare alla scelta dell’alloggio.