

Il 21 marzo l’Iran ha lanciato due missili balistici contro la base militare Diego Garcia nell’Oceano Indiano. Stando al Wall Street Journal, uno dei missili sarebbe stato abbattuto da una nave da guerra statunitense, mentre l’altro avrebbe avuto un guasto in volo. Però il dato sconcertante che emerge è che l’Iran dispone di un arsenale missilistico con una gittata molto più ampia di quanto si pensasse, e che quindi potrebbe colpire anche l’Europa. I missili balistici iraniani a media-lunga gittata (3.000-4.000 chilometri) fanno paura al 35% degli italiani, che però temono molto di più (56%) una guerra ibrida con attacchi informatici ad infrastrutture vitali come telefonia, ospedali, banche, centrali elettriche, ferrovie ad alta velocità ed aeroporti.
Lo dice un’analisi effettuata dall’“Osservatorio Argo per la Sicurezza Digitale” diretto dall’esperto di cybersecurity Matteo Adjimi. Oltre la metà della popolazione italiana ha paura delle conseguenze di attacchi informatici provocati dagli hacker iraniani, piuttosto che dai missili veri e propri.
Ma quali sono le azioni dei nemici dell’Occidente più temute? Ecco la top 10 stilata dall’Osservatorio Argo per la Sicurezza Digitale”:
Al primo posto di questa particolare graduatoria delle paure troviamo le “reti di telefonia e telecomunicazioni” (secondo il 62% degli interpellati), perché impedirebbero le comunicazioni di tutti gli smartphone che ciascuno di noi tiene in tasca e che è diventato ormai vitale per svolgere qualsiasi attività quotidiana, dalla singola telefonata al funzionamento dei navigatori di auto camion e navi.
Al secondo posto (per il 58%) troviamo le “infrastrutture tecnologiche delle Banche ed intermediari finanziari”, perché blocchereb
Al terzo posto “gli ospedali e le reti sanitarie” (secondo il 56%), perché metterebbero in ginocchio tutto il sistema sanitario nazionale: non si potrebbe più accedere alle cartelle cliniche dei pazienti, non si potrebbe più prenotare ed effettuare nessuna operazione o visita medica, nemmeno quelle urgenti.
Quarto posto di questa TOP10 delle paure (secondo il 52%) troviamo le “centrali elettriche”, perché paralizzerebbero qualsiasi attività, dalla banale ricarica del cellulare all’illuminazione nelle case, dal funzionamento del frigorifero o delle piastre ad induzione per cucinare.
Al quinto posto della classifica stilata dall’Osservatorio Argo per la Sicurezza Digitale diretto dall’esperto di cybersecurity Matteo Adjimi, troviamo infatti le “infrastrutture ferroviarie dell’alta velocità” (49%) perché paralizzerebbero gli spostamenti di milioni di italiani, con l’aggravante del rischio di gravi incidenti ferroviari.
Sesto posto per le “centraline dei semafori stradali ed autostradali” (44%) perché manderebbero in tilt i trasporti e gli spostamenti su gomma.
Settima posizione per i “sistemi di navigazione nei porti” (secondo il 41%) perché bloccherebbero i traffici di tutte le merci che viaggiano via nave.
Ottavo posto per i “sistemi di biglietteria” (per il 38%) perché impedirebbero di pianificare qualsiasi spostamento e ci si ritroverebbe tutti appiedati.
In nona posizione troviamo le “reti dei benzinai e delle centraline di ricarica delle auto elettriche” (secondo il 34%) perché bloccherebbero tutti gli spostamenti.
Decimo ed ultimo posto della TOP10 delle paure troviamo le “torri di controllo degli aeroporti” (29%), perché bloccherebbero il traffico aereo di persone e merci.
La paura aumenta considerando che gli italiani giudicano il nostro Paese impreparato (secondo il 36% degli intervistati) e non adeguatamente attrezzato a reagire a degli attacchi ibridi su larga scala, come quelli visti di recente nelle guerre in corso in Medio Oriente ed in Ucraina.
Ovviamente fanno paura gli attacchi militari (per il 31%) anche perché che “da noi i bunker antiatomici pubblici o privati come ce ne sono invece in Israele, in Svizzera e negli USA) sono praticamente inesistenti”. È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Argo per la Sicurezza Digitale presieduto dall’esperto di cybersecurity Matteo Adjimi.
a cura della redazione
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