
Si è svolta oggi, presso l’Abbazia di Rosazzo, la tavola rotonda “Vino, salute e cultura del rischio: un approccio equilibrato”, un momento di confronto scientifico e culturale che ha riunito alcuni tra i più autorevoli studiosi italiani impegnati nello studio delle relazioni tra consumo di vino, modelli alimentari e salute: il professor Fulvio Ursini, il professor Fulvio Mattivi e il professor Giovanni De Gaetano, moderati dalla giornalista Lucia Bellaspiga.
L’incontro ha affrontato un tema oggi al centro del dibattito pubblico: il rapporto tra consumo di alcol
e salute, spesso interpretato attraverso chiavi di lettura semplificate e orientate al cosiddetto “rischio
zero”.
Nel corso del confronto è emersa con chiarezza la necessità di distinguere tra abuso e consumo moderato, evidenziando come l’approccio scientifico più aggiornato non supporti letture assolutistiche.
Il vino, in particolare, è stato analizzato non come semplice bevanda alcolica, ma come elemento
inserito all’interno di un modello culturale e alimentare – quello mediterraneo – fondato su equilibrio,
misura e convivialità.
“Il vino è il succo del frutto della vitis vinifera, fermentato” commenta il professor Fulvio Mattivi e prosegue “Tre parole: succo, di frutta, fermentato. Non è banalmente alcol! È una complessità di
elementi, compresi i salutari composti bioattivi dell’uva, che ritroviamo negli integratori”.
Secondo Giovanni De Gaetano, Presidente dell’IRCCS Neuromed, le evidenze epidemiologiche
disponibili indicano che, nel bilancio complessivo tra benefici e rischi, il consumo moderato di vino
all’interno della dieta mediterranea si associa a esiti favorevoli, pur nel quadro di una valutazione
complessa che non consente letture semplificate o deterministiche.
Nel dibattito è stato inoltre sottolineato come i dati scientifici non possano essere interpretati secondo
modelli rigidamente lineari: la relazione tra dose ed effetto non segue necessariamente una
progressione proporzionale, ma può variare in funzione del contesto biologico e degli adattamenti
dell’organismo.
Questo principio, centrale nella ricerca biomedica, richiama l’importanza di considerare la complessità dei sistemi viventi anche nella definizione delle raccomandazioni.
Fulvio Mattivi, chimico e già Professore Ordinario di Chimica degli Alimenti, ha richiamato l’attenzione sul rischio di derive interpretative nelle politiche pubbliche, osservando come alcune recenti campagne internazionali tendano a tradurre dati statistici in indicazioni generalizzate, talvolta non pienamente rappresentative della varietà dei comportamenti e dei contesti di consumo.
Sul piano biologico, Fulvio Ursini, Professore Emerito dell’Università di Padova, ha evidenziato come
il rapporto tra sostanze e salute non possa essere ridotto a categorie assolute.
La biologia, infatti, mostra come gli effetti dipendano dalla dose e dal contesto: piccoli stimoli possono attivare meccanismi di adattamento e rafforzamento dell’organismo, mentre l’eccesso produce effetti dannosi.
In questa prospettiva, è emersa l’esigenza di evitare approcci esclusivamente orientati all’eliminazione
del rischio, che possono tradursi in modelli prescrittivi poco aderenti alla complessità biologica e
culturale.
Il tema della salute, è stato sottolineato, richiede invece strumenti interpretativi capaci di tenere insieme evidenze scientifiche, contesti di consumo e responsabilità individuale.
Il confronto ha quindi posto l’accento su un punto condiviso: la salute non è il risultato dell’eliminazione totale del rischio, ma di un equilibrio tra comportamenti, stili di vita e responsabilità individuale.
In questo quadro, il vino continua a rappresentare un elemento culturale distintivo, il cui consumo richiede consapevolezza, misura e contestualizzazione.
Si manifesta perciò un tema sempre più attuale: l’etica della comunicazione scientifica, rigorosa, che
deve saper rappresentare la complessità, evitando semplificazioni che rischiano di indebolire la qualità del dibattito pubblico.
a cura della redazione
seguiteci anche con un like su Instagram, nome utente: gio.vanni.acerbi