Il manifesto della birra Slow
In sintesi, i punti del manifesto su cui da oggi Slow Food solleciterà il contributo di esperti, birrai, amanti della birra:
1. La birra artigianale è buona — sulla qualità non transige — ed è costante, pur considerando la variabilità e la stagionalità delle materie prime e la legittima evoluzione della ricetta;
2. Parla un linguaggio semplice e comprensibile, rinunciando a termini troppo tecnici, è inclusiva, cerca di coinvolgere i nuovi bevitori, anche se non sono appassionati o estimatori;
3. Ha identità e personalità ben definite, non insegue le mode del momento, semmai cerca di creare nuove tendenze e non smette mai di voler essere creativa;
4. Cerca l’equilibrio gustativo, rinuncia a voler stupire al primo sorso e ricorda sempre di essere una bevanda democratica, popolare e socializzante;
5. Predilige le materie prime di filiera tracciata e breve, si preoccupa dell’impatto ambientale delle proprie scelte produttive e distributive, sa valorizzare i prodotti del territorio;
6. Informa il consumatore con indicazioni su conservazione e consumo: in frigo o in cantina? In quale bicchiere? In abbinamento a quale piatto? E conosce i propri limiti in termini di conservazione e freschezza;
7. È esplicita e si racconta nei particolari: non nasconde la provenienza dei malti e dei luppoli, non mente e non omette dettagli produttivi. Se usa coadiuvanti come enzimi o chiarificanti, lo dice con chiarezza;
8. Si concentra principalmente sul mercato di prossimità e non fa la guerra alle altre birre artigianali, ma anzi collabora per la crescita virtuosa di tutto il comparto;
9. Evita riferimenti sessisti e irrispettosi verso le culture diverse; rispetta i lavoratori, i distributori, i locali e i clienti, e ha un prezzo giusto — né troppo alto né troppo basso;
10. Conosce bene la tossicità dell’alcol e i suoi rischi per la salute, non suggerisce mai un consumo eccessivo, al contrario favorisce consapevolezza e moderazione.
I premi speciali
Durante la cerimonia sono stati consegnati i premi speciali dai 128 coordinatori e collaboratori sparsi in tutta l’Italia e dai due coordinatori.
Filiera Italiana è un premio a cui Slow Food tiene molto, come sottolinea Luca Martinotti, Vicepresidente di Slow Food Italia: «In questi giorni è difficile distaccarsi emotivamente e mentalmente dalla scomparsa del nostro fondatore Carlo Petrini. La grande manifestazione di affetto ci ha dato tanta energia, molta commozione e una gran dose di consapevolezza. Ed è proprio partendo dalla consapevolezza dell’importante percorso di Carlo, e quindi di tutta la nostra associazione, negli ultimi 40 anni, che oggi dobbiamo confermare e ribadire l’impegno verso ciò che è buono, pulito e giusto. La presentazione della Guida alle birre è la prima occasione utile per rilanciare un impegno che è stato determinante per la sua evoluzione. Per questo è bene che il settore della birra artigianale rafforzi la filiera. L’impegno di oggi, per il domani, deve essere quello di concentrarsi sempre più nel facilitare lo sviluppo agricolo del territorio. Questo aspetto è determinante non solo da un punto di vista della sostenibilità, ma della caratterizzazione stessa dei prodotti e dei territori. Ma dirò di più, è determinante per educare in maniera ancora più completa i consumatori alla birra artigianale, fidelizzandoli maggiormente attraverso la trasparenza, la responsabilità e la concretezza». Il riconoscimento è stato assegnato al birrificio Altavia di Quiliano (Sv) perché è “Un birrificio che interpreta la filiera non solo utilizzando materie prime di propria produzione, ma anche cercando costantemente un rapporto vero e profondo con il proprio territorio, rispettandolo e reinventandolo. Questo lo straordinario lavoro di Altavia”.
Ilpremio Costanza è stato assegnato al birrificio Alder di Seregno (Mb): “Shokunin è il concetto giapponese che indica l’artigiano che ogni giorno lavora per perfezionare il proprio gesto e il proprio prodotto. Per farlo è necessaria umiltà, dedizione e profonda conoscenza della materia. Farlo su una gamma limitata è già difficile, ma qui abbiamo una gamma di grande ampiezza, sempre impeccabile. Per questo il premio Costanza va ad Alder e a Marco Valeriani”. L’attestato è stato consegnato da Giovanni Gai, Amministratore Delegato della GAI MACCHINE SPA: «GAI sostiene con convinzione la Guida alle birre d’Italia perché crediamo nel valore di un settore brassicolo capace di unire qualità, innovazione e identità territoriale. Condividiamo con Slow Food l’attenzione alla cultura produttiva, alla competenza artigianale e alla valorizzazione delle eccellenze italiane».
Residual di Pietrauta (Pg) ha ricevuto il premio Miglior Novità perché “Da qualche anno i nuovi birrifici si fanno riconoscere in pochissimo tempo con birre di straordinaria qualità. Qualcuno riesce ad andare oltre, abbinando alla bontà delle proprie birre anche una forte identità e magari un progetto agricolo solido. È il caso di Residual”. Nel consegnare il premio Stefano Stellini, Direttore Generale CIAL, sottolinea: «I risultati raggiunti nel riciclo delle lattine per bevande e, più in generale, degli imballaggi in alluminio, si inseriscono in un quadro nazionale sempre più solido: nel 2025 il tasso complessivo di riciclo delle lattine ha superato il 92% superando già gli obiettivi europei fissati per il 2030».
Non poteva mancare il premio Migliore Offerta Culinaria, a cui è dedicata una parte importante della Guida, attribuito a Nidaba di Montebelluna (Tv): “Ormai da anni un riferimento a livello nazionale per la propria offerta gastronomica. Un locale che si è distinto per una cucina che è andata oltre quella classica del pub, facendo un lavoro serio sul proprio territorio per trovare le migliori materie prime da trasformare in piatti di straordinaria fattura e gusto, proposti in abbinamenti pensati con attenzione”. «Per noi di QBA – evidenzia Hans Hasso Peter, Direttore canale HORECA, Radeberger Gruppe Italia –, sostenere la Guida alle birre d’Italia significa riconoscere e valorizzare un’idea di birra che va oltre il prodotto, mettendo al centro cultura, territorio e qualità dell’esperienza. Il premio Migliore Offerta Culinaria celebra quei luoghi capaci di interpretare la birra come parte integrante della proposta gastronomica, in dialogo con il cibo e con l’identità del territorio».
Ecco un altro attestato che sintetizza uno dei punti cardini dell’attività di Slow Food. Alla Cantina Errante di Barberini Tavarnelle (Fi) va il premio Valorizzazione del territorio con la seguente motivazione: “Pochi birrifici hanno saputo costruire un progetto in grado di raccontare il proprio intorno con questa potenza: impiego di frutta che altrimenti avrebbe pochi sbocchi alternativi, cereali locali, dialogo e collaborazione con blasonati produttori di vino locale, fino alla fermentazione spontanea con la microflora del luogo. Quasi un ritratto del territorio in forma birraria”. Concetto ben evidenziato da Lisa Tosatto, Product Marketing Specialist di Smartbox, nel consegnare il riconoscimento: «Siamo orgogliosi di affiancare Slow Food nella presentazione della Guida alle birre d’Italia e di consegnare questo premio speciale. Con Slow Food condividiamo la convinzione che il territorio, le sue tradizioni e i suoi sapori rappresentino un patrimonio da proteggere e celebrare. La birra artigianale italiana ne è una piena espressione: racconta comunità, territori e una cultura produttiva fatta di cura, passione e autenticità. Siamo felici di consegnare il premio Valorizzazione del territorio a Cantina Errante,realtà che svolge un importante lavoro di valorizzazione della filiera territoriale, mettendo in risalto prodotti e materie prime locali».
Un attestato va al lavoro di chi legge la birra e la fa conoscere prima di tutto come un valore culturale. Ecco allora il premio al Miglior Publican consegnato a Michele Galati di Caprino Bergamasco (Bg): “Quali caratteristiche deve avere un bravo publican? Deve essere appassionato e deve trasmettere quella passione. Deve sapere proporre una selezione di birre ampia e differenziata, adatta a tutti. Deve essere capace di spiegare con facilità le caratteristiche dei diversi prodotti a chi si trova al bancone e magari deve diventare anche un riferimento per i suoi colleghi. Michele Galati ha tutto questo”.
Significativo che il premio venga consegnato da Stefano Basta, ex allievo del corso 2015-2017, e ora docente, all’ITS Academy Agroalimentare Piemonte: «Nel 2026 il corso Mastro Birraio di ITS Academy Agroalimentare Piemonte celebra i suoi primi dieci anni, un traguardo che si intreccia simbolicamente con la decima edizione della Guida alle birre d’Italia di Slow Food. In questi anni abbiamo formato più di 250 mastri birrai e birraie. Sostenere questa Guida significa valorizzare il mondo della birra artigianale fondato su qualità, competenze, sperimentazione e attenzione alla filiera. Condividiamo con Slow Food l’impegno nella formazione e nella diffusione di una visione del settore brassicolo capace di coniugare innovazione, sostenibilità e valore per i territori».
Passiamo ora ai riconoscimenti dedicati all’offerta di birre nelle due forme classiche iniziando dal premio Migliore selezione di birre in bottiglia assegnato a Galaxy Beer Shop di Rubiera (Re). Il perché di questo attestato non lascia dubbi, qui oltre alla vendita si fa anche educazione: “I beer shop continuano a essere un importante riferimento per il consumatore appassionato che voglia allargare il proprio bagaglio di conoscenze o per quello occasionale che vuole avvicinarsi alla birra. Se oltre ad avere una selezione scelta con cura si organizzano continui incontri con i birrai provenienti da tutta Italia, questi due ruoli sono svolti con ancora maggior impatto”. Una buona birra per essere apprezzata sino in fondo ha bisogno di un bicchiere adatto come sottolinea Mara Ferri, Responsabile Marketing e Sviluppo di Rastal: «La collaborazione tra la Guida alle birre d’Italia e Rastal nasce dalla stessa visione: il bicchiere giusto non serve solo a bere, serve a valorizzare l’esperienza di degustazione. La Guida seleziona le migliori birre d’Italia per raccontare la storia di un territorio, di un mestiere, di una scelta».
“Un tempo la qualità della selezione di birre alla spina di un locale si misurava dal numero di spine. Oggi a fare la differenza è la capacità del publican di avere una selezione fatta con cura, personalità, attenzione al territorio e alle novità. Proprio quello che avviene in questo pub di Catania”. Con queste parole è stato introdotto il premio per la miglior selezione di birre alla spina al pub Glamour Hoppe di Catania consegnato da Roberto Zini, Presidente Pro Brixia: «Condividiamo pienamente i valori di Slow Food: attenzione alla qualità, alle filiere, alla cultura del prodotto e alla crescita consapevole del settore. Brescia ha tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento nazionale della birra artigianale, anche attraverso eventi e iniziative di respiro internazionale».
Naturalmente non poteva mancare un riconoscimento al sidro. La Guida, dal 2023, dedica un importante spazio a questa bevanda, a conferma che l’attenzione rivolta ai fermentati di mela in Italia è in grande crescita, al punto da poter contare su prodotti di grande qualità e consolidate tradizioni che stanno conquistando un pubblico in costante aumento. Con una forte presenza in Trentino, Alto Adige Südtirol, Valle d’Aosta e Piemonte, si può dire che il bacino di produzione sta crescendo in tutta la penisola.
Il premio Miglior Progetto Sidro è stato assegnato ad Apple Blood Cider and Perry di Terre d’Adige (Tn): “Apertura, diffusione della cultura del sidro, condivisione e qualità: sono questi i valori che vengono portati avanti con convinzione, scommettendo sulla crescita, anche internazionale, di un prodotto che si sta ritagliando un futuro sempre più luminoso”. L’attestato è stato consegnato da Giuliana Daniele, Presidente di Slow Food Lombardia, che presenta le attività dell’associazione nella regione e si concentra sulla centralità della filiera evidenziando l’importanza di alcuni progetti di Slow Food, come Slow Beans (il cui incontro nazionale si tiene in autunno proprio a Brescia) Slow Mays, Slow Grains e della neonata Slow Rice.
Una curiosità che arriva proprio da Brescia. Oggi è stata presentata Slow Beer, realizzata dagli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri E Ristorazione “Andrea Mantegna”, uno dei pochi istituti alberghieri ad apparire tra i locali dell’Alleanza Slow Food. Un prodotto frutto della collaborazione tra Slow Food e le comunità del Brolo di Sant’Anna, che è un orto sociale di Brescia, la comunità delle Limonaie dell’Alto Garda e la comunità del Farro di San Paolo. «Un simbolo di cosa vuol dire Slow Food: dialogo tra gli operatori e le comunità per un prodotto buono, pulito e giusto», conclude Lorenzo Economo, responsabile di Slow Food Terre Acque Bresciane.
Oltre all’apporto fondamentale e alla competenza dei 128 collaboratori e dei due coordinatori, la Guida alle birre d’Italia 2027 è realizzata anche grazie al sostegno di cinque realtà vicine a Slow Food che credono nella valorizzazione e nella crescita del settore della birra artigianale: CIAL, Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio; GAI Macchine, realtà leader nel proprio settore e punto di riferimento per l’imbottigliamento e confezionamento di vino, birra e altre bevande; PROBRIXIA, Azienda speciale della Camera di Commercio di Brescia; Quality Beer Academy, progetto di Radeberger Gruppe Italia per la divulgazione e promozione della cultura della birra, per diffondere un consumo consapevole e informato; RASTAL, leader mondiale nella creazione, produzione e decorazione di glassware professionale per il settore beverage; ITS Academy Agroalimentare Piemonte è un istituto ad alta specializzazione tecnologica post-diploma gratuito che propone, tra gli altri, un corso per diventare mastro birraio; Smartbox, Smartbox a partire dal 2024 ha realizzato un nuovo set di proposte legate a Osterie d’Italia, che consentono di regalare un pranzo o una cena, anche con pernottamento, nei locali segnalati nella guida di Slow Food Editore. Ora il progetto si estende al mondo della birra artigianale.