
copertina nuovo libro

Francesco Di Cesare
Destagionalizzazione, delocalizzazione, tecnologia, sostenibilità, overtourism. Il turismo è sempre più al centro del dibattito non solo tra gli addetti ai lavori ma anche nelle conversazioni quotidiane, nei titoli dei giornali, nei programmi elettorali.
Eppure, con la crescita dell’attenzione aumenta anche il rischio di affrontarlo in modo superficiale, con slogan, semplificazioni e letture ideologiche che rischiano spesso di creare cortocircuiti e di proiettare ombre su un fenomeno che, invece, dovrebbe essere considerato in primo luogo come veicolo di conoscenza, crescita non solo economica e persino di pace.
È da questa constatazione che nasce “Ma quale turismo. Riflessioni, considerazioni e qualche informazione su un fenomeno amato (e qualche volta odiato) da tutti”, il nuovo volume di Francesco di Cesare edito da McGraw Hill che si propone di fornire un contributo di pensiero al tentativo di dare un peso e una prospettiva ad alcune tra le questioni principali dell’agenda turistica.
Secondo di Cesare, troppo spesso la centralità del turista nelle dinamiche di destination management è stata sottovalutata se non, addirittura, non compresa. Da qui la provocazione dell’autore di indicarlo come il vero destination manager da riportare al centro delle riflessioni e alla base delle decisioni riguardanti ogni azione di progettazione, gestione e promozione dell’offerta turistica.
Nell’analisi dell’autore, inoltre, molte delle criticità oggi attribuite al turismo non derivano dal fenomeno stesso ma dalle difficoltà di governarne la crescita attraverso politiche gestionali e strumenti operativi adeguati a dinamiche sempre più complesse.
Il volume raccoglie spunti e riflessioni di oltre trent’anni di attività ed esperienza dell’autore all’interno della macroindustria turistica e affronta alcune delle questioni principali che oggi occupano le agende di destinazioni, istituzioni, aziende e operatori.
Dalla destagionalizzazione alla delocalizzazione, dal dilemma dei troppi o troppo pochi turisti alla sostenibilità ambientale. E ancora, dalla capacità di spesa del turista all’escursionismo, dall’effettivo contributo di alcune nicchie di mercato agli ambiti di applicazione dell’intelligenza artificiale, fino al ruolo centrale della formazione per l’evoluzione del comparto.
Tredici capitoli dedicati ad altrettanti ambiti di interesse che riportano il confronto su numeri, dati e analisi, per poter ragionare nel concreto sulle dinamiche turistiche del nostro Paese così come di altre destinazioni internazionali, smettendo di evocare scenari e obiettivi difficilmente raggiungibili senza un piano strategico realmente sviluppabile.
Non un manuale operativo ma un saggio di analisi e visione sul turismo pensato per chi, quotidianamente, deve prendere decisioni e confrontarsi con le sfide presenti e future di un comparto che, oggi più che mai, richiede competenze, metodo e chiavi di lettura per comprendere la complessità dei fenomeni, tradurla in scelte consapevoli e generare valore e sviluppo per i territori.
“Ma quale turismo. Riflessioni, considerazioni e qualche informazione su un fenomeno amato (e qualche volta odiato) da tutti” è disponibile in tutte le librerie e sui principali store online.
a cura della redazione
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