La 28ma  edizione del Congresso Internazionale di Medicina Estetica Agorà, dal 15 al 17 ottobre 2026 all’Allianz MiCo South – Milano Convention  Centre: per tre giorni, 821 contributi scientifici di 566 relatori da 26 Paesi e 4 continenti.

La medicina estetica deve rispondere alle richieste emergenti, alle logiche del marketing o alla prova scientifica? Agorà risponde con il suo claim, ‘Evidence shapes aesthetics’ . Il claim di quest’anno, “Evidence Shapes Aesthetics”, è netto: è la scienza a dare forma all’estetica, non il contrario. L’appuntamento arriva il giorno dopo la presentazione, in AGENAS a Roma, della 1a Giornata Nazionale per la Sicurezza delle Cure in Medicina Estetica, promossa da Agorà e dedicata ai cittadini.

In programma 140 sessioni con workshop, dissezioni anatomiche e live injection.

“La crescita del congresso racconta quella della rete che lo sostiene» commenta il dottor Claudio Plebani, segretario generale di Agorà. «Tra collaborazioni e patrocini ci affiancano 22 società scientifiche, dalla chirurgia plastica alla dermatologia e alla ginecologia”.

“Arrivano colleghi dalla Corea del Sud come dal Brasile, insieme a una faculty internazionale di alto livello, tra cui l’anatomista Sebastian Cotofana e i chirurghi plastici Ali Pirayesh e Henry Delmar dichiara il professor Maurizio
Cavallini, specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, presidente di Agorà. È un confronto che mette esperienze diverse sullo stesso piano e le misura con gli stessi criteri” ha dichiarato oggi durante la conferenza stampa di apertura tenutasi  presso l’Allianz MiCo South – Milano Convention Centre.

All’incontro, moderato dalla referente e responsabile dell’Ufficio Stampa e Media Relations di Agora servizi SRL  Raimonda Boriani, hanno partecipato anche  numerosi  relatori tra cui tra gli altri,  il dottor Claudio Plebani, segretario generale di Agorà , la professoressa Magda Belmontesi,  la professoressa Nadia Tamburlin, co-direttrice della Scuola Superiore Postuniversitaria di Medicina Estetica di Agorà  e il dottor Mario Mariotti, co-direttore della Scuola.

La scienza come criterio

Una tecnica o un dispositivo entrano nella pratica clinica quando dimostrano un beneficio reale, non quando diventano popolari: la novità, da sola, non è un’indicazione medica”, ha osservato  Cavallini.

La persona prima del trattamento

“Dall’anatomia come base della sicurezza, nel 2024, alla precisione nel 2025, fino all’evidenza di oggi: il nostro percorso mette al primo posto la persona. La medicina estetica è cura responsabile dell’immagine di sé: ascoltare, misurare gli esiti riferiti dal paziente e saper dire di no fanno parte della valutazione clinica, quanto l’esame obiettivo”. Ha tenuto a sottlineare afferma la professoressa Belmontesi,

” Durante l’Open Stage di sabato, si svolgerà un’attività pratica chiamata Emergency Lab, organizzata con la collaborazione di SIMED, Società Italiana di Medicina e Divulgazione Scientifica. Lo scopo è formare i medici a riconoscere e gestire eventuali emergenze che possono verificarsi in ambulatorio, insegnando anche tecniche di rianimazione cardiopolmonare e l’uso del defibrillatore. Quest’anno Agorà è stata riconosciuta “Centro di riferimento del Ministero della Salute per la gestione delle complicanze correlate all’impiego di filler”, ha spiegato  Cavallini.

Formazione e responsabilità

La SMIEM, la scuola di Agorà, compie quarant’anni: percorso quadriennale, almeno 200 ore di tirocinio, oltre 1.500 diplomati.

“Quarant’anni di Scuola significano una garanzia per il paziente: dietro ogni trattamento ci deve essere un medico che ha studiato, si è esercitato sotto la guida di tutor e haimparato a gestire le complicanze. La sicurezza non si improvvisa, si insegna»” ha dichiarato con orgoglio misto a soddisfazione  la professoressa Nadia Tamburlin.

“La domanda di medicina estetica cresce, e con essa l’offerta improvvisata. La risposta è la formazione: un percorso quadriennale con almeno 200 ore di tirocinio assicura al paziente un professionista capace di valutare, prima ancora che di trattare” le ha fatto eco   il dottor Mario Mariotti.

“La responsabilità passa anche dalla comunicazione .Al congresso presentiamo un position paper sull’autoregolamentazione dei contenuti social: niente “prima/dopo” manipolati né promozioni commerciali, immagini
create con l’IA sempre dichiarate”. Ha, poi concluso il Dr. Plebani.

Agorà 2026 si apre così: con la scienza e un metodo che non si considera mai concluso, un’evidenza alla volta.

 

Agorà – Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico è una Società Scientifica fondata nel 1984 dal professor Alberto Massirone, oggi presieduta dal professor Maurizio Cavallini. Accreditata dal Ministero della Salute, è
affiliata alla FISM e membro fondatore del Collegio Italiano delle Società Scientifiche di Medicina Estetica. Agorà è promotrice del Congresso Internazionale di Medicina Estetica dal 1998 e gestisce la Scuola SMIEM, Scuola Superiore Postuniversitaria di Medicina Estetica, attiva dal 1986 e accreditata nel programma ECM. Da oltre quarant’anni rappresenta un punto di riferimento per l’aggiornamento medico-scientifico, la ricerca e la promozione di qualità, sicurezza ed etica nella medicina estetica, con l’obiettivo di orientare la pratica clinica verso modelli sempre più responsabili e basati su evidenze.

a cura della redazione

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Si apre oggi la 28esima edizione del Congresso internazionale di medicina estetica Agorà - (Logo)
Si apre oggi la 28esima edizione del Congresso internazionale di medicina estetica Agorà

La medicina estetica deve rispondere alle richieste emergenti, alle logiche del marketing o alla prova scientifica? Agorà risponde con il suo claim, ‘Evidence shapes aesthetics’. Si apre oggi la 28esima edizione del Congresso internazionale di medicina estetica Agorà, dal 15 al 17 ottobre all’Allianz MiCo South – Milano Convention Centre, con 821 contributi scientifici, 566 relatori da 26 Paesi e 4 continenti. Ieri, in Agenas a Roma – informa una nota – è stata presentata la prima Giornata nazionale per la sicurezza delle cure in medicina estetica, dedicata alla tutela della salute, alla prevenzione del rischio clinico e alla diffusione di una maggiore consapevolezza tra i cittadini che si avvicinano ai trattamenti medico-estetici.

Cosa significa che l’evidenza dà forma all’estetica? “Per anni ci si è chiesti cosa si potesse fare. Oggi la domanda giusta è: su quali dati lo facciamo, e per quale paziente – spiega Maurizio Cavallini, specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, presidente di Agorà – Un dispositivo nuovo o una ‘tecnica virale sui social’ non sono di per sé un’indicazione. Lo diventano quando le evidenze dimostrano un beneficio reale e un rischio accettabile per quella persona, con quella anatomia”. “La medicina estetica lavora sull’immagine di sé, ed è lì che va misurata – afferma Magda Belmontesi, specialista in Dermatologia e venereologia, vicepresidente di Agorà – La tutela comincia quando il paziente sa distinguere una visita da una proposta commerciale. Un medico che ascolta, spiega le alternative e sa dire di no è la prima garanzia di un buon esito”. Chi trasmette il metodo? Una comunità di medici e ricercatori, si legge. Al congresso collaborano 22 società scientifiche. E la Smiem, la scuola di Agorà, compie quarant’anni: “Percorso quadriennale, almeno 200 ore di tirocinio, oltre 1.500 diplomati”, ricordano i co-direttori, Nadia Tamburlin e Mario Mariotti.

La Giornata mondiale per la sicurezza dei pazienti è stata istituita dall’Oms nel 2019 e cade il 17 settembre, la stessa data in cui l’Italia celebra la Giornata nazionale per la sicurezza delle cure. La medicina estetica ne era rimasta fuori – ricorda la nota – perché si svolge quasi tutta in studi privati, lontano dall’ospedale dove la cultura del rischio clinico è nata. Da quest’anno ha una data sua: il 14 ottobre. Cosa può fare il cittadino? Seguire il decalogo diffuso da Agorà: 10 verifiche su chi esegue il trattamento, dove e come. E per i dubbi c’è l’Help Desk gratuito della società scientifica. “Se qualcosa va storto, Agorà, riconosciuto quest’anno come ‘Centro di riferimento del ministero della Salute per la gestione delle complicanze correlate all’impiego di filler’, accoglie pazienti e medici”, precisa Cavallini. Al congresso arriva anche un Position paper sull’autoregolamentazione della comunicazione social anche per i medici: niente ‘prima/dopo’ manipolati né sconti, immagini create con l’Ai sempre dichiarate. “Il decalogo dice al paziente cosa verificare, il Position paper dice al medico cosa non fare: sono due facce dello stesso patto – chiosa Claudio Plebani, segretario generale di Agorà – Le regole esistono già, ma circolano meno dei risultati mostrati sui social. Una giornata nazionale e un documento di autoregolamentazione: la sicurezza delle cure in medicina estetica passa da entrambi”.

Written by giovanni47

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