La Fondazione MACC

presenta

LABORATORIO MEDITERRANEO

Elodie Seguin, Andreco

Gli artisti parte del nuovo ciclo di residenze internazionali della Fondazione

presentano i loro progetti sviluppati durante la loro permanenza a Calasetta

sabato 28 giugno, ore 19.30

MACC – Museo d’Arte Contemporanea Calasetta

Via Savoia 2 – 09011 Calasetta (SU)

www.fondazionemacc.it


Porto di mare al centro del Mediterraneo, crocevia di culture, spazio di sperimentazione, il Museo MACC nel cuore di Calasetta presenta sabato 28 giugno i lavori degli artisti Elodie Seguin (Parigi) e Andreco (Roma) realizzati nell’ambito del programma di residenza artistica LABORATORIO MEDITERRANEO.

Progetto pluriennale di residenze artistiche internazionali, diretto da Claude Corongiu con la supervisione di Efisio Carbone, LABORATORIO MEDITERRANEO è realizzato con il contributo della RAS – Regione Autonoma della Sardegna – Legge Regionale 21 febbraio 2023, n.1 (Legge di Stabilita) art. 1, comma 3. Cuore del programma è il Museo MACC di Calasetta, un luogo di confine, spazio ideale dove tracciare nuove rotte creative e cornice ideale per gli artisti, invitati a sviluppare le loro ricerche immersi nell’atmosfera unica di questo luogo.

Il lavoro di Elodie Seguin ripercorre la sua esplorazione tra pittura, scultura e installazione in-situ, lavorando con elementi semplici, monocromatici, mai fissi ma sempre in relazione con lo spazio. Le sue composizioni, silenziose e precise, sembrano più appoggiate che costruite, lasciando che il vuoto, le pareti e il pavimento diventino parte attiva dell’opera, mostrando una chiara affinità con la tradizione minimalista. Il suo interesse teorico e percettivo per il colore la collega anche alla tradizione moderna della pittura, da Mondrian a Malevich.

Andreco approfondisce la sua ricerca sulla gestione sostenibile e nature-based delle risorse, traducendo concetti scientifici in forme visive essenziali. Il suo lavoro si è concentrato sul dialogo tra spazio urbano e paesaggio naturale, tra umano e non-umano, dando vita a disegni, installazioni e simboli che evocano sistemi ecologici, flussi idrici e cicli climatici. Un approccio che fonde rigore scientifico e visione poetica, in equilibrio tra analisi e contemplazione.

LABORATORIO MEDITERRANEO è un incubatore di creazioni site-specific che promuove visioni complesse transnazionali e un programma di interventi di valorizzazione artistica e territoriale, nell’ambito del quale il museo e il territorio lavorano con artisti provenienti da tutto il mondo.

Ogni residenza si conclude con una rielaborazione artistica di questo legame volta alla valorizzazione degli elementi identitari locali, presenti in ogni opera nata in questo contesto, e che ciascun artista porta via con sé. L’esperienza viene infatti riportata anche nei paesi d’origine degli artisti, contribuendo così alla promozione della Fondazione MACC, del suo contesto culturale e del programma.

Elodie Seguin è nata nel 1984 a Parigi, Francia, dove vive e lavora.

Definisce un approccio unico alla pittura, in cui esplora la relazione tra diversi oggetti dipinti, così come la loro organizzazione all’interno e in rapporto con lo spazio espositivo. La sua pratica si muove tra scultura, pittura e installazioni in-situ. Spesso, gli elementi delle sue opere, costituiti da materiali come legno, carta, MDF o cartone, non sono uniti tra loro ma semplicemente appoggiati uno sull’altro o affiancati, poggiati alle pareti della galleria o direttamente sul pavimento, solitamente dipinti in colori monocromatici che sfidano ogni categorizzazione. Il lavoro di Seguin mostra un’evidente affinità con la tradizione minimalista. Il suo interesse teorico e fenomenologico per il colore come dimensione della percezione collega inoltre il suo approccio a una tradizione moderna della pittura iniziata con Mondrian e Malevich.

Elodie Seguin ha ricevuto diversi premi e partecipato a residenze, tra cui presso la Fondazione MACC, Calasetta, Italia nel 2025; Casa Velázquez, Madrid, Spagna nel 2023; Interface, Digione, Francia nel 2021-2022; FLACC, Genk, Belgio nel 2021-2022; Lafayette Anticipations, Parigi, Francia nel 2014; MACRO Roma, Italia nel 2012; e alla Cité internationale des arts a Parigi, Francia, dal 2011 al 2013.

Progetti e mostre personali recenti includono The Missing Thing, Galerie Jocelyn Wolff, Parigi-Romainville, Francia, 2022; Yes, Not, MACBA, Buenos Aires, Argentina, 2019; hall painting (Wall work), L40/Kunstverein am Rosa-Luxembourg-Platz, Berlino, Germania, 2019; Debout Derrière Scène Ouverte, Centre Culturel Français, Milano, Italia, 2011.

Andrea Conte (Andreco), direttore di studio Andreco, (www.andreco.org ) è un artista visivo che unisce una formazione scientifica, laurea e dottorato in Ingegneria Ambientale, collaborazioni post dottorato con Università di Bologna e Columbia University di New York, sulla gestione nature-based e sostenibile delle risorse in diverse condizioni climatiche, con un percorso artistico che investiga i rapporti tra spazio urbano e paesaggio, tra umano e non-umano, realizzando progetti che vanno a comporre un’unica ricerca multidisciplinare. Tra questi Climate Art Project ( www.climateartproject.com ) progetto tra arte e scienza itinerante sulla giustizia Climatica e Sociale; Flumen, progetto complesso sulla capacità dei corpi idrici di autorigenerarsi e sul loro valore simbolico ed artistico. Andrea Conte utilizza un linguaggio di sintesi, simbolico e concettuale, servendosi di diverse tecniche di rappresentazione: installazioni, performance, scultura, video, pittura, pittura murale e progetti d’arte pubblica. Partecipa a mostre, Biennali e festival a livello internazionale.

Selezionato per il grant Italian Council 13, ambito ricerca 2024, per il Gran Tour d’Italie del MIC 2019, vincitore del Premio Speciale del “Talent Prize 2017” al Museo Macro di Roma e, nel 2016, Vincitore di Jazzi, il concorso di idee per la rigenerazione rurale. Le sue opere Flumen e Aula Verde (Tree Room) sono state recentemente pubblicate sulla rivista NATURE, Scientific Reports, come esempio di lavoro tra arte scienze ed ecologia per la giustizia climatica (2024).

Gli artisti invitati in residenza per la primavera 2025 sono: Alexa Hoyer (nata ad Amburgo, vive e lavora a New York), Adrián S. Bará (nato a Città del Messico, vive e lavora a New York), Leo Marz (nato a Zapopan, in Messico, vive e lavora a Monterrey), Andrej Dubravsky (nato a Nové Zámky, Slovacchia, vive e lavora tra Rastislavice e New York), Elodie Seguin (nata a Parigi, dove vive e lavora), Andreco (Andrea Conte, nato a Roma, dove vive e lavora) e Daniele Di Girolamo (nato a Pescara, dove vive e lavora) vincitore del Premio Ettore e Ines Fico e Premio MACC in occasione di Artissima 2024, e Zehra Doğan (Diyarbakır, Turchia, 14 aprile 1989).

Dal 2023 Laboratorio Mediterraneo ha avuto in residenza: Cristian Chironi (Nuoro, vive e lavora tra Bologna e Città del Messico); Andrea Contin (Padova, vive e lavora a Milano); Satoshi Hirose (Tokyo, vive e lavora a Milano e a Tokyo); Andrea Kvas (Monfalcone, vive e lavora a Milano); Ruben Montini (Oristano, vive e lavora a Torino); Rafa Munárriz (Tudela, vive e lavora a Madrid); Aryan Ozmaei (nata a Tehran, vive e lavora a Firenze); Romy Pocztaruk (Porto Alegre, vive e lavora a San Paolo del Brasile); Omar Rodríguez-Graham (Messico, vive e lavora a Città del Messico); Sasha Roshen (Kharkiv, vive e lavora a Kyiv); Victor Santamarina (Madrid, vive e lavora ad Amsterdam); Maria Giovanna Zanella (Schio, vive e lavora tra Milano e Venezia); Corpi 2.0 con gli artisti Andrea Contin, Teresa Antignani e Sara Terracciano, Penzo+Fiore.

a cura della redazione

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Written by giovanni47