

Nel suo intervento introduttivo Paolo Monfermoso, responsabile di Filo, ha ricordato due date: il 1994 della prima edizione e il 2025 con la scelta di Fiera Milano Rho quale sede espositiva.
Sono due date che segnano il processo di costante crescita di Filo e gli importanti numeri raggiunti. Oggi la fiera ha 109 espositori di cui 68 italiani e 41 stranieri, provenienti da sedici nazioni: Austria, Cina, Egitto, Finlandia, Francia, Giappone, India, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svizzera, Taiwan, Turchia, Usa, Uzbekistan.
Paolo Barberis Canonico, presidente dell’Unione Industriale Biellese, si è soffermato su due concetti. “Il primo – la sostenibilità – va letto non come un’imposizione, ma come un grande vantaggio competitivo che noi aziende italiane ci siamo guadagnate con investimenti e impegno imprenditoriale e che adesso dobbiamo far valere sui mercati. Il secondo concetto è l’aggregazione: le nostre industrie sono aggredite da sistemi economici – non singole aziende – strutturati e ben organizzati. La risposta a questa aggressione è associarci: dobbiamo rinunciare a una piccola parte di sovranità aziendale per ottenere obiettivi molto più grandi”. Barberis Canonico ha concluso il suo intervento con un “invito agli imprenditori a essere più propositivi, anche verso il legislatore, e a partecipare in maniera attiva ai vari tavoli tecnici, la sede migliore dove esporre proposte, idee e obiettivi del settore”.
La parola è poi passata a Elena Chiorino, Vicepresidente di Regione Piemonte: “Filo è molto più di una fiera: è una vetrina internazionale che conferma il Piemonte e l’Italia come punto di riferimento per il tessile di qualità. – ha sostenuto la Vicepresidente – Innovazione, sostenibilità e legalità non sono slogan, ma i pilastri su cui costruire il futuro del Made in Italy, e Filo dimostra come il nostro sistema produttivo sappia tradurli in progetti concreti. Oggi più che mai è necessario un approccio serio alla circolarità capace di trasformare la sfida del riuso dei materiali in un’opportunità di crescita. Come Regione siamo al fianco delle imprese che investono su qualità, competenze e creatività: è questa la strada per rafforzare la competitività internazionale e garantire lavoro e sviluppo per i nostri territori. Non a caso il tessile piemontese sarà protagonista anche al Padiglione Italia dell’Expo di Osaka, con l’evento “Antichi telai, nuove visioni: Piemonte e Giappone uniti in nome di un tessile sostenibile”, un’occasione unica per raccontare al mondo la forza innovativa delle nostre radici” ha concluso Chiorino.
Nel suo videomessaggio di saluto, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito come “Filo sia ormai un evento imprescindibile per il tessile Made in Italy. Davanti a noi abbiamo la sfida delle filiere circolari, il governo la affronta con con politiche e iniziative che capaci di generare valore economico. Sono certo che anche stavolta il settore tessile non solo saprà affrontare la sfida, ma la utilizzerà per rafforzare la propria leadership nei mercati di tutto il mondo”.
La tavola rotonda è stata al centro della seconda parte dell’evento di inaugurazione di Filo64. Nella sua introduzione, Laura Ricardi – che ha moderato la discussione – ha richiamato l’attenzione su un “tessile che sta cambiando molto e che si trova oggi in una situazione congiunturale non brillante. Ci sono però segnali di miglioramento che confermano la solidità di un sistema che ha tutti i giusti presupposti per affrontare con successo le sfide di innovazione, sostenibilità e legalità”.
Ricardi ha quindi passato la parola a Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, che ha voluto mettere ancora una volta l’accento sulla necessità di difendere la filiera tessile made in Italy, facendo leva sulla legalità: “Senza trasparenza, rispetto delle regole e tutela delle persone e del lavoro non può esserci né innovazione né sostenibilità: la legalità è dunque uno dei pilastri necessari del Made in Italy. Difendere la filiera legale significa difendere la qualità, l’etica e la reputazione internazionale del nostro settore. Come Confindustria Moda lavoriamo ogni giorno per sostenere le imprese che investono in questi valori, perché la legalità non è un costo, ma un vantaggio competitivo che tutela le aziende sane e rafforza l’intero sistema-paese. Il futuro del Made in Italy sarà sempre più intrecciato con legalità, sostenibilità e innovazione: questa è la nostra sfida e, al tempo stesso, la nostra più grande opportunità per continuare a rendere la moda italiana un punto di riferimento nel mondo. Filiera e brand devono essere compatti nella difesa di questi valori”.
Per Francesca Rulli, Co-founder Ympact e Founder 4sustainability: “La moda sostenibile non è più una scelta, ma una responsabilità condivisa. Strumenti come la tracciabilità, il passaporto digitale e la misurazione di rischi e impatti ambientali e sociali stanno trasformando le filiere, rendendole più etiche, trasparenti e competitive.
Dopo una fase iniziale più disordinata, la transizione si sta consolidando su priorità chiare e sta assumendo una dimensione sistemica.
In un Paese come l’Italia, dove know-how, responsabilità e innovazione sono da sempre fattori distintivi, questo approccio strutturato è partito ormai da anni: con Ympact oggi sono 3500 le aziende italiane che hanno avviato la valutazione dei rischi e misurazione degli impatti ESG e oltre 300 quelle che hanno scelto di sostenere verifiche periodiche sul loro livello di implementazione con Assurance 4sustainability.
L’approccio sistemico sta crescendo e questo facilita i brand nella scelta di partner per la produzione sostenibile, rappresentando un’opportunità per rafforzare l’efficienza dei processi e il posizionamento del nostro sistema produttivo”.
Giovanni Marchi, presidente MagnoLab, ha invece sottolineato come “L’innovazione genera valore quando è collaborativa e sistemica.
In MagnoLab connettiamo expertise specialistiche lungo l’intera filiera per trasformare le intuizioni in soluzioni pronte all’applicazione: questa è la convinzione da cui siamo partiti e l’esperienza ci conferma che i progetti si sviluppano meglio in un network capace di valorizzare la specificità di ogni attore e la sua complementarità con il resto della rete.
Il nostro invito alle imprese che desiderano affrontare i temi dell’economia circolare è di incontrarci e di progettare insieme nuove vie di sostenibilità, per il settore tessile e non solo”.
Infine, Mauro Chezzi, Vicedirettore Confindustria Moda e Referente associativo Retex.Green, si è soffermato sulle regole europee: “Per la filiera tessile/moda, il percorso normativo per la transizione sostenibile è confermato in tutte le tappe fondamentali.
È di questi giorni la notizia che il Parlamento europeo ha approvato l’introduzione dell’obbligo per gli Stati membri di istituire regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR) per il settore tessile.
La Commissaria Ue all’economia circolare ha spronato gli Stati membri a non attendere i 20 mesi previsti dalla direttiva per le implementazioni nazionali.
Su questo l’Italia è già avanti: la bozza di decreto è già in predisposizione e se ne prevede la pubblicazione in Gazzetta ufficiale entro l’anno.
Ciò significa che si avvicina rapidamente il momento in cui i produttori dovranno farsi carico della concreta gestione della raccolta, selezione e riciclo dei rifiuti tessili. Retex.green sta già definendo il proprio modello operativo.
L’invito che mi sento di fare è di prepararsi a sfruttare le opportunità che si prospettano.
In concreto, è una mossa vincente prendere parte alle attività del Consorzio per essere aggiornati sui nuovi adempimenti, comprendere le ricadute della nuova normativa sulla propria operatività e partecipare alle scelte sul nuovo assetto regolamentare”.
La 64a edizione di Filo si svolge il 23 e 24 settembre 2025 a Fiera Milano Rho, Padiglione 14.
a cura della redazione
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