




Per celebrare il trentesimo anniversario di Galleria Gaburro, una mostra collettiva trasforma lo spazio della Galleria di Milano in un teatro delle idee, una festa corale con cui la narrazione sonda e indaga lo status del ruolo del gallerista.
Fondata nel 1995 da Giorgio Gaburro, la galleria nasce fuori dai circuiti tradizionali in provincia di Vicenza e muove i primi passi in un contesto che subito rivela la sua ostinata indipendenza: il suo stile è caratterizzato da un’attitudine al rischio, alla precisione ossessiva come forma di apprendimento dall’errore, al pensare l’arte come terreno vivo dove coltivare il dubbio.
Nel 1998 la Galleria si sposta a San Bonifacio per approdare, nel 2002, a Verona e nel 2021 nella sua seconda sede di Milano.
Da quel momento in poi affiancato da Cecilia Gaburro, sua figlia.
Giorgio Gaburro si è formato grazie anche all’amicizia con Emilio Mazzoli e si è affiancato, nel corso di questi lunghi decenni, ai più importanti curatori dello scenario nazionale ed internazionale: Achille Bonito Oliva, Eugenio Viola, Marco Bazzini, Giacinto di Pietrantonio, Lorand Hegyi, Luca Beatrice e Danilo Eccher sono solo alcuni dei nomi con cui il gallerista ha collaborato.
A trent’anni dalla sua fondazione, Galleria Gaburro celebra la sua storia con un progetto espositivo che è, prima di tutto, un racconto: un’azione teatrale in tre atti, curata da Matteo Scabeni, dove la voce del gallerista si intreccia con quelle degli artisti, in un confronto continuo tra passato, presente e possibilità future.
Giorgio Gaburro. Trent’anni di Galleria non è una mostra celebrativa nel senso convenzionale: è una messa in scena, una rappresentazione corale, un’architettura narrativa suddivisa in tre sezioni, secondo la struttura classica della tragedia
greca – ciascuna abitata da dialoghi inediti e aperti. Riprendendo il numero di artisti della prima mostra veronese, dedicata ai Vizi Capitali, sette artisti sono stati invitati a costruire un confronto con altrettanti artisti a loro insindacabile scelta.
Perciò, sette coppie di artisti mettono in relazione opere, linguaggi e visioni, creando un movimento continuo tra armonia e dissonanza.
Si costruisce una nuova tensione in cui non sono più i vizi – quasi un beffeggiare sia l’artista che il gallerista – ma dialoghi; non categorie morali, ma relazioni.
Un percorso che non solo chiude un ciclo ma ne apre uno nuovo mostrando la grande ricerca, oggi, di Giorgio e Cecilia Gaburro.
Le opere di Liu Bolin e JR, Marco Cingolani e Andrea Mastrovito, Emilio Isgrò e Ferdinando Scianna, Iain Andrews e Leyla Cardenas, Jan Fabre e Marina Abramović, Daniel Spoerri e Ruben Montini, Hermann Nitsch e Andrea Cusumano si rivelano come scene, apparizioni, testimonianze di una coralità fragile e potente, che trasformano la Galleria in spazio scenico, macchina tragica, corpo vivo.
La mostra è un atto di resistenza poetica contro l’oblio; una riflessione sull’identità mutevole delle gallerie d’arte – luoghi che hanno determinato intere epoche per poi svanire – ma anche un inno alla persistenza del gesto e della memoria, alla
necessità di continuare a credere che fare galleria significhi, ancora e sempre, coltivare il dubbio circa il senso stesso dell’arte.
La Galleria Gaburro compie trent’anni e, nel farlo, si mette nuovamente in discussione; celebra il proprio passato immaginando le nuove forme che il futuro potrà assumere.
In relazione alla mostra, verrà presentata una pubblicazione monografica che tratterà i trent’anni della Galleria dal punto di vista di una cronografia emotiva: una pubblicazione ibrida, in forma sia aneddotica che antologica, in cui convergeranno tutti gli stimoli e la vera forma dell’esistenza di una storia particolare e specifica.
La pubblicazione, curata da Matteo Scabeni, racchiuderà diversi testi di diversi autori accumulati nel corso della storia della Galleria, una ricca cronologia espositiva con immagini d’archivio, e una parte specifica dedicata alla mostra di celebrazione
dell’anniversario.
Giorgio Gaburro.
Trent’anni di Galleria.
Con opere di Marina Abramovic, Iain Andrews, Liu Bolin, Leyla Cardenas, Marco Cingolani, Andrea Cusumano, Jan Fabre, Emilio Isgrò, JR, Andrea Mastrovito, Ruben Montini, Hermann Nitsch, Ferdinando Scianna e Daniel Spoerri.
A cura di Matteo Scabeni
Opening
Mercoledì 8 ottobre 2025
Dalle ore 18.30 alle ore 21.00
Galleria Gaburro, Via Cerva 25, Milano.
Apertura al pubblico
Dal 9 ottobre 2025 al 10 gennaio 2026.
Orari di apertura: dal martedì al sabato 10:00 – 13:00 e 14:00 – 19:00.
Galleria Gaburro è stata fondata nel 1995 da Giorgio Gaburro, collezionista e mercante d’arte. Con due sedi, Milano e Verona, dal 2020 è co-diretta dalla figlia Cecilia.
La Galleria ha all’attivo produzioni, eventi, progetti espositivi e editoriali con artisti italiani e internazionali come Daniel Spoerri, Hermann Nitsch, Emilio Isgrò, Marco Cingolani, Danilo Bucchi, Jan Fabre e Liu Bolin.
Tra le istituzioni con cui ha collaborato, il MART di Rovereto, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Biennale di Venezia, Palazzo Ducale a Mantova, l’Università Bocconi di Milano,il MUDEC Museo delle Culture di Milano, la Galleria Borghese di Roma, la Reggia di Caserta, la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti di Verona, il Complesso del Vittoriano di Roma, la Galleria degli Uffizi e il Palazzo Vecchio di Firenze, il MAXXI di Roma e la Triennale di Milano.
Linea guida dell’attività è il concetto di Project Gallery: ogni progetto nasce dall’interscambio tra l’artista, il curatore e la galleria, ed è concepito ad hoc per gli spazi espositivi, privati o istituzionali, sempre coerenti con il messaggio e l’intervento dell’artista.
a cura della redazione
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