“Anche il mondo del marketing subirà un forte “scossone” dovuto alla rivoluzione comunicativa del Trumpismo e del mondo Maga. Quello che si sta verificando in politica avverrà anche nel marketing con una forte insofferenza per la validità dei canali tradizionali generalisti a favore di nuovi canali di comunicazione “alternativi” digitali molto individualizzati e insofferenti verso le regolamentazioni tradizionali della comunicazione di impresa”.
Intervenendo sabato 22 novembre alla terza edizione del “Customer Obsession Forum” organizzato da The European House – Ambrosetti e tenutosi al Grand Hotel Dino di Baveno sul Lago Maggiore, Klaus Davi, titolare dell’omonima agenzia di comunicazione ma anche autore di numerose inchieste giornalistiche, ha messo a fuoco gli effetti dei cambiamenti in atto della comunicazione politica sul marketing: “Viviamo un’epoca di forte disorientamento politico, sociale e mediatico, in cui crollano fiducia e legittimità dei “corpi intermedi” (stampa, istituzioni, authority, perfino sistemi di certificazione). I social e il web hanno accelerato questo terremoto: il caso Trump è l’emblema di un leader che cresce contro i canali tradizionali, usando direttamente la relazione con le persone”.
Questa una sintesi dell’intervento di Davi che è partito dall’idea di “esperienza positiva” come possibile nuova chiave del marketing inserendola in un quadro molto più ampio: viviamo un’epoca di forte disorientamento politico, sociale e mediatico, in cui crollano fiducia e legittimità dei “corpi intermedi” (stampa, istituzioni, authority, perfino sistemi di certificazione). I social e il web hanno accelerato questo terremoto: il caso Trump è l’emblema di un leader che cresce contro i canali tradizionali, usando direttamente la relazione con le persone.
Dentro questo scenario, l’esperienza positiva e il marketing esperienziale “approfittano” della crisi dei modelli classici: l’influenza non passa più solo dagli spot istituzionali, ma da persone che ci mettono la faccia, raccontano storie, costruiscono tribù – gli influencer, i brand personali, le community. È una dinamica ambivalente (con casi di abuso, scandali, fake experience), ma potente: il consumatore – anche giovane – è più scafato, sa che c’è un interesse commerciale, eppure continua a seguire chi gli offre narrazioni esperienziali credibili.
Davi lega poi il tema al green: la sostenibilità è stata una leva fortissima, soprattutto per i giovani, ma oggi è attaccata e politicizzata (il green “costa”, viene associato al “woke”, diventa terreno di scontro).
Secondo lui però non ha alternative e resisterà, a patto che entri in una fase 2: meno slogan, più capacità di raccontare in modo concreto e plastico cosa c’è dietro (investimenti, rigenerazione, scelte difficili). Qui l'”esperienza positiva” diventa l’evoluzione naturale del green: non solo dire “sono sostenibile”, ma far vivere e narrare esperienze che rendono tangibile quella scelta.
L’Italia, in tutto questo, è strutturalmente avvantaggiata: è un Paese emozionale, traboccante di storie, luoghi, cibo, stile di vita, Made in Italy. L’esperienza è già al centro del modo in cui il mondo ci percepisce; il tema è imparare a orchestrarla e raccontarla meglio. Ma Davi invita anche alla prudenza: in un’epoca di attacco alle élite e di crisi delle authority, le aziende dovranno cercare nuove vie di credibilità – meno proclamazioni etiche dall’alto, più fatti, coerenza, rapporto diretto e rispettoso con le persone.
L’esperienza positiva diventa così non solo leva di marketing, ma possibile via di fuga per tenere insieme fiducia, brand e consenso in un sistema che cambia.
Al “Customer Obsession Forum-Oltre la siepe. Dall’Experience Management all’Economia delle Esperienze Positive” hanno partecipato, oltre a Marco Grazioli (presidente di The European House – Ambrosetti), Maurizio Besozzi (fondatore e leader del Customer Obsession Circle); Paolo Iabichino, scrittore pubblicitario e pioniere del “marketing umanistico; Cesare Galli, ordinario di diritto industriale all’Università di Parma e fondatore di IP Law Galli; Emiliano Poddi, scrittore e docente di storytelling alla Scuola Holden di Torino; Mauro Magatti, sociologo ed economista, tra i principali studiosi del rapporto tra economia, libertà e responsabilità sociale; Carlo Alberto Carnevale Maffé, economista, docente di strategia e pensatore del nuovo capitalismo; Marisandra Lizzi, autrice di Lettera a Jeff Bezos, per oltre 20 anni in prima linea nella comunicazione di Amazon; Stefano Firpo, direttore generale di Assonime_; Luca Mascaro, chief innovation officer di BIP e fondatore di Sketchin; Alberto Ravizza, direttore generale, Acrobatica Group; Nicoletta Basile, core services country initiative leader di IKEA; Alberto Federici, chief marketing officer di Unipol Assicurazioni; Daudo Vali, vice-president customer experience di DHL Express Italy; Diane Magers, già CEO di CXPA – Customer Experience Professionals Association; Giuseppe Riva, direttore dello Human Technology Lab dell’Università Cattolica; Michele Albertini, sales director di Indigo.AI; Simone Raimondi, IT manager di Flou; Davide Ferrante, digital product manager di Yves Rocher; Emanuele Riva, chair dell’International Accreditation Forum e vice direttore generale di Accredia; Luca Montecchi, head of marketing di Great Place to Work; Eytan Hattem, membro del board of directors di CXPA (Customer Experience Professional Association).
“Customer Obsession Forum”: da sin. Klaus Davi, Luca Montecchi, Emanuele Riva, Maurizio Besozzi

“Customer Obsession Forum”: da sin. Klaus Davi, Luca Montecchi, Emanuele Riva, Maurizio Besozzi
a cura della redazione
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