

Il progetto presentato a Milano, giovedì 15 gennaio 2026, ore 11, in Via Chiaravalle, 8 , sede dell’Assolombarda e nell’occasione è stato possibile incontrare i primi firmatari giunti appositamente dagli Usa e dall’Europa.
A seguito del riconoscimento UNESCO della cucina italiana come Patrimonio immateriale dell’Umanità, la ristorazione italiana, in tutto il mondo, sente l’esigenza di mettere a valore, per le insegne effettivamente virtuose, questa dichiarazione, che altrimenti resterebbe di principio.
Raccogliendo tale istanza, la Fondazione Made in Sicily ETS, nata per tutelare l’identità siciliana nel mondo e che ha ampliato la mission all’Italia, ha lanciato il progetto I Go Italian, una rete internazionale di operatori della ristorazione che sposano e condividono un codice etico che alimenta e sostiene il riconoscimento UNESCO e adottano una insegna – I Go Italian- che riconosce e documenta il loro impegno.
La prima insegna I Go Italian è stata consegnata lo scorso 10 gennaio 2026. Il progetto prende avvio formale ad un mese dalla proclamazione della Cucina Italiana Patrimonio UNESCO avvenuta lo scorso il 10 dicembre a Nuova Delhi. Prima targa consegnata a Dario Bisso di Bisso Bistrot, ai Quattro Canti di Palermo rappresenta I valori del riconoscimento UNESCO, che il bistrot ha fatto suoi da sempre: è nato infatti nel cuore della città, all’interno degli spazi di un’antica libreria storica. Rappresenta bene il senso del premio che l’UNESCO ha conferito alla Cucina Italiana come vero e proprio processo narrativo.
Proprio questo processo, che l’UNESCO riconosce come patrimonio immateriale culturale, è alla base del programma I Go Italian. Pertanto è la condivisione di una visione che accomuna le decine di ristoratori che hanno già aderito al programma.
Il progetto è stato presentato pggi a Milano presso la Sede di Assolombarda, in Via Chiaravalle 8. Alta la partecipazione dei ristoratori ed operatori italiani compresa una significativa rappresentanza estera.
Hanno già richiesto la targa e in gran parte presenti a Milano per la presentazione del progetto: Vincenzo Andronaco, fondatore e anima di Andronaco – Großhandel & Ristorazione Italiana, con base ad Amburgo, una delle realtà più solide e apprezzate, 10 punti vendita e 50.000 metri quadrati commerciali, nella distribuzione e promozione della gastronomia italiana autentica nel mercato tedesco; Celestino Drago, diventato una leggenda della cucina italiana a Los Angeles, dove ha rivoluzionato la scena gastronomica californiana con ristoranti cult come Il Pastaio e Drago Centro dove ha ospitato ed ospita star e politici di Hollywood; Michael Colomba, che in qualità di costruttore ha realizzato i primi 35 Starbuks degli Stati Uniti, oggi patron di BRELUNDI con sede a Boston, il primo fast food al mondo ispirato alla cultura gastronomica italiana; da Rotterdam Peppe Cappellano, rappresentante della nuove generazione di Chef con il suo Osteria Sala Federico. Manuel Maslah che opera invece a Berlino con La Piccola Cantina ed anche lui interprete della nuova scena gastronomica italiana all’estero. Dall’Olanda aderisce la rete Qualitalia di Fabio Cappellano da anni impegnata nella promozione e distribuzione della cucina italiana con i ristoranti Il Tartufo, Delft, La Vita é Bella, Rotterdam, Il Limone, Breda e con le Botteghe di prodotti italiani: Il Fico, Amsterdam, That’s Amore, Den Haag, Rosmarino, Delft, Osteria Federico, Rotterdam, La Zia Maria, Rotterdam.
Ed ancora realtà di prestigio internazionale quali lo Storico Gene & Giorgetti di Chicago, oggi gestito dalla terza generazione di emigrati dalla Toscana, rappresentato da Michelle Durpetti; Giorgio Linguanti da Melbourne, fondatore di That’s Amore Cheese, una delle più celebri aziende di formaggi italiani artigianali nel sud dell’Australia. Sempre da Melbourne Alessandra D’Angelo di FUNGHI E TARTUFO un punto di riferimento per la cucina vegana. Ed ancora da San Francisco Ilary Biondo di HILA GELATO CAFÉ, Danilo Virzì di CAN GOURMET a Ibiza, miglior panino di Spagna del 2025; Alessandro Miceli MAMMA BELLA RESTAURANT Dubai; Sofana Bonjrada di MONDELLO RESTAURANT a Seattle; Elio Bartolotta di ELIO’s on fire PIZZA a Chicago; Andrea Jeriri, Chef a Londra; e Peppe Prestigiacomo di PEPPE RESTAURANT a LONDRA. Elio di LOCANDA ITALIANA a Tokyo. In Germania adesioni anche a Lubecca, Hannover, Colonia, Ratingen, Bielefeld, Eckernförde.
Numerose anche le adesioni in Italia tra le quali: Santo Manetta, RISTORANTE AL SORRISO a Bergamo, Salvatore Bilello di MACELLERIA BILELLO di Camporeale; Ignazio, Vittorio, Teresa Sparacello di MACELLERIA SPARACELLO F.P di Palermo; Marcello Bellavista, RISTORANTE BELLAVISTA a Torre Faro, Messina; Enzo Covato, Azienda Agricola COVATO a Modica; Daniele Gallina di MARENA a San Cipirello; Antonio Cottone, LA BRACIERA, Palermo; Alessandro Azzimati del RISTORANTINO LEONE a Palermo; Sebastiano Raciti, KURTISIA Restaurant – Santa Venerina Catania; Cristian Catalano e Giovanni Bonanno di Millesuoli a Palermo e Caltanissetta; Pasticceria Oscar a Palermo. Rosolino Palazzolo e Floriana Catanzaro dell’Orto di Rosolino, i produttori di caffè biologico a Terrasini, e vincitori a Lione di un premio internazionale con il loro liquore a base di frutto della passione coltivato in Sicilia (Maraquiello)
“Ogni itinerario UNESCO ha i suoi cartelli che segnalano le tappe del percorso. Questo progetto intende rendere evidenti quali sono i monumenti del riconoscimento UNESCO in Italia e nel mondo: i ristoranti di eccellenza italiana. I ristoratori sono i nostri veri ambasciatori ovunque ed allo stesso tempo il nostro comitato di accoglienza in Italia. ‘I go Italian’ è la cornice del valore che loro giornalmente costruiscono con il loro impegno, un valore che l’UNESCO ha riconosciuto, ed anche una responsabilità di cui farsi carico.” Hanno spiegato Giovanni Gallea e Davide Morici promotori dell’iniziativa e membri del Comitato direttivo del Progetto.
“Il riconoscimento UNESCO, nei termini in cui è stato conseguito, è stata una grande intuizione del comitato promotore ed un grandissimo sforzo narrativo del Ministero dell’Agricoltura, che è riuscito a dare voce ad una delle grandi identità del nostro paese, il progetto è anche un modo di dire Grazie alle persone che in questi anni hanno lavorato spesso in silenzio per questo successo.”
La Fondazione Made in Sicily ETS è attiva da anni nella salvaguardia delle radici della identità e della cultura italiane nel mondo. Diverse le iniziative di portata internazionale a Los Angeles, Tokyo, Singapore, in occasione del Tour Mondiale del Vespucci e ad Osaka in Occasione di Expo 2025. Ha svolto attività a Chicago, New York, Rotterdam, Amburgo, Berlino. La Fondazione mette al centro il concetto di radici: un legame profondo che non è solo ritorno al passato, ma spinta verso il futuro.
a cura della redazione
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