«L’8 marzo non è soltanto una ricorrenza simbolica. È una giornata che ci invita a riflettere sul cammino compiuto dalle donne e su quello che ancora resta da percorrere. – dichiara la Sen. Daniela Sbrollini, Presidente dell’Intergruppo parlamentare sui valori dello sport e della maglia azzurra – Anche nello sport questa riflessione è più che mai necessaria, perché proprio attraverso lo sport le donne stanno dimostrando, ogni giorno, quanto talento, determinazione e passione possano contribuire a far crescere il nostro Paese.».

«Le atlete italiane – prosegue la Sen. Sbrollini nella nota diffusa per la giornata dell’8 marzo – sono ormai protagoniste assolute sulla scena internazionale. In ogni disciplina – dall’atletica al nuoto, dalla scherma al ciclismo, dal tennis al calcio, dal volley alla ginnastica, alla vela, agli sport invernali,  fino agli sport paralimpici – le donne italiane salgono sui podi, conquistano titoli, stabiliscono record e portano nel mondo il valore della nostra maglia azzurra.».

«I recenti successi olimpici lo dimostrano con straordinaria evidenza. Prima alle Olimpiadi di Parigi, dove le nostre atlete hanno regalato all’Italia emozioni e medaglie in molte discipline, e poi con le grandi aspettative e con le Olimpiadi di Milano-Cortina, che ha visto le atlete italiane protagoniste assolute , dove su 8 delle medaglie d’oro conquistate dall’Italia 6 sono state ottenute dalle ragazze del team azzurro . Tra tutte, le straordinarie vittorie delle azzurre del volley rappresentano la punta di un iceberg molto più ampio: quello di un movimento sportivo nazionale sempre più centrato sul valore, sul talento e sulla determinazione delle nostre atlete».

«Dietro quei successi non c’è soltanto il momento della vittoria. C’è un lavoro quotidiano fatto di sacrificio, di allenamenti durissimi, di famiglie che hanno creduto nei sogni delle loro figlie e di tecnici che hanno accompagnato percorsi di crescita straordinari. Ma soprattutto c’è la forza di donne che hanno saputo superare stereotipi, pregiudizi e ostacoli che per troppo tempo hanno limitato l’accesso delle ragazze allo sport».

«Negli ultimi anni l’Italia ha fatto passi avanti importanti. Il riconoscimento del professionismo nello sport femminile, l’attenzione crescente delle istituzioni e il lavoro delle federazioni sportive stanno contribuendo ad aprire nuove opportunità. Sempre più bambine e ragazze entrano in una palestra, su un campo da gioco o in una piscina sapendo che lo sport può essere un luogo di libertà, di crescita e di realizzazione personale».

«Lo sport, infatti, non è soltanto competizione. È educazione, salute, inclusione sociale. È uno straordinario strumento di empowerment femminile. Quando una ragazza pratica sport impara a conoscere il proprio corpo, a sviluppare fiducia in sé stessa, a lavorare in squadra, a superare i limiti. Sono competenze che accompagnano tutta la vita e che contribuiscono a formare cittadine più consapevoli e autonome».

«Eppure non possiamo ignorare che nel mondo, e in molte realtà anche vicino a noi, milioni di donne e ragazze non hanno ancora la possibilità di praticare sport liberamente. In alcuni Paesi è negato loro l’accesso agli impianti sportivi, è vietato partecipare alle competizioni o semplicemente allenarsi in pubblico. In altri contesti le barriere sono più sottili ma ugualmente reali: mancanza di strutture, stereotipi culturali, minori opportunità economiche, scarsa visibilità mediatica».

«Per questo motivo l’8 marzo è anche un’occasione per ribadire un principio fondamentale: lo sport è un diritto di tutte e di tutti. Garantire alle bambine e alle ragazze la possibilità di praticare attività fisica significa investire nella loro salute, nella loro autonomia e nel loro futuro».

a cura della redazione

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Written by giovanni47