Un’avanzata infrastruttura tecnologica proprietaria (Simone LexCore) sta trasformando il patrimonio editoriale in un dataset giuridico strutturato che abilita tre mercati: banche dati professionali, integrazione nei software legali e applicazioni di Legal AI

 

Questa evoluzione colloca il Gruppo in una posizione unica nel mercato italiano delle informazioni giuridiche, dove alta qualità giuridica dei contenuti e strutturazione tecnologica avanzata dei dati coincidono

 

Contenuti autoriali, quotidianamente aggiornati: uno strumento di supporto per professioni legali, istituzioni pubbliche, mondo accademico, professionisti tecnici e sistema economico

 

Dati giuridici validati sono la base per un utilizzo scientificamente fondato dell’IA nel settore legale: sottoscritto in data odierna il primo accordo per la concessione in licenza dei dati per lo sviluppo di soluzioni di IA generativa

 

Simone (SMN:IM) annuncia l’evoluzione del proprio modello di business. Attraverso un’avanzata infrastruttura tecnologica proprietaria (Simone LexCore), il patrimonio editoriale del Gruppo si sta trasformando in un dataset giuridico strutturato che abilita tre mercati distinti:

  • vendita diretta di dataset giuridici (banche dati in licenza o abbonamento);
  • fornitura di API a software Legal che integrano i dati direttamente tramite interfacce programmatiche;
  • alimentazione di strumenti di Legal AI: dataset pronti per il training o la knowledge base di chatbot, assistenti contrattuali, piattaforme di Contract Analysis, Document Review e Legal Research e altri sistemi di IA.

Questo traguardo completa il progetto strategico di monetizzazione multi-canale del Patrimonio Giuridico, avviato nel 2025 con l’ingresso del Gruppo nell’Alta Formazione giuridica.

 

Simone LexCore: l’infrastruttura tecnologica proprietaria che abilita i tre mercati

Il Gruppo ha sviluppato internamente un’avanzata infrastruttura tecnologica (Simone LexCore) composta da diversi moduli (parser, importer, sistemi di sincronizzazione, human-in-the-middle e collision detector) progettati per analizzare e gestire in modo strutturato contenuti giuridici complessi. Attraverso questo processo, i testi normativi, giurisprudenziali e dottrinali vengono automaticamente elaborati e trasformati in dati strutturati, arricchiti da metadati, relazioni e collegamenti semantici tra le diverse fonti. Le differenti tipologie documentali — normativa, massime, sentenze, decreti, ordinanze, formulari, contributi dottrinali e note a sentenza — sono gestite mediante un modello documentale polimorfico, che consente da un lato di preservare le specificità di ciascun contenuto e, dall’altro, di integrarli all’interno di un sistema di consultazione coerente. L’architettura è progettata come infrastruttura scalabile, dotata di API RESTful che consentono l’integrazione diretta dei dati all’interno di software legali, piattaforme di ricerca giuridica, strumenti di automazione documentale e sistemi di intelligenza artificiale. Questo approccio permette al dataset di essere utilizzato non solo all’interno della piattaforma proprietaria, ma anche come componente informativa di ecosistemi digitali più ampi.

 

Un Patrimonio Giuridico unico in Italia: contenuti autoriali aggiornati quotidianamente

Il Patrimonio Giuridico del Gruppo comprende contenuti del diritto attualmente vigenti in Italia, aggiornati quotidianamente, pronti per la stampa e l’informatizzazione, che abbracciano l’intero panorama del diritto italiano. La normativa istituzionale è affiancata da una sua versione autoriale che fornisce un dato vigente al netto delle continue modifiche legislative che ne rendono complessa la consultazione, oltre che da commenti e note autoriali che ne facilitano la comprensione, approfondiscono e stimolano l’argomento giuridico.

 

In un sistema come quello italiano – ben diverso dal Common law di origine anglosassone, in cui il giudice crea il diritto in base alle sue sentenze – la semplice conoscenza della giurisprudenza (a disposizione su tante banche dati pubbliche e fulcro di molti software di Legal AI) non è assolutamente sufficiente. Nel sistema italiano, è essenziale affiancare la conoscenza della giurisprudenza e della legge allo studio di contenuti autoriali che spiegano e ragionano sui testi e sulle implicazioni delle singole leggi e risulta altresì essenziale avere a disposizione una ricognizione organica, se del caso minuziosa, degli orientamenti giurisprudenziali, consolidati o ancora in via di assestamento, con le indicazioni necessarie a ricostruire le traiettorie tracciate dai precedenti orientamenti.

 

Questo patrimonio informativo costituisce uno strumento di supporto essenziale per un ampio ecosistema professionale: professioni giuridiche, pubbliche amministrazioni mondo accademico, categorie professionali che operano in ambiti regolati o tecnici, sistema economico e imprenditoriale.

 

Simone si posiziona come fornitore upstream del mercato Legal AI

L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo giuridico: l’integrazione tra banche dati giuridiche e IA apre opportunità straordinarie quali ricerca semantica avanzata, analisi predittiva, supporto all’interpretazione normativa.

Ma l’IA, per sua natura, non “comprende” il diritto e produce risultati distorti, imprecisi o giuridicamente fuorvianti.

È del 20 febbraio 2026 la sentenza del Tribunale di Siracusa secondo cui l’utilizzazione acritica di tali strumenti, senza la doverosa verifica dell’attendibilità degli output mediante consultazione delle fonti primarie (banche dati giuridiche, repertori ufficiali, CED della Corte di Cassazione), integra gli estremi della colpa grave e giustifica l’applicazione della sanzione ex art. 96, co. 3, C.p.c.

 

Ne consegue che la solidità delle analisi, delle previsioni e delle elaborazioni automatizzate dipende in modo diretto dalla qualità delle fonti giuridiche utilizzate: in questo contesto, contenuti giuridici validati rappresentano un presupposto imprescindibile per un utilizzo responsabile e scientificamente fondato dell’IA nel settore legale.

 

Secondo Industry Research Biz (Legal AI Software Market Report), il mercato europeo dei software di IA applicata al settore legale ha raggiunto nel 2025 un valore di 157,18 milioni di dollari (circa il 24% del mercato globale).

Le previsioni indicano una crescita significativa del settore in Europa, che dovrebbe raggiungere 1,45 miliardi di dollari entro il 2034. Nel contesto europeo, l’Italia rappresenta circa il 13,8% del mercato, con un valore di 21,66 milioni di dollari nel 2025 e una previsione di crescita fino a 200,06 milioni di dollari entro il 2034.

 

Il dataset giuridico strutturato del Gruppo rappresenta un patrimonio informativo di grande valore strategico: per le sue caratteristiche di qualità, organizzazione e arricchimento semantico, costituisce una risorsa “AI-ready” particolarmente adatta all’addestramento, alla validazione e al funzionamento di applicazioni di Legal AI.

Il dataset può essere impiegato da diverse tipologie di sistemi software: dalle AI generative, che necessitano di fonti giuridiche affidabili per la produzione assistita di testi (come bozze contrattuali, sintesi giuridiche o memorie), fino agli strumenti di Contract Analysis, Document Review e Legal Research, che permettono di estrarre, filtrare e analizzare informazioni da grandi quantità di documenti giuridici.

 

Simone annuncia di aver sottoscritto in data odierna il primo accordo per la concessione in licenza dei propri contenuti giuridici strutturati destinati allo sviluppo di soluzioni basate su IA generativa nel settore legale. Il contratto, della durata iniziale di 12 mesi con rinnovo automatico, è stato siglato con una primaria società italiana attiva nello sviluppo di servizi digitali per studi professionali, enti e organismi pubblici, nonché nelle tecnologie di interfacciamento con il sistema della giustizia telematica e prevede l’utilizzo dei contenuti per il territorio italiano.

 

Luca Misso, CEO: “La qualità, la competenza, la verifica umana non sono un costo: sono un confine etico. L’intelligenza artificiale può essere equa e utile solo quando è nutrita da conoscenza certificata e guidata da persone che si assumono il peso delle conseguenze. In un contesto in cui l’intelligenza artificiale diventa sempre più uno strumento di supporto alle decisioni giuridiche, la validazione del dato non è un dettaglio tecnico, ma una scelta di metodo e di responsabilità. Allo stesso tempo, nell’ambito giuridico, la sola disponibilità del dato non è sufficiente: è fondamentale poter contare su contenuti autoriali qualificati, esplicazioni delle norme e contributi dottrinali che, esprimendo il pensiero scientifico dei giuristi, rendono possibile il vero studio e la piena comprensione della materia giuridica.”

a cura della redazione

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Written by giovanni47