Si è svolta oggi nell’ambito di Vinitaly 2026, la masterclass “Innovazione, sostenibilità, resistenza: le nuove coordinate della Glera del futuro”, organizzata dal Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco e dai Vivai Cooperativi Rauscedo presso lo stand consortile (Pad. 8 – I2-I3).

Al centro dell’incontro, uno dei temi più rilevanti per il futuro della viticoltura: lo sviluppo di nuove varietà di Glera resistenti alle principali malattie fungine, come peronospora e oidio, tra le principali criticità per i vigneti.

Le varietà presentate – ottenute attraverso incroci mirati e programmi di ricerca avanzata – mantengono una base genetica proveniente dalla Glera tradizionale, con l’obiettivo di preservarne identità, qualità e tipicità, introducendo al contempo caratteristiche di maggiore resilienza e adattabilità alle principali patologie fungine.

“Il tema delle varietà resistenti rappresenta oggi uno degli ambiti più interessanti della ricerca viticola applicata” – afferma Diego Tomasi, Direttore del Consorzio. – “Si tratta di un percorso che richiede rigore scientifico e visione, perché l’obiettivo non è sostituire la Glera, ma comprenderne l’evoluzione possibile in un contesto di sostenibilità ambientale e locale. Questi nuovi incroci ci permettono di indagare soluzioni capaci di ridurre l’impatto ambientale mantenendo al centro il rapporto con gli abitanti del territorio.”

“Le quattro nuove varietà resistenti, figlie di Glera — spiega Yuri Zambon, direttore di VCR — e caratterizzate da resistenza poligenica a peronospora e oidio, nascono dal programma di miglioramento genetico autonomo di VCR e sono in fase avanzata di iscrizione al Registro varietale nazionale, con disponibilità prevista entro fine 2027 inizio 2028.

“Disporre di una gamma di varietà resistenti — continua Zambon — significa poter rispondere alle diverse esigenze dei territori e alle differenti espressioni enologiche, mantenendo al centro l’identità della Glera”.

Nel corso della masterclass è stata proposta una degustazione comparativa di otto vini spumantizzati, quattro incroci ottenuti in due ambienti diversi, e un testimone da glera tradizionale consentendo di valutare le potenzialità qualitative di queste nuove selezioni anche in condizione pedoclimatiche diverse.

L’interesse verso queste soluzioni è legato, in ultima analisi, alla loro capacità di contribuire a una viticoltura più sostenibile, in particolare attraverso la riduzione dell’impiego di trattamenti fitosanitari e il contenimento dell’impatto ambientale.

Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di sperimentazione avviato dal Consorzio, in collaborazione con i Vivai Cooperativi Rauscedo, e reso possibile dall’autorizzazione della Regione Veneto all’impianto di vigneti sperimentali nel 2024.

Le varietà oggetto di studio sono attualmente destinate esclusivamente a fini di ricerca e non sono ancora impiegabili nella produzione di vini a Denominazione di Origine Protetta. La sperimentazione in corso rappresenta tuttavia un passaggio fondamentale per comprendere il ruolo che queste soluzioni potranno avere nel futuro della Denominazione, nel pieno rispetto della sua identità.

 

 

Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG è l’ente privato, nato nel 1962, che garantisce e controlla il rispetto del disciplinare di produzione del Prosecco Superiore DOCG. Lo spumante prodotto sulle colline tra Conegliano e Valdobbiadene (TV) ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata nel 1969 e la Denominazione di Origine Controllata e Garantita nel 2009. Il territorio di produzione comprende 15 comuni: Conegliano, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Susegana, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Follina, Miane, Vidor e Valdobbiadene. Il Consorzio, attualmente presieduto da Franco Adami, ha sede in località Solighetto a Pieve di Soligo, raggruppa 212 case spumantistiche, 427 vinificatori e 3262 famiglie di viticoltori impegnati nella produzione di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Opera principalmente in tre aree: la tutela e la promozione del prodotto, in Italia e all’estero, dove ne promuove la conoscenza attraverso attività di formazione, organizzazione di manifestazioni e relazioni con la stampa. Infine, si occupa dell’assistenza tecnica rivolta ai consorziati, dal vigneto alla cantina.

a cura della redazione

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Written by giovanni47

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