Dai farmaci GLP-1 alla medicina rigenerativa, dalla dermocosmesi alla sicurezza ecografica: la giornata scientifica Agorà Up To Date mette a fuoco i temi più discussi online e li traduce in indicazioni cliniche
basate su evidenze, tra bisogni emergenti, rischi reali e nuove responsabilità per medici e pazienti.

 

Medicina rigenerativa: più prove nel mare delle promesse Esigenza sociale-scientifica. Nel dibattito pubblico la parola “rigenerazione” è ovunque: sieri “cellule‐like”, trattamenti con esosomi e polinucleotidi presentati come booster per il ringiovanimento.

Pazienti e medici si trovano a fare i conti con un overload di claim, mentre mancano criteri condivisi su
indicazioni, tempi e misurabilità dei risultati.

Cosa dice la ricerca. Le review più recenti sui polinucleotidi in estetica documentano miglioramenti di elasticità, idratazione, texture e marcatori di neo‐collagenesi, con profili di sicurezza favorevoli e raccomandazioni crescenti su dosaggi e protocolli1.

Consensus e position paper sottolineano il ruolo dei polinucleotidi come strumenti di “dermal priming” e supporto strutturale, inseriti in percorsi di trattamento programmati.

Per gli esosomi, le rassegne 2024–2025 confermano un potenziale interessante nella modulazione della comunicazione cellulare e nella skin quality, ma sottolineano la necessità di standard di produzione, tracciabilità, studi controllati e chiarezza regolatoria prima di qualificarli come routine clinica.

Focus Group Agorà. La sessione di Medicina Rigenerativa, guidata dal professor Maurizio Cavallini, chirurgo plastico e presidente di Agorà, Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico, nasce proprio come risposta a questo bisogno: rileggere criticamente la letteratura, discutere casi clinici e tradurre
le evidenze in algoritmi utilizzabili in studio.

L’obiettivo è fornire ai medici estetici criteri di scelta basati su evidenze e non su slogan, favorendo una pratica più omogenea e misurabile.

“L’esigenza che sentiamo tutti, come clinici, è distinguere in modo netto tra innovazione e slogan.  Esosomi e biosomi hanno un razionale biologico, ma devono passare il vaglio di indicazioni chiare, outcome misurabili e sicurezza documentata”. Dichiara Maurizio Cavallini.

“Ozempic face”: dal trend delle star a problema clinico

Esigenza sociale-scientifica. Giornali, magazine e siti di salute hanno descritto l’esplosione di Ozempic e degli altri GLP‐1 come “le iniezioni delle star”, affiancando alla perdita di peso il nuovo volto svuotato, definito “Ozempic face”.

Aumentano i pazienti che, dopo il dimagrimento, chiedono interventi urgenti per un viso percepito come più vecchio e “cadente”.

Cosa dice la ricerca.

La letteratura recente descrive “Ozempic face” e “semaglutide face” come quadri morfologici legati alla
rapida perdita di massa adiposa facciale, con accentuazione di solchi, lassità, invecchiamento apparente e incremento della domanda di trattamenti estetici correttivi.

Gli autori richiamano la necessità di protocolli specifici per pazienti in terapia con GLP‐1, integrando la valutazione estetica nel percorso metabolico e programmando eventuali interventi correttivi con tempi e strategie adeguate.

Focus group Agorà. La sessione “‘Ozempic Face’, implicazioni cliniche ed estetiche”, sotto la guida di Patrizia Piersini, medico estetico e membro del Comitato Esecutivo di Agorà, Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico, e in collegamento con il Focus Group “Iniettabili per il Volto”, porta in aula dati, casi reali e strategie di prevenzione e trattamento (biostimolatori, timing dei filler, gestione delle aspettative). L’obiettivo è evitare interventi “di rincorsa” e impostare percorsi integrati salute–estetica fin dall’inizio della terapia.

“L'”Ozempic face” è il lato visibile di un cambiamento metabolico importante. Il bisogno reale dei pazienti è non dover scegliere tra salute e volto: serve un percorso integrato, che inizi quando parte la terapia, non dopo”. Dichiara Piersini.

Protocollo dermocosmetico Agorà: verso criteri condivisi Esigenza sociale-scientifica. Nella medicina estetica, la cura quotidiana della pelle è parte integrante di ogni percorso terapeutico. Eppure, a oggi, manca un protocollo condiviso di dermocosmesi di base. È proprio su questo vuoto che Agorà accende i riflettori, intercettando un bisogno sempre più avvertito nella pratica clinica. Cosa dice la ricerca. La dermocosmesi rappresenta un elemento integrante dell’atto medico e richiede criteri fondati su evidenze scientifiche. Appropriatezza degli attivi, rispetto della fisiologia cutanea e coerenza nelle indicazioni sono elementi chiave per garantire sicurezza ed efficacia, evitando approcci empirici o non standardizzati, come evidenziato anche dall’esperienza clinica su pazienti fragili e su indicazioni specifiche.

Focus Group Agorà. Magda Belmontesi, dermatologa e vicepresidente Agorà, Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico, coordina il Focus Group “Dermocosmesi”, che avvia lo sviluppo di un protocollo dermocosmetico base. Il progetto nasce dai dati raccolti attraverso una survey e ha l’obiettivo di tradurre queste evidenze in indicazioni pratiche, semplici e condivise per la gestione della pelle nella pratica clinica, inclusa la dermocosmesi pediatrica e di supporto in condizioni particolari.
“La responsabilità scientifica è trasformare i dati in indicazioni chiare e applicabili: la dermocosmesi deve essere parte integrante del ragionamento clinico, non un elemento accessorio”. Dchiara Belmontesi

Ecografia del volto: la sicurezza come nuova richiesta sociale

Esigenza sociale-scientifica. La domanda di trattamenti iniettabili e mini‐invasivi è in costante crescita, così come l’attenzione dei pazienti alla sicurezza: il timore di complicanze vascolari, noduli e risultati imprevisti spinge sempre più persone a chiedere quali strumenti utilizzi il medico per “vedere” prima di iniettare.

Cosa dice la ricerca. Secondo studi e revisioni condotti tra il 2024 e il 2026, l’impiego dell’ecografia ad alta frequenza, anche in combinazione con sistemi di intelligenza artificiale, permette la visualizzazione dettagliata dei vasi e dei piani anatomici nonché dei filler.

Questo approccio migliora la precisione delle procedure di iniezione, riduce il rischio di complicanze e garantisce un monitoraggio più accurato nel tempo4.

La letteratura propone l’ecografia come nuovo standard di sicurezza nelle procedure estetiche, con la necessità di algoritmi ecoguidati e formazione dedicata per il medico estetico.

Focus Group Agorà. L’”Ultrasound Lab”, coordinato da Stefania Belletti, specialista in chirurgia vascolare e angiologia, Andrea De Santis, medico estetico, Alessandra Ferla Lodigiani, specialista in radiodiagnostica e Marco Papagni, medico e chirurgo estetico e membro del Comitato Esecutivo di Agorà, Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico, lavora sulle applicazioni ecografiche in medicina estetica del volto. Focus della ricerca, l’utilizzo dell’ecografo, il riconoscimento delle principali strutture e integrazione dell’immagine nelle decisioni cliniche e nella gestione delle complicanze
“L’ecografia del volto risponde a un bisogno molto concreto: fare trattamenti più sicuri e personalizzati. Vedere in tempo reale dove passano vasi e dove sono i filler significa cambiare il modo in cui progettiamo ogni singola iniezione». Dichiara Papagni

 

Medicina rigenerativa

Trend: polinucleotidi, esosomi e “collagen banking” dominano il dibattito.
Rischio: confusione tra razionale biologico e promessa commerciale.
Spiegazione: la letteratura documenta benefici su qualità cutanea e neocollagenesi per i polinucleotidi, con profili di sicurezza favorevoli, mentre per gli esosomi sottolinea la necessità di standard di produzione, studi controllati e
chiarezza regolatoria.

“Innovazione non significa slogan. Servono indicazioni chiare e risultati verificabili” , afferma Maurizio Cavallini, chirurgo plastico e presidente di Agorà, Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico.
Azione: scelta del trattamento su basi scientifiche, non mediatiche, con linee guida condivise su indicazioni, dosaggi e protocolli.

GLP-1 e “Ozempic face”
Trend: perdita di peso rapida con farmaci GLP-1 e volto percepito come svuotato, definito in letteratura e nei media come “Ozempic face”.
Rischio: interventi correttivi affrettati, eccesso di filler, aspettative irrealistiche.
Spiegazione: la riduzione della massa adiposa modifica i volumi facciali; non è una complicanza farmacologica, ma un effetto morfologico del dimagrimento, descritto come quadro clinico
specifico (“Ozempic face”, “semaglutide face”).

“Il percorso estetico deve iniziare insieme a quello metabolico, non dopo” spiega Patrizia Piersini, medico estetico e membro del Comitato Esecutivo di Agorà, Società Italiana di Medicina
ad Indirizzo Estetico.

Azione: valutazione integrata e personalizzata durante la terapia, con protocolli dedicati ai pazienti in trattamento con GLP‐1.

Protocollo dermocosmetico Agorà

Trend: crescente attenzione alla dermocosmesi di base nella pratica della medicina estetica, dagli adulti ai bambini, ai pazienti più fragili.

Rischio: approcci eterogenei dovuti alla mancanza di una formazione specifica, con utilizzo non standardizzato di prodotti e attivi.

Spiegazione: la dermocosmesi richiede un approccio strutturato, fondato su evidenze e indicazioni cliniche, per garantire appropriatezza, sicurezza e coerenza nella pratica, come mostrano esperienze cliniche e percorsi formativi dedicati.

“La responsabilità scientifica è trasformare i dati in indicazioni chiare e applicabili», sottolinea Magda Belmontesi, dermatologa e vicepresidente di Agorà, Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico.
Azione: sviluppo di un protocollo dermocosmetico base Agorà, semplice, evidence-based e orientato alla sicurezza e all’uniformità della pratica.

Ecografia del volto

Trend: crescente attenzione alla sicurezza nei trattamenti iniettabili.
Rischio: iniezioni senza visualizzazione anatomica adeguata.
Spiegazione: l’ecografia ad alta frequenza consente di vedere vasi, piani anatomici e filler, migliorando precisione e sicurezza e riducendo il rischio di complicanze, come indicato  da studi e review degli anni più recenti.

“Vedere prima di iniettare cambia la qualità della pratica clinica”, evidenzia Stefania Belletti, specialista in chirurgia vascolare e angiologia.

Azione: integrazione dell’imaging ecografico nelle procedure estetiche e nella formazione specifica dei medici.

CONGRESSO 2026: Milano 15- 17 ottobre

Agorà continuerà l’approfondimento scientifico nel Congresso Internazionale di Medicina Estetica a Milano, dal 15 al 17 ottobre 2026.

Il congresso affronterà sicurezza, medicina rigenerativa, innovazione ed evidenze scientifiche, puntando a indicazioni cliniche condivise. La conferenza stampa d’apertura, il 15 ottobre, presenterà i trend e le priorità della medicina estetica.

Agorà – Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico è una Società Scientifica fondata nel 1984 dal Professor Alberto Massirone, oggi presieduta dal dottor Maurizio Cavallini. Accreditata dal Ministero della Salute, è affiliata alla FISM e membro fondatore del Collegio Italiano delle Società Scientifiche di Medicina Estetica. Agorà è promotrice del Congresso Internazionale di Medicina Estetica dal 1998 e gestisce la Scuola SMIEM, Scuola Superiore Postuniversitaria di Medicina Estetica, attiva dal 1986 e accreditata nel programma ECM. Da oltre quarant’anni rappresenta un punto di riferimento per l’aggiornamento medico-scientifico, la ricerca e la promozione di qualità, sicurezza ed etica nella medicina estetica, con l’obiettivo di orientare la pratica clinica verso modelli sempre più responsabili e basati su evidenze.

a cura della redazione

seguiteci anche con un like su Instagram, nome utente: gio.vanni.acerbi

Written by giovanni47

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *