Solo la metà delle malate riesce ad accedere all’esame per la ricerca di mutazioni di ESR1.

Per assicurare la medicina di precisione e personalizzazione delle cure, in tutto il Paese, è necessario destinare parte dei 238 milioni già previsti dalla Legge di Bilancio 2026
 

Oggi in Italia, per 15.500 donne con tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 negativo è necessaria la biopsia liquida per selezionare le terapie più efficaci. Però, solo la metà delle pazienti riesce ad accedere a questo esame, a causa di reti diagnostiche ancora fragili e una frammentazione regionale. Per garantire l’esame in modo uniforme su tutto il territorio è necessario destinare 15 milioni ricavandoli dal fondo di 238 milioni per il potenziamento della sanità inseriti nella Legge di Bilancio 2026.

Il finanziamento della biopsia liquida per la ricerca delle mutazioni di ESR1 è già previsto dal provvedimento legislativo dallo scorso dicembre.

Vanno subito sbloccate le risorse economiche e il test deve uscire dai laboratori di ricerca per diventare una opportunità concreta offerta dal Servizio Sanitario Nazionale.

È l’appello della comunità oncologica e delle associazioni dei pazienti, lanciato durante una conferenza stampa tenutasi oggi a Milano  presso lo Starhotels E.c.ho. di  Viale Andrea Doria 4 a Milano.

All’incontro moderato dal giornalista scientifico  Mauro Boldrini hanno partecipato Giuseppe Curigliano, Presidente Eletto dell’European Society for Medical Oncology e Professore del Dipo-Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università di Milano, Umberto Malapelle, Coordinatore del Gruppo di Patologia Molecolare e Medicina di Precisione della SIAPEC e Presidente della International Society of Liquid Biopsy, Massimo Di Maio, Presidente Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Antonella Campana, Presidente di Fondazione IncontraDonna con l’intervento esterno di Elena Murelli, Senatrice della Commissione Sanita, Lavoro e Affari Sociali.

L’evento ha rappresentato  anche l’occasione per fare il punto sulla medicina di precisione nella cura della neoplasia più frequente nel nostro Paese.

“Ogni anno nel nostro Paese, più di 53mila donne si ammalano di tumore del seno. Con l’approvazione di nuove terapie orali è cambiata radicalmente la gestione dei casi metastatici positivi per i recettori degli estrogeni (ER) e negativi per HER2. Le mutazioni di ESR1 sono il principale meccanismo di resistenza acquisita alla terapia ormonale. Individuarle, dopo una progressione di malattia metastatica, significa offrire una possibilità concreta di accedere ad un trattamento efficace, che consenta anche di mantenere una buona qualità di vita. Grazie alla terapia mirata, identificata a seguito di una mutazione genomica, la sopravvivenza libera da progressione può aumentare del 45%. È un vantaggio clinico senza precedenti in questa linea di trattamento, che non possiamo negare alle pazienti”. Ha sottolineato Giuseppe Curigliano.

“In Legge di Bilancio con un emendamento, a mia prima firma, abbiamo previsto le risorse necessarie per sostenere l’accesso alla biopsia liquida nell’ambito dei percorsi di oncologia di precisione . È ora necessario completare rapidamente il percorso attuativo, affinché le risorse stanziate siano effettivamente disponibili e traducibili in un accesso uniforme al test su tutto il territorio nazionale. La biopsia liquida per la ricerca delle mutazioni di ESR1 rappresenta uno strumento clinicamente rilevante per orientare in modo appropriato le scelte terapeutiche, migliorando l’efficacia dei trattamenti e contribuendo a una gestione più efficiente delle risorse sanitarie nonché tutelare la vita dei pazienti. Per questo prosegue il confronto con il Ministero della Salute, con l’obiettivo di garantire la piena operatività delle misure previste e assicurare alle pazienti un accesso equo e tempestivo a questa innovazione diagnostica”. Ha sottolienato in collegamento Elena Murelli.

“Per le pazienti metastatiche . I progressi scientifici hanno portato ad un significativo aumento della sopravvivenza. La personalizzazione delle terapie consente ora alle pazienti metastatiche che progrediscono al trattamento di prima linea di ottenere risultati impensabili fino a pochi anni fa. Come Società Scientifica, riteniamo prioritario garantire l’equità di accesso alle cure sull’intero territorio nazionale. È fondamentale ridurre il tempo tra la rimborsabilità di un nuovo trattamento mirato e l’ingresso nei Livelli Essenziali di Assistenza del relativo test genomico. Solo così l’oncologia di precisione può diventare una realtà per tutti i pazienti. La scelta del trattamento deve tenere sempre più in considerazione anche le possibili insorgenze di meccanismi di resistenza, oltre che le caratteristiche biologico-molecolari del singolo tumore”. Ha dichiarato Massimo di Maio.

“Attraverso un esame non invasivo e ripetibile nel corso del tempo siamo in grado di ricercare alcune alterazioni molecolari a carico di biomarcatori predittivi di risposta ai trattamenti. Le tecnologie richieste, per queste analisi, sono la NGS e la dPCR. Il problema non è solo ‘come’ eseguire il test ma soprattutto ‘dove’ e ‘quando’. Esperienza ed infrastrutture sono elementi chiave nel settore della patologia molecolare, e vanno tenuti in considerazione per la selezione dei laboratori che devono supportare questa tipologia di test. I 15 milioni del fondo serviranno anche a costruire questa infrastruttura diagnostica interna al Servizio Sanitario Nazionale, senza la quale la biopsia liquida rischia di restare un’occasione mancata”. Ha aggiunto Umberto Malapelle.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un profondo cambiamento nel trattamento del carcinoma mammario metastatico. Oggi però è fondamentale fare un passo ulteriore: garantire un accesso equo e tempestivo all’innovazione. Le pazienti non possono essere costrette a percorrere centinaia di chilometri per eseguire un test che può orientare la scelta terapeutica. È necessario che i laboratori si coordinino o che tutte le Regioni approvino al più presto il codice tariffario. La ricerca delle mutazioni di ESR1 riguarda decine di migliaia di donne. Non è accettabile non poter beneficiare di una terapia mirata, efficace e che consente una buona qualità di vita, perché il test non è disponibile nel proprio centro oncologico” Ha poi concluso Antonella Campana.

a cura della redazione

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Written by giovanni47

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