Si è tenuta questa sera presso l’ADI Design Museum la cerimonia di premiazione del XXIX Premio Compasso d’Oro, riconoscimento istituito nel 1954 su iniziativa di Gio Ponti e de La Rinascente e dedicato alla valorizzazione dell’eccellenza del design italiano.
La cerimonia ha concluso il percorso biennale di selezione curato dall’Osservatorio Permanente del Design ADI, restituendo un panorama progettuale denso e articolato. Ne emerge un’idea di design come campo privilegiato di osservazione delle trasformazioni contemporanee: tecnologiche, ambientali, produttive e sociali.
Una lettura del presente attraverso il progetto
Il tema che attraversa la XXIX edizione è il design come strumento critico di interpretazione del reale. In un contesto internazionale segnato da instabilità, tensioni geopolitiche e profondi mutamenti economici e sociali, il progetto si conferma un linguaggio capace di mettere in relazione ambiti eterogenei: industria e cultura, ricerca e produzione, memoria e innovazione.
La cerimonia è stata aperta da Umberto Cabini, presidente della Fondazione ADI, che ha ricordato come il Compasso d’Oro interpreti da oltre settant’anni l’evoluzione del design italiano, ancora oggi intesa, vista la grande partecipazione al premio e alla cerimonia, come cultura viva, capace di trasformare il mondo.
La giornalista Eleonora Chioda, moderatrice della cerimonia, ha poi presentato gli interventi istituzionali di Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro del Comune di Milano, delegata del Sindaco; Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia; Giovanni Brugnoli, presidente della Fondazione “Imprese e Competenze per il Made in Italy”, che hanno ribadito il ruolo del design come componente strutturale della cultura materiale contemporanea e come spazio di confronto sulle responsabilità del presente.
L’On. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ha lasciato un suo contributo attraverso un videomessaggio.
Il Presidente ADI, Luciano Galimberti, ha aperto la fase di premiazione. “Negli anni, il Compasso d’Oro ADI ha rinnovato il proprio costante impegno per affermarsi come concreta unità di misura del design di qualità. Non si è mai sottratto all’esigenza di affrontare — e spesso anticipare — le questioni della modernità: per questo oggi possiamo essere orgogliosi di questa celebrazione, rinnovando ancora una volta il senso del progetto di design. Tutti ci auguriamo che il mondo ritrovi presto la Pace e possa diventare un luogo migliore. Il Premio Compasso d’Oro ADI, però, in quanto espressione del mondo del progetto, non può limitarsi agli auspici: deve invece operare concretamente attraverso visioni e proposte, senza cadere in un confortevole relativismo.”
La giuria internazionale
L’assegnazione dei riconoscimenti è stata affidata a una giuria internazionale composta da Giovanna Carnevali, Executive Director e Head of Design per Expo 2030 Riyadh; Lorenza Baroncelli, Direttrice del Dipartimento di Architettura e Design contemporaneo del MAXXI; Giovanni Brugnoli, Presidente della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy; Luciano Galimberti, Presidente dell’ADI – Associazione per il Disegno Industriale; e Jasper Morrison, designer di fama internazionale e fondatore di Office for Design.
Esiti della selezione
La giuria internazionale ha assegnato 3 premi Compasso d’Oro Young e 10 attestati di riconoscimento a progetti di giovani studenti universitari, che evidenziano la vitalità della ricerca progettuale emergente.
A seguire sono state assegnate 38 menzioni d’onore che segnalano qualità diffusa e una costellazione ampia e diversificata di proposte che si distinguono per la solidità metodologica, la coerenza concettuale e la capacità di interpretare criticamente temi contemporanei del progetto.
Il Premio Compasso d’Oro è stato conferito a 20 progetti particolarmente significativi, che si distinguono non solo per l’eccellenza formale e funzionale, ma anche per la capacità di proporre nuove letture dei bisogni contemporanei, delineando scenari evolutivi del design e contribuendo in modo concreto all’avanzamento della ricerca progettuale e industriale.
Il Compasso d’Oro alla Carriera è stato assegnato a 9 personalità di riferimento del panorama del design che hanno contribuito in modo determinante all’evoluzione della disciplina, e a 3 prodotti storici e iconici, entrati stabilmente nell’immaginario collettivo e tuttora capaci di generare valore e significato. Infine, sono state assegnate 3 targhe memorabili dedicate a 3 personalità che non sono più tra noi, ma che con il loro lavoro e la loro visione hanno contribuito in modo decisivo alla cultura del progetto.
In questa edizione, la giuria sottolinea come il design italiano si collochi oggi entro un sistema complesso e integrato, in cui prodotto industriale e servizio risultano ormai dimensioni interdipendenti di un unico territorio progettuale.
Accanto al ruolo centrale dell’innovazione tecnologica, emerge con crescente evidenza una forte attenzione alla responsabilità ambientale e sociale, che orienta progetti capaci di intervenire non solo sulle funzioni, ma anche sulle forme dell’abitare, del produrre, del comunicare, del curare, dell’apprendere e del condividere.
Il rapporto con la memoria si configura inoltre come elemento duplice: repertorio formale talvolta rassicurante, ma soprattutto materia viva e generativa, capace di produrre nuove sintesi progettuali, aspetto questo particolarmente valorizzato nella selezione dei premiati. In parallelo, si evidenzia la capacità anticipatoria del design italiano nello scenario internazionale.
Oltre il prodotto
Dalla selezione del XXIX Premio Compasso d’Oro ADI emerge una visione del design sempre meno confinata alla dimensione dell’oggetto e sempre più orientata alla costruzione di sistemi complessi.
Il Premio si conferma anche come strumento di lettura delle trasformazioni in atto: più che restituire un quadro concluso, mette in evidenza questioni aperte, dal rapporto tra tecnologia e impatto sociale alla dialettica tra innovazione e durata, fino alla distanza tra sostenibilità dichiarata e reale trasformazione dei processi.
I riconoscimenti assegnati restituiscono così un’immagine del design italiano contemporaneo come pratica insieme culturale, produttiva e civile, capace di confrontarsi con la complessità del presente senza rinunciare alla centralità della qualità progettuale.
Annuncio IV edizione del Compasso d’Oro International Design Award
Tra gli interventi, anche quello della Vice Presidente di ADI Associazione per il Disegno Industriale, Antonella Andriani, che ha annunciato l’apertura della IV edizione del Compasso d’Oro International Design Award, in programma in occasione di Expo 2027 Belgrado.
Il tema di questa edizione, in linea con quello di Expo, sarà “Your Design for Humanity at Play”. L’iniziativa conferma il sostegno del Bureau International des Expositions e la volontà di consolidare l’apertura a livello globale, riconoscendo il design non solo come disciplina, ma come linguaggio culturale comune.
Antonella Andriani sottolinea il valore dell’iniziativa “È un’occasione concreta per i designer e le aziende del mondo di mettersi in gioco, nel senso più ampio del tema, per far conoscere soluzioni che abbattono barriere fisiche o cognitive, facilitano la socialità e la partecipazione o rendono gli spazi pubblici e privati più vivibili. Per i vincitori è prevista la premiazione e l’esposizione negli spazi dell’Expo dove contiamo di superare il grande successo raggiunto con l’edizione di Osaka dello scorso anno”.
L’annuncio ha dato il via all’apertura delle candidature disponibili sul sito https://compassodorointernational.com/
La mostra
Fino al 4 giugno 2026, la mostra dei progetti candidati al XXIX Premio Compasso d’Oro ADI è ospitata presso l’ADI Design Museum di Milano, sede della Collezione Storica del Compasso d’Oro, che raccoglie circa 2.500 oggetti e documenti premiati o selezionati nel corso di oltre settant’anni di storia.
Attraverso prodotti, servizi, sistemi e ricerche, l’esposizione restituisce una lettura aggiornata del design italiano e del suo dialogo continuo con l’industria, la società e le trasformazioni culturali contemporanee.
a cura della redazione
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