


|
REGIONE LOMBARDIA
Le donne sono il motore della sanità lombarda: rappresentano il 73,5% della forza lavoro, ma restano sottorappresentate nei ruoli di vertice
Competenze, innovazione, trasferimento tecnologico e il ruolo che l’Intelligenza Artificiale (IA) può svolgere nel favorire modelli di leadership innovativi e inclusivi per rafforzare la crescita e la competitività del comparto salute e Life Sciences della Lombardia (che rappresenta circa un terzo dell’intero settore a livello nazionale): sono questi i temi al centro dell’evento “AI e leadership nel settore Life Sciences”, promosso oggi dall’Osservatorio sull’Equità di Genere della Leadership in Sanità e BION – Cluster lombardo scienze della vita in collaborazione con Regione Lombardia (Milano, Palazzo Lombardia, ore 16).
“L’equità di genere nella leadership sanitaria e l’Intelligenza Artificiale a supporto dei leader sono temi strettamente connessi, perché entrambi riguardano la qualità delle decisioni e la capacità di valorizzare il talento. Una leadership più equa e inclusiva favorisce la pluralità di prospettive, elemento essenziale per affrontare la complessità crescente dei sistemi sanitari mentre l’IA può rappresentare un prezioso alleato, migliorando l’analisi dei dati e i processi decisionali” – dichiara Alessa
L’incontro sarà preceduto dall’Assemblea di BION, nel corso della quale verrà presentato il Lombardy Life Science Gateway, il nuovo piano strategico del Cluster per accompagnare l’evoluzione del settore: dall’AI alla ricerca clinica, dalla governance dei dati sanitari alla valorizzazione delle competenze e dei giovani, BION conferma il proprio impegno nel mettere in connessione Sistema Sanitario, filiera industriale e cittadini.
“L’intelligenza artificiale è centrale nelle scienze della vita e, per questo, è parte integrante del nuovo piano di azione del Cluster, sostenuto dalla DG Università, Ricerca, Innovazione di Regione Lombardia” – afferma Felice Lopane, Managing Director BION – Cluster lombardo scienze della vita. “Promuovere consapevolezza, cultura e progetti sperimentali in questo ambito è fondamentale per abilitare nuovi modelli di governance della salute e accelerare l’innovazione tecnologica, a beneficio del territorio e, soprattutto, del paziente. La Lombardia può giocare un ruolo di leadership in questo ambito, unendo ricerca, accademia ed energia della filiera, attraendo finanziamenti europei e capitali sul territorio”.
Leadership femminile in sanità: la fotografia della Lombardia
L’approfondimento regionale del Rapporto Annuale 2025 dell’Osservatorio sull’Equità di Genere della Leadership in Sanità[1] evidenzia una partecipazione alla forza lavoro del SSR lombardo pari al 73,5%, una quota superiore alla media nazionale (69,5%). Nonostante il progressivo avanzamento della presenza femminile nei ruoli decisionali, rimangono alcune aree nelle quali il divario di genere resta significativo: nelle strutture complesse mediche, le donne, pur rappresentando il 56,7% dei medici, guidano solamente il 25,5% delle unità (23% in Italia). Mentre la direzione di alcune specialità strategiche, come chirurgia generale, ortopedia, anestesia e cardiologia, rimane ancora quasi esclusivamente appannaggio maschile.
Nel settore privato farmaceutico e dei dispositivi medici emerge una forte presenza femminile: le donne rappresentano il 45,7% della forza lavoro e occupano il 28,6% delle posizioni di leadership. Nel mondo accademico, infine, le donne costituiscono il 52% degli occupati nell’area delle scienze mediche, ma rappresentano soltanto il 18% dei professori ordinari, a fronte del 21,8% registrato a livello nazionale.
“Da questi dati risulta fondamentale promuovere una cultura che favorisca un accesso equo e inclusivo alle posizioni apicali” – dichiara Patrizia Ravaioli, Presidente di LEADS – Donne Leader in Sanità. “In questa direzione si inserisce il lavoro dell’Osservatorio sull’Equità di Genere della Leadership in Sanità: mettere dati, evidenze e best practice al servizio di un confronto costruttivo tra istituzioni, organizzazioni e professionisti.”
“I dati presentati oggi fotografano una contraddizione che il mondo accademico conosce bene: il problema non sta nell’accesso alla professione, ma nella progressione verso i vertici. L’Osservatorio è uno strumento prezioso proprio perché la conoscenza del fenomeno è il primo passo per intervenire con misure efficaci” –commenta Francesco Bruno Arturo Blasi, Presidente del Comitato di Direzione – Medicina e Chirurgia e Prorettore ai Rapporti con il Sistema Sanitario dell’Università degli Studi di Milano.
AI come strumento a supporto dei leader
L’AI rappresenta oggi non solo uno strumento di produttività, ma anche un supporto ai leader nei processi decisionali, nella gestione della complessità e nell’evoluzione dei modelli organizzativi.
In poco più di un anno la quota di manager che utilizza strumenti di AI generativa su base quotidiana è passata dal 15% nel 2024[2] a circa un manager su due nel 2026[3], segnale di un’accelerazione significativa nell’adozione di queste tecnologie. Tuttavia, l’impiego dell’AI resta ancora prevalentemente individuale: oggi solo il 7% dei leader dichiara di utilizzarla attivamente nei contesti di lavoro di squadra3. La vera sfida, dunque, non riguarda soltanto il modo in cui i singoli professionisti adoperano questi strumenti, ma la capacità delle organizzazioni di integrare l’AI nei processi di team, a partire da settori come la sanità, dove le decisioni sono per loro natura multidisciplinari.
“Per sfruttare pienamente il potenziale dell’AI a supporto della leadership è necessario adottare un approccio interattivo nell’utilizzo di questa tecnologia. Il vero cambiamento avviene quando si smette di utilizzarla soltanto per ottenere risposte o svolgere micro-attività operative e si inizia a interagire come con un partner di pensiero” – spiega Elisa Farri, Head of The Management Lab by Capgemini Invent. “Lo switch dal chiedere all’AI risposte veloci al coinvolgerla in un dialogo come un partner di pensiero rappresenta un cambiamento profondo nel modo di prendere decisioni: aiuta ad ampliare le prospettive, mettere in discussione convinzioni consolidate e stimolare il pensiero critico.”
In un settore a forte presenza femminile come la sanità, la trasformazione guidata dall’AI pone anche una sfida di equità. Oggi, infatti, solo il 7% delle professioniste dichiara di sentirsi adeguatamente supportata nell’utilizzo degli strumenti di AI, a fronte del 17% degli uomini[4]. Questo divario riflette non solo un gap formativo, ma evidenzia anche il rischio che le donne restino meno coinvolte nei luoghi in cui si definiscono priorità, investimenti e presidi etici delle nuove tecnologie. Per questo, formazione e sviluppo delle competenze diventano fondamentali per evitare che i divari esistenti si amplifichino, al fine di promuovere un’innovazione più inclusiva ed efficace in un sistema salute sempre più complesso.
Leads – Donne Leader in Sanità è un’Associazione, aperta a uomini e donne, che si propone di promuovere la leadership femminile nel settore della sanità e delle scienze della vita e di favorire il superamento delle disuguaglianze uomo – donna, in particolare perseguendo la parità di genere all’accesso ai più elevati gradi delle carriere e la presenza paritaria nelle organizzazioni pubbliche e private, cariche societarie e comitati e/o task-force.
BION – Cluster lombardo scienze della vita è la comunità regionale che riunisce tutte le entità pubbliche e private attive in ogni settore delle Scienze della Vita – Ricerca, Accademia, Industria, Clinica, Servizi. Attraverso progetti, servizi e strumenti dedicati, aggrega la rete life sciences, generando connessioni e azioni sinergiche, integrando prospettive e competenze trasversali e supportando lo sviluppo dell’ecosistema lombardo.
a cura della redazione
seguiteci anche con un like su Instagram, nome utente: gio.vanni.acerbi
|