



Inaugurata a Oristano la mostra “Secret Pages”
Il mondo segreto di Nobuyoshi Araki
in mostra alla Pinacoteca Carlo Contini fino al 17 ottobre 2026
È stata inaugurata nelle sale della Pinacoteca Carlo Contini di Oristano, con una grande partecipazione di pubblico e alla presenza del Sindaco Massimiliano Sanna e dell’Assessore alla Cultura e al Turismo Simone Prevete, la mostra Secret Pages, dedicata al fotografo giapponese Nobuyoshi Araki.
Curata da Sonia Borsato e inserita nel programma della ventottesima edizione del Dromos Festival, quest’anno dedicata al tema Secrets, l’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 17 ottobre 2026.
Secret Pages presenta 122 opere provenienti dalla Collezione Molinas Balata: 101 Polaroid e 21 fotografie che raccontano l’universo di uno dei più influenti e controversi protagonisti della fotografia contemporanea. Un percorso che attraversa desiderio e memoria, intimità e perdita, sensualità e malinconia, componendo un racconto visivo in cui ogni immagine custodisce un frammento di vita e invita lo spettatore a confrontarsi con ciò che rimane nascosto.
L’allestimento si sviluppa in due sale, concepite come momenti complementari di un unico percorso di scoperta.
La prima sala, che accoglie sei opere, ha una funzione introduttiva e immersiva, accompagnando il visitatore nell’universo artistico di Araki e offrendo una chiave di lettura della vastità, dell’eterogeneità e della complessità della sua ricerca poetica. Più che uno spazio espositivo tradizionale, è un luogo di preparazione, una sorta di “incubatrice” culturale che consente di avvicinarsi con maggiore consapevolezza ai temi affrontati dall’artista prima di entrare nella seconda sala, dedicata al nucleo più intenso, passionale ed erotico della sua produzione, quello che nel tempo ha suscitato maggiore dibattito e scandalo.
Per favorire questo processo di avvicinamento all’opera di Araki, al centro della prima sala è stato collocato un grande tavolo con numerosi cataloghi consultabili liberamente dal pubblico, mentre lungo le pareti pannelli di approfondimento illustrano il linguaggio delle Polaroid e la pratica del kinbaku, l’antica arte giapponese della legatura, elemento ricorrente nella poetica dell’artista e spesso frainteso se estrapolato dal suo contesto culturale ed espressivo.
La seconda sala costituisce il cuore della mostra e riunisce sia le polaroid sia le fotografie di grande formato. La scelta curatoriale è quella di far dialogare costantemente opere di dimensioni differenti, creando un equilibrio visivo tra l’immediatezza delle piccole polaroid e la forza monumentale delle grandi immagini fotografiche. Ne nasce così un ritmo espositivo che invita il visitatore a modificare continuamente il proprio punto di vista: avvicinandosi alle pareti per cogliere i dettagli delle Polaroid e allontanandosene per abbracciare con lo sguardo le opere di grande formato. Lo spazio diventa così parte integrante dell’esperienza artistica e il pubblico non si limita ad attraversarlo, ma lo vive pienamente. Il visitatore assume un ruolo attivo, diventando un vero e proprio corpo performativo che dialoga con le opere e costruisce attraverso il movimento la propria esperienza della mostra.
In dialogo con il tema del festival, le fotografie di Araki non cercano di svelare i segreti, ma di trasformarli in esperienza, aprendo spazi di riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla fragilità dell’esistenza. La polaroid, linguaggio privilegiato dell’artista, diventa così una forma immediata di scrittura visiva e uno strumento per trattenere l’istante prima che svanisca.
Sottolinea la curatrice Sonia Borsato: «Le Polaroid sono una memoria incarnata, reliquie delle nostre vite, oggetti imperfetti come le nostre esistenze. Alternarle alle fotografie di grande formato significa invitare il visitatore a vivere lo spazio con il proprio corpo, entrando in dialogo con le immagini secondo un ritmo intimo e personale. Ricondurre il lavoro di Araki a una soddisfazione voyeuristica sarebbe miope. Il cuore della sua ricerca è il tentativo di sondare il mistero della vita, la meraviglia dei giorni e la complessità dei sentimenti. Le sue immagini celebrano il sacro dei gesti quotidiani e hanno ancora la capacità di rinnovare il nostro stupore.»
Con oltre cinquant’anni di ricerca, Nobuyoshi Araki ha trasformato la fotografia in un autentico diario dell’esistenza, fondendo autobiografia, osservazione del quotidiano e sperimentazione visiva. Le opere riunite in Secret Pages restituiscono la forza di uno sguardo capace di trasformare l’attimo in memoria e di fare della fotografia un luogo in cui arte e vita si incontrano continuamente. Attraverso un allestimento pensato per coinvolgere il pubblico non solo sul piano visivo ma anche su quello fisico e interpretativo, la mostra invita a superare gli stereotipi che spesso accompagnano l’opera di Araki, restituendone tutta la profondità poetica e la straordinaria complessità artistica.
Orari di apertura:
Da lunedì a venerdì 9-20
Sabato e domenica 9-13 e 15-20
Biglietto mostra:
5 euro
Informazioni al pubblico:
- 027696 | info@pinacotecacarlocontini.it
a cura della redazione
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