

Oggi a Milano ,le Presidenti della Fondazione Balzan-Premio , Maria Cristina Messa e del Comitato Generale Premi Balzan, Maria Cartabbia, hanno annunciato presso la sede della Fondazione in Piazzetta Giordano 4 , a Milano, i vincitori dei Premi Balzan annuali per le scienze e la cultura, , due nelle scienze fisiche naturali e due nelle scienze umane.
Quest’anno è stato anche attribuito il premio speciale per l’umanità, la pace e la fratellanza tra i i popoli.
I riconoscimenti annuali vanno a Elena Esposito (Italia), dell’Università di Bologna, per “La scienza sociale della tecnologia digitale”; a Rasmus Nielsen (Usa-Danimarca), University of California Berkeley, e Ziheng Yang (Regno Unito), University College London, per “Evoluzione molecolare: decodificare schemi ricorrenti di cambiamento genomico”; a David Nirenberg (Usa), Institute for Advanced Study di Princeton, per “Studi ebraici”; e a Geoffrey W. Coates e Marc A. Hillmyer (Usa), rispettivamente della Cornell University e della University of Minnesota, per “Polimeri biodegradabili da fonti rinnovabili”.
Helen Margetts, ha presentato il profilo di Elena Esposito, mentre Sebastian Bonhoeffer quello di Rasmus Nielsen e Ziheng Yang. A Nancy Adler e Nathalie Heinich il compito di presentare il profilo di David Nirenberg per gli studi ebraici mentre Maria Strømme ha presentato quello di Geoffrey W. Coates e Marc A. Hillmyer .
Infine Maria Cristina Messa ha presentato il profilo del Premiato per L’umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli.
La scelta, spiega la Fondazione, valorizza ricerche caratterizzate da validità, attualità e interdisciplinarità, nella prospettiva di un “avanzamento della conoscenza senza confini”. Ciascun premio vale 750 mila franchi svizzeri (circa 800 mila euro), metà dei quali dovrà essere destinata a progetti di ricerca condotti da giovani studiosi. Il Premio speciale per l’umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli è stato invece assegnato alle Emergency Response Rooms del Sudan, per “il ruolo straordinario svolto nel garantire assistenza sul campo, solidarietà e speranza alle comunità colpite dalla guerra civile in Sudan”.
Il riconoscimento servirà in particolare a potenziare le attività per la tutela della salute mentale.
I Premi Balzan 2026 saranno consegnati a Roma il 19 novembre alla presenza del Presidente della Repubblica. Annunciate anche le materie premiande per il 2027: dinamica delle profondità terrestri, sistema immunitario delle piante, costituzionalismo europeo e storia dell’architettura moderna e contemporanea.
La Fondazione Internazionale Balzan è sorta a Lugano nel 1956 grazie alla generosità di Angela Lina Balzan che, alla morte del padre Eugenio e ispirandosi ai suoi propositi, destina il cospicuo patrimonio ereditato a un’opera per onorarne la memoria. Eugenio Francesco Balzan, nato a Badia Polesine (Rovigo) il 20 aprile 1874 da famiglia di proprietari terrieri decaduti, ha passato quasi tutta la sua vita lavorativa al “Corriere della Sera” di Milano.
La Fondazione Balzan ha carattere internazionale e agisce attraverso due sedi: una di diritto italiano e l’altra di diritto svizzero.
La Fondazione Internazionale Premio E. Balzan – “Premio”, con sede a Milano, ha lo scopo di incoraggiare, senza distinzioni di nazionalità, di razza e di religione, la cultura, le scienze e le più meritevoli iniziative umanitarie, di pace e di fratellanza fra i popoli. Vi provvede attraverso l’assegnazione annuale di quattro premi nelle categorie “lettere, scienze morali e arti” e “scienze fisiche, matematiche, naturali e medicina”.
La Fondazione Internazionale Premio E. Balzan – “Fondo”, con sede a Zurigo, condivide questi obiettivi e amministra il patrimonio lasciato da Eugenio Balzan.
La Fondazione Internazionale Balzan e il legame con la Svizzera
La Fondazione Internazionale Balzan fu istituita nel 1956 a Lugano su richiesta di Angela Lina Balzan, figlia di Eugenio Francesco Balzan. Eugenio Balzan era amministratore delegato e co-proprietario della casa editrice milanese del Corriere della Sera e fu anche molto coinvolto nella vita economica e culturale di Milano. Nel 1933 lasciò l’Italia in opposizione al regime fascista e si trasferì in Svizzera, dove rimase fino alla morte, avvenuta nel 1953. A tutt’oggi il suo patrimonio è gestito dalla sede svizzera della Fondazione Balzan a Zurigo. La sede italiana della Fondazione Balzan è a Milano ed è responsabile del Premio. Il legame con la Svizzera si riflette anche nella composizione del Consiglio di Fondazione e nella cerimonia di premiazione. Un membro del Consiglio di Fondazione della Fondazione Balzan è nominato dal Dipartimento degli Interni svizzero e la cerimonia di premiazione si svolge ogni due anni presso il Parlamento svizzero.
a cura della redazione
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