Cosa, o quanto, ci separa dall’escalation nucleare?

La domanda non è azzardata, e può avere una risposta misurabile. Nel 1947, gli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientist dell’Università di Chicago hanno creato il Doomsday Clock (Orologio dell’Apocalisse), un orologio simbolico volto a quantificare il rischio di catastrofe, con particolare riferimento all’annientamento dell’umanità causato dallo scoppio atomico.

Nell’orologio, la distanza delle lancette dalla mezzanotte rappresenta la distanza ipotetica dalla fine dell’umanità: nel momento della creazione, l’orologio fu impostato a 7 minuti dalla mezzanotte.

Da allora le lancette sono state spostate 22 volte: nel 1991, in seguito alla fine della Guerra Fredda, l’orologio viene impostato a 17 minuti dalla mezzanotte, è stato il momento di massima sicurezza secondo gli scienziati del Bulletin.

A gennaio 2022, invece, il Bulletin stabilisce che l’umanità non è mai stata così vicina alla catastrofe, a causa del cambiamento climatico e del nuovo aumento del rischio atomico globale: le lancette dell’orologio vengono posizionate a 100 secondi dalla mezzanotte.

Oggi, 24 gennaio 2023, gli scienziati annunceranno la prossima “ora

 

 

KINE’ E RAI CINEMA
presentano

 

Andrea Pennacchi

in

PLUTO

or: How I learned NOT to stop worrying and NOT to love the bomb

 

un film di

Renzo Carbonera

 

“Nessuna cultura può poggiare su un rapporto distorto con la verità”

Robert Musil

 

Un uomo trova rifugio tra le montagne, in mezzo ad alcuni resti delle varie guerre mondiali combattute negli ultimi 100 anni. Entrando a piccoli passi nella sua vita, e nel suo passato, scendiamo con lui in una spirale di ricordi, suggestioni, realtà e follia.

L’immaginazione diventa allucinazione e la vita di quest’uomo una metafora della spada di Damocle che abbiamo deciso di metterci sulla testa. Evolveremo dall’antropocene nucleare o ci estingueremo con esso?

 

Franco “Chief” Carling ha servito in missioni militari in tutto il mondo, è stato ferito in un incidente e ha perso gli affetti più cari a causa del lavoro che lo ha portato in numerose basi americane in Italia e in Europa, sempre in compagnia della bomba.

 

Dalla fine della Guerra Fredda i suoi punti di riferimento sono venuti a mancare, il nemico non è più così facile da individuare e il rischio atomico ha perso il suo controllore più forte, la deterrenza che nasceva dal mondo diviso in blocchi. Adesso la bomba è diventata la sua ossessione, il suo tormento e la sua unica ragione di vita.

 

Il nuovo film di Renzo Carbonera usa il linguaggio della fiction per narrare eventi verosimili e di stringente corrispondenza con la cronaca, proprio ora che le tensioni geopolitiche sono nuovamente esplose e che la minaccia atomica è tornata ad essere un argomento attuale.  Cosa, o quanto, ci separa dall’escalation nucleare?

 

Scritto e diretto da Renzo Carbonera | Cast Andrea Pennacchi e Sara Lazzaro |

Montaggio Andrea di Fede | DOP Harald Erschbaumer Prodotto da Claudio Giapponesi | Scenografia Tessa Battisti | Costumi Nadia Baiardi
Trucco Linda Maculan | Musiche Luca Ciut

 

Una produzione Kiné Società Cooperativa con Rai Cinema in collaborazione con EIE FILM

 

progetto cofinanziato dal fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020 REGIONE VENETO
in collaborazione con TRENTINO FILM COMMISSION
progetto sviluppato con il sostegno del PROGRAMMA MEDIA dell’UNIONE EUROPEA

 

AL CINEMA DAL 9 FEBBRAIO

 

distribuzione

Open DDB

a cura della redazione

Written by giovanni47

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *