Circa mezzo milione di telespettatori complessivi per il docu-reality “Vado a vivere nel bosco” che viene riproposto in questi giorni da DMAX sia in prima serata che tardi tra l’una e le due di notte.
Secondo lo studio di OmnicomMediaGroup realizzato per il quotidiano Libero, che ogni giorno analizza gli ascolti tv, il format americano sta vivendo una seconda giovinezza. Il canale di WB. Discovery ha iniziato a riproporre le puntate della settima stagione da lunedì 8 dicembre in prime time, con ulteriori repliche al giovedì in terza serata.
Proprio in concomitanza con il caso della famiglia nel bosco di Palmoli, i cui bambini sono costretti a trascorrere il Natale nella struttura in cui vivono ora dopo essere stati allontanati dal padre, fa un certo effetto vedere che la programmazione di DMAX abbia rispolverato questo programma made in USA in cui l’esperto di sopravvivenza Marty Raney, insieme ai suoi figli, ogni puntata si reca da famiglie che vivono in situazioni di isolamento in boschi o in zone dell’Alaska nel Circolo Polare o in territori forestali delle Hawaii.
La missione di Marty & Co. è quella di ristrutturare, ricostruire e rendere sicure le case di persone che si trovano a lottare con gli attacchi di bestie feroci come i puma o minacciati da alberi invasivi o ancora sovrastati da una valanga di neve, affinché possano resistere anche in condizioni estreme in località amene.
E giovedì scorso all’una di notte, mentre una famiglia del Montana veniva salvata dall’attacco dei bisonti e un’altra in Alaska si doveva difendere dalla visita non particolarmente gradita di alcuni bisonti, oltre 100mila spettatori erano sintonizzati sul 52 del digitale terrestre. Altrettanti gli aficionados della prima serata.
Picchi di share tra il 3/4% fra i giovani adulti 25/34enni amanti del palinsesto della rete. Un risultato davvero notevole per un canale “nativo digitale”. Gli individui interessati dai salvataggi di Raney e famiglia hanno uno stile di vita non dissimile da quello di Nathan e Catherine. Ciò che da noi viene considerato stravagante altrove è assolutamente normale e va salvaguardato. Al punto di farne un format da programmare in prime time sia negli Stati Uniti che in Italia.
a cura della redazione
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Written by giovanni47