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Dopo edizioni in cui protagonisti sono stati grandi masterplan e opere di rigenerazione urbana, Open House Milano 2026 sposta il focus sulla dimensione quotidiana della città: case private, nuove forme di residenzialità condivisa, hospitality contemporanea, luoghi del lavoro, studi creativi e spazi culturali. Un racconto più intimo e vicino ai modi in cui oggi si abita, si lavora e si costruiscono comunità urbane. Ecco alcune novità del programma:
- Lombardini22 + Hub Lombardini22
Per la prima volta lo studio apre il proprio headquarter: uno spazio di lavoro progettato come ambiente relazionale e orientato al benessere, dove design thinking, workplace strategy e neuroscienze guidano l’esperienza quotidiana. Poco distante, Hub Lombardini22 ospita eventi, coworking, workshop e mostre, confermando il ruolo dello studio come piattaforma culturale aperta sulla città.
Per Franco Guidi CEO e Founder di Lombardini22. “Pensiamo all’architettura come a uno strumento capace di connettere persone e luoghi, e di attivare processi di miglioramento per il territorio. Gli interventi che realizziamo nascono dalla volontà di contribuire a una città più accessibile, inclusiva e attenta al bene comune, dove la comunità diventa parte attiva della trasformazione. Per noi di Lombardini22, innovare significa generare valore condiviso e duraturo, mettendo le persone al centro di ogni progetto”
- MULINO Factory + MuaMua Hotel
Due progetti nello stesso complesso che raccontano modi diversi dell’abitare contemporaneo. MULINO Factory, ex pastificio legato a Gio Ponti, unisce residenza, atelier e spazi condivisi in una comunità creativa e collaborativa. MuaMua Hotel interpreta invece l’hospitality come esperienza immersiva, con interni firmati da Tom Dixon che trasformano l’hotel in uno spazio scenografico e identitario.
“Mulino Factory è un progetto nato da poco. Si colloca a metà tra la Factory di Andy Warhol e il condominio di Friends. Mulino è molto grato di essere tenuto a battesimo da Open House. Anche se, in fondo, è un bambino che compirà 100 anni tra tre anni. Disegnato da Chiodi e Ponti nel 1929, è nato per produrre farina ed è rinato per produrre idee. Qui convivono artisti, lavorano creativi, c’è un’artist residency e una galleria condominiale. Tutti si adorano, ma è imperfetto, incasinato, un po’ circo. E per me il circo è meglio del circolino”, ha precisato la fondatrice, Ludovica Virga,
Storico appartamento progettato negli anni Settanta da Jonathan De Pas all’interno della Casa Fronte Parco di Pietro Lingeri. Un grande open space domestico fondato su fluidità, continuità visiva e integrazione tra arredi e architettura. Recentemente restaurato, apre eccezionalmente al pubblico offrendo uno sguardo raro sulla sperimentazione domestica milanese del secondo Novecento.
Home gallery nata da un appartamento anni Venti dove arte contemporanea, collectible design e ospitalità convivono in una dimensione autenticamente domestica. Più che uno spazio espositivo, è una casa vissuta che trasforma l’abitare in esperienza curatoriale e culturale.
Il museo dedicato a Leonardo da Vinci propone un percorso speciale ispirato alla veduta di Milano contenuta nel Codice Atlantico. Macchine funzionanti, ambienti interattivi e installazioni digitali accompagnano il pubblico in un viaggio tra invenzione, città e desiderio di osservare Milano dall’alto.
- Signiture – Torre Velasca
All’interno della Torre Velasca apre uno spazio di lavoro contemporaneo firmato IWG. Distribuito tra il settimo e il nono piano, il progetto valorizza struttura e materiali originali dell’edificio introducendo trasparenze, luce naturale e ambienti flessibili dedicati al lavoro contemporaneo.
Progetto di interior design che trasforma un appartamento affacciato sulla Torre Velasca in una “casa manifesto”. Colore, luce e texture ridefiniscono gli ambienti storici di Palazzo dei Bersaglieri creando uno spazio immersivo, narrativo e fortemente contemporaneo.
- Casa Girola – Banca Investis
Storico edificio tra Otto e Novecento rielaborato da Piero Portaluppi e oggi restaurato come sede contemporanea della banca. L’apertura permette di entrare in una Milano normalmente nascosta, fatta di interni storici, memoria architettonica e nuove funzioni urbane.
Un ecosistema dedicato a musica, formazione e produzione culturale. La sede ospita aule, studi, spazi performativi e un teatro attrezzato, raccontando un luogo dove didattica, sperimentazione artistica e impegno sociale convivono. Dai suoi spazi sono passati alcuni protagonisti della scena musicale italiana contemporanea, mentre l’istituto continua a promuovere progetti sociali e inclusivi attraverso la musica.
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