Sabato 23 e domenica 24 maggio torna Open House Milano, il weekend di aperture straordinarie che ogni anno invita il pubblico a scoprire la città attraverso i suoi spazi, le sue architetture e le trasformazioni che ne ridefiniscono il paesaggio urbano.
L’annuncio è stato dato questa mattina durante una breve conferenza stampa tenutasi nella bella, insolita ed originale location di casa De Pas, in Via Giulianova 1 a Milano.

Alla conferenza moderata da Lucia Mannella, co-direttore Open House Milano sono intervenuti oltre  a Maya Plata, co-direttore Open House Milano, anche Franco Guidi, Founder e CEO di Lombardini22, l’Architetto Carlo Masera dell’omomino Studio di Architettura, per Casa De Pas Guido Tattoni, Dean NABA, Nuova Accademia di Belle Arti e Ludovica Virga, Founder di Mulino Factory e MuaMua Hotel..

Con l’XI edizione si apre per Open House Milano una nuova fase.

Dopo dieci edizioni che hanno progressivamente costruito una delle esperienze culturali più partecipate e riconoscibili della città, la manifestazione è oggi parte del palinsesto delle iniziative più attese di Milano: un progetto “della città per la città”, capace negli anni di ampliare il modo di osservare, attraversare e conoscere il territorio urbano, tracciando nuove rotte di esplorazione e nuove forme di relazione con lo spazio contemporaneo.

La formula delle aperture straordinarie e delle visite guidate nasce nel 1992 con Open House London, ideato da Victoria Thornton fondatrice del format diffusosi negli anni in 55 città del mondo, con l’obiettivo di rendere l’architettura accessibile a tutti attraverso l’esperienza diretta dei luoghi.

Open House Milano ne raccoglie e rinnova questa eredità, trasformando “la visita” in una pratica collettiva di conoscenza: non soltanto un’occasione per entrare in spazi normalmente chiusi al pubblico, ma un vero e proprio strumento per leggere la città, comprenderne le trasformazioni e costruire nuove forme di consapevolezza urbana.

Il tema dell’edizione 2026, MILANO DALL’ALTO, nasce proprio da questo desiderio di cambiare prospettiva. Sollevare lo sguardo per leggere Milano come un organismo vivo, dinamico e interconnesso, dove skyline, infrastrutture, cortili, torri, spazi pubblici e dimensioni private compongono un unico paesaggio urbano in continua evoluzione.

Attraverso un programma di aperture straordinarie e visite guidate gratuite, Open House Milano accompagna il pubblico dentro architetture iconiche costruendo un racconto corale che attraversa epoche, linguaggi e scale progettuali differenti.

“In una città spesso attraversata da iniziative ipertrofiche e consumate rapidamente, Open House Milano continua a essere uno spazio di ascolto, scoperta e attenzione. Un progetto che invita a rallentare e a leggere Milano attraverso i suoi spazi, come un libro aperto fatto di architetture, storie e visioni. Dalle case private ai grandi luoghi della trasformazione urbana, OHM continua a custodire una dimensione autentica della meraviglia e della conoscenza condivisa della città.” Ha dichiarato Lucia Mannella.

“Condividere l’architettura: è questo il principio alla base del progetto Open House. Condividere storie, conoscenze e valori significa promuovere occasioni di scambio reciproco capaci di arricchire tutti i protagonisti coinvolti tra gestori, volontari e pubblico. Questo è il senso e la forza di Open House: un progetto partecipato che riconosce ogni parte come protagonista attiva dell’iniziativa e invita a riflettere sulla progettazione, sul significato e sulla funzione dei luoghi visitati.” Ha puntualizzato Maya Plata.

“In una città spesso attraversata da iniziative ipertrofiche e consumate rapidamente, Open House Milano continua a essere uno spazio di ascolto, scoperta e attenzione. Un progetto che invita a rallentare e a leggere Milano attraverso i suoi spazi, come un libro aperto fatto di architetture, storie e visioni. Dalle case private ai grandi luoghi della trasformazione urbana, OHM continua a custodire una dimensione autentica della meraviglia e della conoscenza condivisa della città.” Ha dichiarato Lucia Mannella.

“Condividere l’architettura: è questo il principio alla base del progetto Open House. Condividere storie, conoscenze e valori significa promuovere occasioni di scambio reciproco capaci di arricchire tutti i protagonisti coinvolti tra gestori, volontari e pubblico. Questo è il senso e la forza di Open House: un progetto partecipato che riconosce ogni parte come protagonista attiva dell’iniziativa e invita a riflettere sulla progettazione, sul significato e sulla funzione dei luoghi visitati.” Ha puntualizzato Maya Plata.

Lombardini22 @Luca Rotondo

Il programma 2026

Gli 80 luoghi visitabili di Open House Milano 2026 compongono una geografia eterogenea della città contemporanea: architetture iconiche, spazi privati, sedi istituzionali, luoghi del lavoro, nuovi landmark urbani e siti normalmente non accessibili costruiscono un racconto diffuso che attraversa Milano nelle sue molteplici identità.

Il programma, consultabile e prenotabile su openhousemilano.org, nasce da una rete sempre più ampia di collaborazioni, partecipazioni spontanee e sinergie progettuali che ogni anno arricchiscono il palinsesto della manifestazione. Le aperture si distribuiscono nei sei sestieri storici della città — Porta Orientale, Romana, Ticinese, Vercellina, Nuova e Comasina — e si intrecciano a itinerari tematici che permettono di leggere l’evoluzione urbana, sociale e culturale di Milano attraverso i suoi spazi.

Casa De Pas
Partner di Open House 2026, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti inaugura la manifestazione con Nel Paese delle Ombre, progetto performativo e installativo ospitato presso Centro Artistico Alik Cavaliere in occasione del centenario della nascita dell’artista. Liberamente ispirata a La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Haruki Murakami, l’opera di Matteo Manzitti su libretto di Daniela Morelli costruisce una narrazione immersiva sospesa tra dimensione onirica e riflessione sull’identità, coinvolgendo attivamente il pubblico all’interno dello spazio scenico. Il progetto nasce da un lavoro interdisciplinare che coinvolge studenti e docenti dei Trienni in  Scenografia e in Fashion Design e dell’Area Media Design and New Technologies di NABA: scenografie, costumi, contenuti video e sonori dialogano con gli ambienti del Centro Alik Cavaliere, trasformando la visita in un’esperienza performativa diffusa. La rappresentazione teatrale sarà presentata in anteprima venerdì 22 maggio con la direzione musicale di Pilar Bravo e la regia di Fred Santambrogio, mentre installazioni e contenuti multimediali resteranno visitabili per tutta la durata della manifestazione.

Siamo particolarmente entusiasti di inaugurare l’11ª edizione di Open House Milano con “Nel Paese delle Ombre”, un progetto straordinario che unisce arte, teatro, costume e linguaggi multimediali. Gli studenti e le studentesse delle Aree Set Design, Fashion Design e Media Design and New Technologies di NABA hanno avuto la possibilità di lasciarsi ispirare dal lavoro di Alik Cavaliere nel suo atelier, proprio nel centenario della sua nascita, e di collaborare confrontandosi in un progetto corale che ha unito diverse discipline artistiche affrontate nei corsi della nostra Accademia: dalla realizzazione degli elementi di scena ai costumi, confrontandosi con musicisti, coristi e attori, fino al racconto multimediale della rappresentazione dell’opera per il pubblico di Open House Milano, tramite i linguaggi della fotografia e delle nuove tecnologie” ha commentato  Guido Tattoni.

Prosegue la collaborazione con ABITARE, magazine di riferimento per il mondo del design, dell’arte e dell’architettura, che anche per il 2026 propone uno sguardo critico sulle trasformazioni dell’abitare contemporaneo e sui nuovi scenari urbani che stanno ridefinendo Milano. I percorsi curati insieme al magazine diventano così occasioni per leggere la città attraverso i suoi progetti più significativi, intercettando temi come tutela del patrimonio architettonico, riqualificazione e modelli abitativi emergenti. Per questa edizione, ABITARE accompagna il pubblico alla scoperta di Aparto Giovenalestudentato progettato da Carmody Groarke con Calzoni Architetti per il gruppo Savills, tra gli interventi più interessanti realizzati recentemente in città per qualità architettonica e generosità degli spazi. In una Milano dove la domanda di housing universitario continua a crescere e l’offerta resta ancora insufficiente, Aparto rappresenta un caso significativo: un progetto che supera la rigidità tipica di molte residenze studentesche contemporanee, trasformando lo studentato in un luogo aperto, espressivo e capace di interpretare in modo nuovo il tema dell’abitare condiviso.

APARTO
Open House Milano 2026 ospita la pubblicazione Milano Città Giardino, a cura di LAMPOON Magazine, distribuita all’interno di una selezione di siti del programma di aperture straordinarie. Edito da Edizioni Bignami, il tascabile si presenta come un manifesto civile che invita a ripensare il rapporto tra persone, natura e spazio urbano, intrecciando riflessioni sul verde, esempi virtuosi di rigenerazione e racconti quotidiani di una Milano più lenta, respirabile e condivisa. Più che una semplice pubblicazione, Milano Città Giardino diventa uno strumento di lettura della città contemporanea: uno sguardo critico ma profondamente ottimista che attraversa alberature, piazze, quartieri e paesaggi urbani per interrogarsi su quale idea di futuro Milano stia costruendo. Un invito a immaginare una città dove qualità della vita, spazio pubblico e senso di appartenenza tornino al centro del discorso urbano.
ACE – Integrated Design Company (Palazzo Archinto)
Dopo edizioni in cui protagonisti sono stati grandi masterplan e opere di rigenerazione urbana, Open House Milano 2026 sposta il focus sulla dimensione quotidiana della città: case private, nuove forme di residenzialità condivisa, hospitality contemporanea, luoghi del lavoro, studi creativi e spazi culturali. Un racconto più intimo e vicino ai modi in cui oggi si abita, si lavora e si costruiscono comunità urbane. Ecco alcune novità del programma:
  • Lombardini22 + Hub Lombardini22
Per la prima volta lo studio apre il proprio headquarter: uno spazio di lavoro progettato come ambiente relazionale e orientato al benessere, dove design thinking, workplace strategy e neuroscienze guidano l’esperienza quotidiana. Poco distante, Hub Lombardini22 ospita eventi, coworking, workshop e mostre, confermando il ruolo dello studio come piattaforma culturale aperta sulla città.
Per Franco Guidi CEO e Founder di Lombardini22. “Pensiamo all’architettura come a uno strumento capace di connettere persone e luoghi, e di attivare processi di miglioramento per il territorio. Gli interventi che realizziamo nascono dalla volontà di contribuire a una città più accessibile, inclusiva e attenta al bene comune, dove la comunità diventa parte attiva della trasformazione. Per noi di Lombardini22, innovare significa generare valore condiviso e duraturo, mettendo le persone al centro di ogni progetto”
  • MULINO Factory + MuaMua Hotel
Due progetti nello stesso complesso che raccontano modi diversi dell’abitare contemporaneo. MULINO Factory, ex pastificio legato a Gio Ponti, unisce residenza, atelier e spazi condivisi in una comunità creativa e collaborativa. MuaMua Hotel interpreta invece l’hospitality come esperienza immersiva, con interni firmati da Tom Dixon che trasformano l’hotel in uno spazio scenografico e identitario.
“Mulino Factory è un progetto nato da poco. Si colloca a metà tra la Factory di Andy Warhol e il condominio di Friends. Mulino è molto grato di essere tenuto a battesimo da Open House. Anche se, in fondo, è un bambino che compirà 100 anni tra tre anni. Disegnato da Chiodi e Ponti nel 1929, è nato per produrre farina ed è rinato per produrre idee. Qui convivono artisti, lavorano creativi, c’è un’artist residency e una galleria condominiale. Tutti si adorano, ma è imperfetto, incasinato, un po’ circo. E per me il circo è meglio del circolino”,  ha precisato la fondatrice, Ludovica Virga,
  • Casa De Pas
Storico appartamento progettato negli anni Settanta da Jonathan De Pas all’interno della Casa Fronte Parco di Pietro Lingeri. Un grande open space domestico fondato su fluidità, continuità visiva e integrazione tra arredi e architettura. Recentemente restaurato, apre eccezionalmente al pubblico offrendo uno sguardo raro sulla sperimentazione domestica milanese del secondo Novecento.
  • The AP.Art.Ment
Home gallery nata da un appartamento anni Venti dove arte contemporanea, collectible design e ospitalità convivono in una dimensione autenticamente domestica. Più che uno spazio espositivo, è una casa vissuta che trasforma l’abitare in esperienza curatoriale e culturale.
  • Leonardo3 Museum
Il museo dedicato a Leonardo da Vinci propone un percorso speciale ispirato alla veduta di Milano contenuta nel Codice Atlantico. Macchine funzionanti, ambienti interattivi e installazioni digitali accompagnano il pubblico in un viaggio tra invenzione, città e desiderio di osservare Milano dall’alto.
  • Signiture – Torre Velasca
All’interno della Torre Velasca apre uno spazio di lavoro contemporaneo firmato IWG. Distribuito tra il settimo e il nono piano, il progetto valorizza struttura e materiali originali dell’edificio introducendo trasparenze, luce naturale e ambienti flessibili dedicati al lavoro contemporaneo.
  • Blu Milano
Progetto di interior design che trasforma un appartamento affacciato sulla Torre Velasca in una “casa manifesto”. Colore, luce e texture ridefiniscono gli ambienti storici di Palazzo dei Bersaglieri creando uno spazio immersivo, narrativo e fortemente contemporaneo.
  • Casa Girola – Banca Investis
Storico edificio tra Otto e Novecento rielaborato da Piero Portaluppi e oggi restaurato come sede contemporanea della banca. L’apertura permette di entrare in una Milano normalmente nascosta, fatta di interni storici, memoria architettonica e nuove funzioni urbane.
  • CPM Music Institute
Un ecosistema dedicato a musica, formazione e produzione culturale. La sede ospita aule, studi, spazi performativi e un teatro attrezzato, raccontando un luogo dove didattica, sperimentazione artistica e impegno sociale convivono. Dai suoi spazi sono passati alcuni protagonisti della scena musicale italiana contemporanea, mentre l’istituto continua a promuovere progetti sociali e inclusivi attraverso la musica.
Mulino Factory
Leonardo3 Museum
CPM Music Institute

Il palinsesto si snoda si snoda attraverso i luoghi della cultura milanese, aprendo al pubblico teatri, auditorium e istituzioni storiche come il Conservatorio G. Verdi, il Teatro Filodrammatici, l’Auditorium di Milano, i Laboratori del Teatro alla Scala e il Centro di Produzione TV RAI di corso Sempione.

Si attraversano gallerie d’arte, case museo e collezioni private, insieme ad aperture straordinarie di edifici iconici dello skyline cittadino, tra cui Diamond Tower, Torre Arcobaleno e Casa Rustici.

Accanto a queste, trovano spazio dimore private, showroom di design, studi di architettura e progetti di rigenerazione urbana come ARIA – Ex Macello e  LivingUp nel quartiere SeiMilano.
E molto altro da scoprire sul sito.
Le prenotazioni aprono martedì 19 maggio.

a cura della redazione
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Written by giovanni47

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