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Florian Peer © Bressanone Turismo_Michael Pezzei

Sarah Bernardi © Bressanone Turismo_Michael Pezzei

Simone Zardini © Vaidotas Monstavičius
Dalla viaggiatrice che ha attraversato l’Asia in sella alla sua gravel bike fino al farmacista che consegna medicinali con una cargo bike elettrica: la bike festa racconta le storie che danno anima alla cultura della bicicletta a Bressanone. Perché qui pedalare non significa soltanto fare sport, ma vivere il territorio, incontrare le persone e muoversi in modo consapevole.
Quando il sole del pomeriggio accarezza i vigneti attorno all’Abbazia di Novacella e la pista ciclabile della Valle Isarco si snoda tra filari e montagne, si comprende facilmente perché Bressanone sia diventata una delle destinazioni bike più amate dell’arco alpino. Dal 17 al 20 settembre 2026 la città ospiterà la bike festa Südtirol, quattro giorni dedicati alla bicicletta e alle persone che, ogni giorno, contribuiscono a renderla parte integrante della vita locale.
Dove nascono i trail della Plose
Dietro ogni trail perfettamente mantenuto c’è il lavoro di chi lo conosce pietra per pietra. Simone Zardini è uno degli shaper del Brixen Bikepark e trascorre gran parte delle sue giornate sui sentieri che hanno contribuito a rendere Bressanone una delle mete più apprezzate dagli appassionati di mountain bike.
Il suo lavoro va ben oltre la semplice manutenzione dei percorsi. È un dialogo costante con il territorio e con i rider che arrivano da tutta Europa. «Siamo sempre presenti sui trail e riceviamo continuamente feedback da chi li percorre», racconta. «Solo ascoltando i biker possiamo migliorare i percorsi e rendere l’esperienza sempre più coinvolgente».
Per Zardini la soddisfazione più grande non è il risultato finale, ma vedere la felicità di chi pedala sui sentieri della Plose. «Lavorare all’aria aperta, trasmettere il rispetto per la montagna e far vivere belle esperienze agli ospiti è ciò che ci motiva ogni giorno».
Tra tutti i percorsi del Brixen Bikepark, il suo preferito resta la Palm Pro Line: due chilometri e mezzo realizzati interamente a mano, senza l’utilizzo di mezzi meccanici. Un trail tecnico, naturale e impegnativo, pensato per i rider più esperti e costruito nel pieno rispetto dell’ambiente alpino che lo circonda.
Da Bressanone al resto del mondo
Viaggiatrice instancabile, gravel biker, Sarah Bernardi ha attraversato in bicicletta Turchia, Tagikistan, Kirghizistan, Georgia, Armenia e le alture del Ladakh. La velocità non l’ha mai interessata particolarmente. A guidarla sono piuttosto gli incontri, i paesaggi e la libertà che solo un viaggio in bicicletta può offrire.
«La bicicletta è la velocità perfetta per viaggiare», spiega. «Ti permette di osservare, ascoltare, fermarti e parlare con le persone senza rinunciare a muoverti».
Per lei la bicicletta è meditazione, avventura e connessione con il mondo. Un approccio che si ritrova perfettamente nello spirito di Bressanone, dove natura, piacere di vivere e movimento convivono in modo spontaneo.
Quando la cargo bike unisce tradizione e innovazione
Tra i volti della mobilità quotidiana c’è anche Florian Peer, farmacista di settima generazione e titolare della storica Farmacia Peer. Per le consegne in città utilizza una caratteristica cargo bike elettrica blu, dotata di una speciale cella refrigerata per il trasporto dei medicinali.
Sono soprattutto le collaboratrici e i collaboratori della farmacia a utilizzare il mezzo per raggiungere pazienti e clienti in città. «In bicicletta si è più vicini alle persone e si vive la città in modo diverso», spiega Peer. «Inoltre è un modo semplice, pratico e sostenibile per svolgere le attività quotidiane».
La cargo bike è diventata negli anni una presenza familiare nelle vie del centro storico e rappresenta perfettamente una forma di mobilità urbana che si integra con l’identità di Bressanone: efficiente, sostenibile e profondamente legata alla qualità della vita.
a cura della redazione
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