

Amici Obesi Onlus festeggia i 20 anni di attività al fianco dei pazienti, rinnovando la sua missione: dare voce alle persone con obesità presso le Istituzioni e tutti i tavoli di lavoro e offrire loro uno spazio di auto-mutuo-aiuto e condivisione.
Sabato 15 novembre, a Roma nello storico teatro Tordinona all’evento per l’anniversario 2005-2025, uno spettacolo teatrale e diversi momenti di confronto e riflessione tra esperti, amici e sostenitori.
In Italia circa il 29 per cento dei bambini è in eccesso ponderale, il 9,8 per cento con obesità. Al via il Progetto “Meno Zucchero, più Salute” con un programma dedicato ai bambini in età scolare.
Sabato 15 novembre la storica associazione Amici Obesi Onlus ha celebrato vent’anni di attività (2005-2025) a fianco dei pazienti con una missione che nel tempo si è evoluta e articolata, fino all’impegno e alla determinazione spese per ottenere la recente approvazione della Legge che – unica in Europa – riconosce l’obesità come malattia. L’evento, in collaborazione con ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, FIAO – Federazione Italiana Associazioni Obesità, SICOB – Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche, SIO – Società Italiana dell’Obesità, e con il contributo non condizionante di Bioitalia srl, Boehringer Ingelheim, Eli Lilly Italia e Novo Nordisk Italia, si è svolto nel centro di Roma, nella splendida cornice dello storico Teatro Tordinona, alla presenza di amici, esperti e sostenitori dell’associazione. Moderatore d’eccezione il prof. Renato Giordano, regista, attore, autore di teatro, musicista e operatore culturale oltre che medico specialista in endocrinologia presso UOC Diabetologia e Dietologia Osp. S. Spirito di Roma.
Quella di Amici Obesi è una storia che continua. “Senza il supporto di Amici Obesi non credo che ce l’avrei fatta. Perché è vero, da soli si va veloci, ma insieme si va più lontano”, è solo una delle tante voci delle persone che aderiscono all’associazione.
«In questi vent’anni ho conosciuto tante persone, da ogni parte d’Italia, che hanno vissuto e vivono con questa malattia ogni giorno e sono entusiasta di aver potuto condividere la giornata di oggi con molte di loro», racconta Iris Zani, Presidente di Amici Obesi e di FIAO – Federazione Italiana Associazioni Obesità. «Tutto è iniziato nel 2003, quando ho incontrato delle persone straordinarie, diventate prima amici e, dal 2005, parte e cuore della mia seconda famiglia: Amici Obesi. Desideravamo un luogo dove nessuno si sentisse più solo, dove potersi raccontare senza giudizio e trovare il coraggio di cambiare e l’abbiamo creato. Voglio ricordare in particolare Marina Biglia, mia cara amica e presidente dell’associazione fino alla sua prematura scomparsa nel 2018. Ci ha fatto crescere come mai prima e lavorare al suo fianco è stato un privilegio. Quando ci ha lasciati, colmare il suo vuoto è stato difficile. Ma ho capito che il modo migliore per onorarla era continuare a camminare, portando avanti la sua eredità con la stessa dedizione e lo stesso amore».
“Questa associazione per me è stata un punto di riferimento sin dall’inizio soprattutto per dare voce ai pazienti ma anche ai professionisti in modo paritario e collaborativo, non si trattava e non si è mai trattato di fare distinzioni di ruolo ma di costruire ponti anziché magari alzare muri come avveniva in passato”, è questa una parte del lungo messaggio inviato da Emanuel Mian, psicologo e psicoterapeuta, tra i maggiori esperti in Italia per i disturbi dell’immagine corporea e del comportamento alimentare, che aggiunge “La parola amici nel nome dell’associazione non è mai stata casuale: significa stare accanto anche quando non si è d’accordo su tutto e lavorare per andare nella stessa direzione e negli ultimi anni questo impegno si è visto forte e chiaro su più fronti con il lavoro di Iris che ha anche continuato i primi passi di Marina. Negli anni Amici Obesi ha davvero fatto la differenza nel far riconoscere l’obesità come una malattia finalmente e nel favorire un dialogo più umano anche tra i professionisti, c’è voluto tempo per abbattere i pregiudizi, ce ne vorrà ancora anche per lavorare ancora insieme, insieme alle famiglie, ai pazienti, ai professionisti, ma Amici Obesi ha sempre spinto in questa direzione; per me è sempre stato un onore collaborare con loro”.
Una storia di amicizia e supporto contro i pregiudizi anche quella che ha dato il via alla festa, nello spettacolo “¿META! – La partita più importante: essere sé stessi” dell’Associazione SbilanciArti – Compagnia di Arti Performative APS. Sara, Marco e Giulia, i tre protagonisti adolescenti, sono appassionati di football americano e si ritrovano sulla scena a giocare la loro partita più importante: salvare la loro amicizia. La squadra, metafora della loro amicizia, diviene elogio della forza delle diversità e mette subito in luce quanto siano importanti il rispetto e la cura nelle relazioni. L’equilibrio viene presto minato da una compagna che incarna alcuni tra i più dannosi disvalori che affliggono la nostra società: la discriminazione, la lipofobia e la superficialità nei rapporti umani. Uno spettacolo per far riflettere i ragazzi sull’importanza dei legami sani e leali, sulla ricerca della propria unicità e soprattutto sulla libertà di essere sé stessi rispettando corpi e vissuti diversi dal proprio.
L’interesse della Compagnia SbilanciArti verso gli studi sullo stigma del peso nasce grazie all’amicizia e alla stretta collaborazione con il pedagogista e scrittore fiorentino Francesco Baggiani, presente allo spettacolo. Il suo libro “P(r)eso di mira – Pregiudizio e discriminazione dell’obesità” (Firenze: Edizione Clichy, 2014), è stato il primo trattato italiano ad affrontare in termini scientifici, sociologici ed educativi il complesso tema della discriminazione ponderale.
La rappresentazione è stata seguita da un momento di grande pathos, riflessione e dibattito con la partecipazione di psicologi e psicoterapeuti: Dott.ssa Paola Medde, Dott.ssa Emanuela Paone e Dott. Sami Schiff sul palco, oltre al citato Dott. Emanuel Mian con il suo lungo e toccante messaggio virtuale. Gli esperti hanno sottolineato l’importanza di instaurare legami sani e leali, valorizzando la propria unicità.
«La difficoltà davanti a questo tipo di espressione – che trova ovviamente nel teatro, secondo me, la via più naturale, che arriva prima, molto più del cinema – è proprio da parte di chi soffre, a mettere a nudo le sue sofferenze. Invece devo dire che gli attori, hanno rappresentato in modo esemplare la problematica», ha dichiarato la Dott.ssa Paone, «Il messaggio va diffuso a giovani e adulti. Il punto è che dobbiamo riuscire a far capire e a fermare questa valanga che sembra inarrestabile e evitare più che altro l’autostigma, cioè quando la persona si autoconvince di quello che gli viene detto ed è ciò che è più difficile poi da scardinare in ambito clinico».
Temi affrontati anche dal cantante, performer e content creator Mario Forlano (@ma.rione su Instagram e TikTok) che quotidianamente racconta la sua vita con ironia e contagiosa autenticità tra canto, ballo e parodie legate al mondo del cibo e delle emozioni. Da gennaio 2025, ha intrapreso un importante percorso di benessere personale, seguito da una nutrizionista e da una psicologa alimentare, che lo ha portato a perdere quasi 60 kg e sabato, con la sua performance e testimonianza, ha portato sul palco la sua storia: quella di chi ha imparato a volersi bene, senza mai smettere di sorridere.
«Mi ha colpito molto come Mario sia riuscito a trasformare i suoi canali social in un vero diario di rinascita e consapevolezza. Storie come la sua possono essere di grande ispirazione per chi vive esperienze simili e si sente solo e fragile, oltre a contribuire a eliminare lo stigma e a sensibilizzare sul tema dell’obesità, soprattutto le persone più giovani», sottolinea Iris Zani.
Sull’importanza di prevenire l’obesità sin dall’infanzia si è concentrata l’ultima parte dell’evento con l’intervento della Prof.ssa Stefania Mariani, specialista endocrinologa, che ha offerto il supporto scientifico alla presentazione del Progetto “Meno Zucchero, più Salute” da parte di Iris Zani. Il progetto, creato nel 2017 da SAFE – Safe Food Advocacy Europe, associazione belga specializzata nella protezione e nella rappresentazione dei consumatori europei nel settore food, arriva ora in Italia grazie ad Amici Obesi che proporrà un programma dedicato ai bambini in età scolare e alle loro famiglie. Lo scopo del Progetto è quello di informare, educare e promuovere un cambiamento reale nelle abitudini alimentari delle nuove generazioni, affinché siano capaci di fare scelte più sane e consapevoli. In Italia risulta che circa il 29 per cento dei bambini sia in eccesso ponderale, il 9,8 per cento con obesità1: l’eccesso di zuccheri nelle diete rappresenta oggi un vero problema di salute pubblica.
«Questi 20 anni raccontano una storia collettiva, un intreccio di vite che si sostengono, si incoraggiano, si amano. Molte sfide ci attendono ancora e il Progetto “Meno Zucchero, più Salute” rappresenta una delle più importanti perché crediamo che la prevenzione sia fondamentale per aiutare sempre più persone e famiglie e che siano proprio le persone l’anima della nostra associazione», conclude Iris Zani.
a cura della redazione
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