Fondazione Rovati ha ospitato ieri sera ,nella sempre bella ed elegante location di C.so venezia 52  a Milano, la conferenza su OASES (Organization for the Advancement and Support of Emergency Systems), un progetto internazionale di salute globale volto a migliorare la gestione delle emergenze in aree remote e rurali, attraverso lo sviluppo di un’App a supporto degli operatori sanitari.

Dopo l’intervento introduttivo di Giovanna Fornalelli Rovati medico imprenditrice e Presidente della Fondazione è stata la volta della figlia Lucrezia, team leader del progetto , medico di medicina d’urgenza e dottoranda in Sanità Pubblica presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca,  svolgere il compito di presentare i risultati della prima sperimentazione dell’App, condotta presso il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, nel Nord Uganda.

La sperimentazione, realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Fondazione Ambrosoli, ha coinvolto infermieri e clinical officers locali nella valutazione dell’App attraverso scenari di emergenza simulati, nell’ambito di uno studio pilota randomizzato crossover volto a valutare l’usabilità e l’efficacia di OASES nel supportare le decisioni cliniche in contesti a risorse limitate.

La sperimentazione in Uganda rappresenta il primo passo di un’iniziativa che mira a essere replicabile e scalabile a livello globale, contribuendo a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure di emergenza.

All’incontro hanno  anche partecipato due Dr.sse del  team di  OASES,  Benedetta Canova ed Elena Targetti.

“Oggi, circa due miliardi di persone non hanno accesso alle cure di emergenza necessarie semplicemente perché vivono in aree rurali e remote. In questi “deserti sanitari”, gli ospedali rurali rappresentano l’unico punto di riferimento per le comunità locali. Ma con pochi medici specialisti e senza strumenti diagnostici avanzati, non riescono a garantire cure tempestive e di qualità” ha spiegato Lucrezia Rovati.

La piattaforma digitale verrà sviluppata in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università Bicocca e consisterà in un’app per tablet e smartphone progettata per essere intuitiva, economica ed efficace anche in aree con scarse infrastrutture.

Portare strumenti di medicina d’emergenza nelle aree più isolate del pianeta attraverso una piattaforma digitale pensata per supportare il personale sanitario locale.

È questo dunque  l’obiettivo di OASES (Organization for the Advancement and Support of Emergency Systems), progetto internazionale di salute globale che sarà presentato il 5 maggio, alle 18.30, alla Fondazione Luigi Rovati di Milano.

La sperimentazione in Uganda rappresenta il primo passo di un’iniziativa che mira a essere replicabile e scalabile a livello globale, contribuendo a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure di emergenza. Intervengono Lucrezia Rovati e il team Oases. Durante la conferenza, sarà possibile testare in prima persona l’ultima versione dell’App, che è stata affinata sulla base dell’esperienza diretta dei professionisti sul campo.

L’iniziativa punta a migliorare la gestione delle emergenze nei cosiddetti “deserti sanitari”, aree remote o rurali dove l’accesso a cure tempestive e personale specializzato resta limitato, attraverso lo sviluppo di un’App a supporto degli operatori sanitari impegnati in contesti a basse risorse.

Nel corso dell’incontro sono stati anche  presentati i risultati della prima sperimentazione sul campo, condotta presso il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, nel nord dell’Uganda.

Il progetto pilota, sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e la Fondazione Ambrosoli, ha coinvolto infermieri e clinical officers locali nella valutazione dell’applicazione attraverso simulazioni di emergenza, all’interno di uno studio randomizzato crossover finalizzato a misurarne usabilità ed efficacia nel supporto alle decisioni cliniche.

Secondo i promotori, la sperimentazione in Uganda rappresenta il primo passo di un modello concepito per essere replicabile e scalabile a livello internazionale, con l’obiettivo di contribuire alla riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure di emergenza.

Al termine della conferenza è stato possibile  possibile testare direttamente l’ultima versione dell’applicazione, affinata anche grazie all’esperienza maturata sul campo.

a cura della redazione

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Written by giovanni47

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