Durante una conferenza stampa tenutasi nella bella location del Bianca Maria Palace Hotel Milano è  avvenuta ieri la presentazione : “Bressanone Città della Luce”: un viaggio tra storia e innovazione, architettura, cultura e affascinanti giochi di luce.

Si perchè la città altoatesina di soli 25 anime pensate, in occasione della Giornata Internazionale della Luce, si  è trasforma in un palcoscenico per una straordinaria performance artistica di Stefano Cagol. Con We Own the Futures, l’artista esplora, insieme a un robot umanoide, le intersezioni tra arte, tecnologia e consapevolezza collettiva.

Cio’ è avvenuto lo scorso  16 maggio 2025 con un evento artistico che ha coinvolto l’artista Stefano Cagol e un robot umanoide, intitolato “We Own the Futures”, nell’ambito della manifestazione Brixen Water Light Festival. L’evento, tenutosi in Piazza Duomo, esplora la relazione tra uomo, arte, tecnologia e intelligenza artificiale, simboleggiando un ponte verso il futuro e riflettendo sugli obiettivi di pace e sviluppo sostenibile dell’UNESCO

Cinque anni dopo la sua iconica azione Signal to the Future, in cui una solitaria fiaccola bruciava in una piazza deserta, Cagol  è tornato dunque  a Bressanone.

Questa volta espandendo  la sua visione davanti all’imponente scenografia di Piazza Duomo. La nuova installazione simboleggiante  un ponte tra ciò che siamo oggi e ciò che potremmo diventare domani.

Rappresenta il potenziale dell’Intelligenza Artificiale come motore di crescita e trasformazione positiva.

Un invito alla riflessione: We Own the Futures ci invita a riflettere sul nostro ruolo nella costruzione del futuro – un futuro che già oggi brilla alla luce dell’innovazione tecnologica.

Rappresenta il potenziale dell’Intelligenza Artificiale come motore di crescita e trasformazione positiva.

Ma veniamo ora a parlare,  piu’ in dettaglio di Bressanone, città per cui la luce è nella storia da sempre come ha dichiarato in conferenza Erica Kircheis – Press & PR Manager  di Bressanone Turismo.

È la città più antica del Tirolo, terza per grandezza dell’Alto Adige ed è veramente bella in tutte le stagioni. Bressanone, città vescovile, è saldamente legata alla sua millenaria storia, ma nello stesso tempo proiettata al futuro. Il simbolo brissinese per eccellenza della città e della diocesi è l’Angus Dei, ovvero l’Agnello di Dio, che si ritrova dappertutto nel centro, nei luoghi sacri e in quelli civili. Arte, cultura e storia caratterizzano il centro storico della città. A cominciare dalla piazza dove si trova il Duomo, ufficialmente Duomo di Santa Maria Assunta e San Cassiano, le cui origini risalgono all’anno 980 d.C. Dopo un grande incendio avvenuto nel XII° secolo, fu prima ridisegnato in stile romanico a croce latina con tre navate e due torri di facciata, e poi nel XVIII° secolo ricostruito in stile barocco, come si presenta attualmente. La cattedrale è caratterizzata da un prezioso interno con 33 diversi tipi di marmi, affreschi sul soffitto tra cui figura l’Adorazione dell’agnello di Paul Troger, e da un altare maggiore tra i più belli del Tirolo, realizzato dall’architetto e scultore Theodor Benedetti.

In occasione della Giornata Internazionale della Luce, Bressanone si  trasforma in un palcoscenico per una straordinaria performance artistica di Stefano Cagol. Con We Own the Futures, l’artista esplora, insieme a un robot umanoide, le intersezioni tra arte, tecnologia e consapevolezza collettiva.

Bressanone, Città della Luce: un luogo dove storia e innovazione si incontrano tra architettura, cultura e affascinanti giochi di luce. Protagonisti di questo viaggio luminoso sono il celebre spettacolo di luci e musica nella Hofburg, che quest’anno ha festeggiato il suo decennale con la partecipazione straordinaria di Giorgio Moroder, e il suggestivo Water Light Festival, che ogni primavera trasforma la città in un percorso di arte e luce ma anche e soprattutto il periodo dell’avvento che dal 28 novembre al 6 di gennaio con eccezione per il 24 e il 25 di dicembre concretamente tocca  con il cosiddetto mercatino di Natale questa stupenda cittadina di soli 25 mile anime. Un’occasione unica per visitare la città e per fare acquisti pre e post natalizi. Difficile difendersi dalla massificazione dei prodotti cinesi ma siamo riusciti nonostante tutto a farlo e a rilanciare i ns prodotti del territorio  come ha dichiarato Werner Zanotti, Direttore  di Bressanone Turismo

Questa volta espandendo  la sua visione davanti all’imponente scenografia di Piazza Duomo. La nuova installazione simboleggiante  un ponte tra ciò che siamo oggi e ciò che potremmo diventare domani.

Rappresenta il potenziale dell’Intelligenza Artificiale come motore di crescita e trasformazione positiva.

Un invito alla riflessione: We Own the Futures ci invita a riflettere sul nostro ruolo nella costruzione del futuro – un futuro che già oggi brilla alla luce dell’innovazione tecnologica.

Bressanone, Città della Luce: un luogo dove storia e innovazione si incontrano tra architettura, cultura e affascinanti giochi di luce. Protagonisti di questo viaggio luminoso sono il celebre spettacolo di luci e musica nella Hofburg, che quest’anno ha festeggiato il suo decennale con la partecipazione straordinaria di Giorgio Moroder, e il suggestivo Water Light Festival, che ogni primavera trasforma la città in un percorso di arte e luce ma anche e soprattutto dutante  il periodo dell’avvento che dal 28 novembre al 6 di gennaio( con eccezione per il 24 e il 25 di dicembre) concretamente tocca , con il cosiddetto mercatino di Natale questa stupenda cittadina . Un’occasione unica per visitare la città e per fare acquisti pre e post natalizi. Difficile difendersi dalla massificazione dei prodotti cinesi ma siamo riusciti nonostante tutto a farlo e a rilanciare i ns prodotti del territorio  come ha dichiarato Werner Zanotti.

Un altro tema fondamentale è l’impatto ambientale in una città sempre molto attenta alla sostenibilità e che con le sue 22 fontane è famosa anche per la qualità dell’acqua della famosa fonte di Plose. Gli artisti, compreso Roland Moroder , riconosciuto scultore e pittore della Val Gardena  (che ha eccezionalmente partecipato al Water Light Festival lo scorso 2024 e che quest’anno non si terrà perche rimandata al 2026)  fanno attenzione alle loro installazioni come dichiarato dallo stesso artista che hanno riferito che  per ogni biglietto venduto per le visite 1 euro viene devoluto a Unicef per la salute dei bambini.

Tutto mirato alla salute e all’impatto ambientale dunque in una città che ci vuole,  in tutti i sensi illuminare,  ed aiutarci a capire  meglio cosa possiamo desiderare per il nostro futuro

 

a cura della redazione

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Written by giovanni47